Studiare stanca? Lavorare stanca? Fa’ lo youtuber e l’influencer!

Perché questo sistema basato sulla logica del profitto è aberrante? Perché offrendo i peggiori modelli istiga le persone a farsi sempre furbe, a raggirare, a ottenere il massimo con il minimo sforzo. È la semplificazione contemporanea, gonza e incolta del famoso rasoio di Occam. La nuova generazione è nata sotto il cavolo di questo sistema, non ha potuto intravedere le possibili alternative, è stata reclutata in mezzo alle macerie del Muro di Berlino. Se un tempo si diceva al ragazzo di studiare per migliorare la propria condizione, oppure lo si invitava a trovare un lavoro, adesso nessuno incoraggia nessuno, se non a sfruttare le possibilità esistenti per fare dei bei soldini. Il denaro è il valore assoluto, il resto non ha rilevanza. Ed ecco che i ragazzi hanno scoperto dei modi per guadagnare, tra i quali uno dei più gettonati è youtube. Aprono un canale sulla piattaforma web più diffusa al mondo, fanno dei video e cercano di ottenere molte visualizzazioni per monetizzare il proprio prodotto. Non bisogna condannare in sé né youtube né coloro che hanno questi canali, ci sono anche i ragazzi che sfruttano il mezzo proponendo dei contenuti interessanti, come l’arte (soprattutto la musica), gli esperimenti sociali, la politica, ecc.. Ma l’uzzolo di avere un canale, di indurre più followers a iscriversi, visualizzare e mettere i famigerati “like” spesso si sposa con la volontà di pubblicare video di puro scazzo per acchiappare i coetanei. Ecco i video di gaming, cioè giochi su pc o smartphone, oppure giochi tra teenagers quali il freestyle (scambi di batture in rima, spesso offensive e scurrili), il dissing (la presa in giro e l’invettiva tipiche della cultura hip hop), il pranking (gli antichi scherzi, denominati così in inglese perché fa più figo), competizioni assurde tipo “quanti gol fai con il culo?”, “chi scorreggia meglio?”, “chi ha il rutto più sonoro?”. Non dimentichiamo i novelli “cantanti” che pubblicano le proprie composizioni, chiamiamole così, su youtube, alcuni con gran successo, come il ragazzo d’origine ghanese Bello Figo o Young Signorino. Insomma, fare lo youtuber, secondo questa logica, è sempre meglio che studiare o lavorare, in aggiunta si può passare alla fase successiva: diventare un influencer. L’influencer è un personaggio divenuto popolare in rete che può influenzare l’opinione pubblica, suggerire comportamenti, scelte, linguaggio, praticamente tutto. Insomma, in nome della fama e di un conseguente profitto, l’antico impegno nello studio e nel lavoro sembra considerato superato, inutile, ridicolo. Non importa se la nuova generazione sarà un agglomerato di ignoranti, qualunquisti, dilettanti che non impareranno mai niente, l’essenziale è fare gli sghei con youtube e diventare influencer. Oggi conti se hai tanti followers e visualizzazioni, altrimenti sei considerato uno sfigato. Vedremo fra qualche anno cosa ne sarà di questi youtuber e influencer. Ho il presentimento che molti di questi verranno triturati senza potersi riscattare. I soldi vanno e vengono, ma senza una cultura di base non si va lontano.   

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Studying is tiring? Working is tiring? Be a youtuber and influencer!

Why this system based on the logic of profit is abhorrent? Because by offering the worst models it instigates people to always be crafty, to cheat, to get the most with the least effort. It’s the contemporary, dupe and uncultivated simplification of the famous Occam’s razor. The new generation was born under the cabbage of this system, it couldn’t see the possible alternatives, it was recruited in the midst of the rubble of the Berlin Wall. If once the boy was told to study to improve his condition, or he was invited to find a job, now nobody encourages anyone, if not to exploit the existing possibilities to make good money. Money is the absolute value, the rest is irrelevant. And here the boys have discovered ways to earn, among which one of the most popular is YouTube. They open a channel on the most popular web platform in the world, make videos and try to get many views to monetize their product. We must not condemn either YouTube or those who have these channels, there are also young people who exploit the medium by offering interesting contents, such as art (especially music), social experiments, politics, etc. But the desire to have a channel, to induce more followers to subscribe, view and put the infamous “like” often goes hand in hand with the desire to publish pure bullshit videos to catch peers. Here are the gaming videos, that is games on PC or smartphone, or games between teenagers such as freestyle (exchange of rhyming jokes, often offensive and abusive), dissing (the mockery and invective typical of hip hop culture), pranking (the ancient jokes, so called in English because it’s cooler), absurd competitions such as “how many goals do you score with your ass?”, “who fart better?”, “who has the loudest belch?”. Let’s not forget the new “singers” who publish their compositions, let’s call them that, on YouTube, some with great success, like the boy of Ghanaian origin Bello Figo or Young Signorino. In short, being a youtuber, according to this logic, is always better than studying or working, in addition you can move on to the next phase: becoming an influencer. The influencer is a character who has become popular on the net who can influence public opinion, suggest behaviors, choices, language, practically everything. In short, in the name of fame and a consequent profit, the ancient commitment to study and work seems to be considered outdated, useless, ridiculous. It doesn’t matter if the new generation will be an agglomeration of ignorant, indifferent, amateurs who will never learn anything, the essential thing is to make bucks with YouTube and become an influencer. Today you count if you have many followers and views, otherwise you are considered a loser. We will see in a few years what will become of this youtuber and influencer. I have a feeling that many of these will be shredded without being able to redeem themselves. Money comes and goes, but without a basic culture, you can’t go far.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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