3 February 1998: Massacre at Cernis

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De mortuis… 9

È morto Carlo Tavecchio, ex presidente FGCI dal 2014 al 2017. Ovviamente tutti lo ricordano come un gran presidente, però, quanti ricordano le sue famose frasi in cui manifestava razzismo, antisemitismo e omofobia? Io le ricordo.

Tavecchio-pensiero

25 luglio 2014.

Durante la campagna elettorale del 2014. Tavecchio parla di giocatori extracomunitari: Noi, invece, diciamo che Opti Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio.

Per questa frase la Uefa e la Fifa lo sanzioneranno per 6 mesi.

14 maggio 2015.

Felice Belloli (Presidente LND) apostrofa come quattro lesbiche le protagoniste del calcio femminile. Tavecchio cerca di proteggere uno dei suoi uomini più vicini: È stata una frase infelice. La poltrona di Belloli salterà una settimana più tardi.

1 novembre 2015.

Nell’ormai famosa registrazione di Soccerline, Tavecchio apostrofa come ebreaccio l’immobiliarista Cesare Anticoli. E rincara la dose: Io non ho nulla contro gli ebrei. Però è meglio tenerli a bada. Nella stessa registrazione afferma, riguardo gli omosessuali: Io non ho niente contro di loro, ma è meglio tenerli lontani da me. Io sono normalissimo.

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La vita è balla

Not like Benigni’s rascality in “Life is Beautiful”, when in the end he lets a tank with the American flag enter Auschwitz. That camp, that piece of Europe was liberated by the Russians, but … you win the Oscar with the stars and stripes flag, changing reality
Mario Monicelli

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I don’t celebrate

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All the Nazi victimis are equal but

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The AP Interview: Pope Francis: Homosexuality not a crime

https://apnews.com/article/pope-francis-gay-rights-ap-interview-1359756ae22f27f87c1d4d6b9c8ce212

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Cara Senatrice

Cara Senatrice Liliana Segre,

purtroppo la memoria dell’uomo è labile, ma questa labilità spesso viene indotta dalla volontà di cancellare pagine di storia orribili o, addirittura, non scriverle praticamente mai.

Ella si lamenta della possibilità che tra qualche anno non si parlerà più della Shoah… Temo anch’io un’eventualità come questa, perché già vedo il trattamento che hanno riservato ad altri orrori.

Se penso che nessun libro di storia italiano affronta in modo sufficiente la pagina più infame scritta dall’uomo, la Maafa, lo sterminio delle popolazioni africane dal XVI° fino ad oggi, circa cento milioni di persone massacrate dall’uomo bianco europeo…

Se penso che a malapena, durante la Giornata della Memoria, si cita la deportazione e il massacro di Rom, Sinti, omosessuali, Testimoni di Geova, prigionieri politici, Internati Militari Italiani…

Se penso all’Olocausto armeno, al genocidio delle popolazioni indigene delle Americhe, dell’Oceania (gli aborigeni della Tasmania sono estinti da quasi due secoli grazie agli inglesi, tanto per fare un esempio), altre pagine ignominiose che già sono assenti nei libri di storia, a parte qualche sparuta eccezione…

Se penso che tra qualche anno, forse, non si parlerà più del massacro dei palestinesi nella loro terra, occupata illegalmente dagli israeliani, non si dirà più che ogni giorno, da settant’anni a questa parte, vengono trucidati uomini, donne, bambini e vecchi che hanno solo il torto di essere palestinesi…

Ho sempre contestato questa Giornata della Memoria, soprattutto il testo della legge italiana che la istituisce, perché nega altri olocausti, perché non spiega la globalità del progetto criminale nazista in tutta la sua crudeltà. O ricordiamo l’umanità offesa nella sua interezza, oppure non ha senso lamentarsi senza vedere che viene negata la possibilità di informare sullo sterminio di milioni e milioni di persone per motivi politici, economici, razziali, di orientamento sessuale etc..

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David Crosby (August 14, 1941 – January 18, 2023)

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Dalida – Nel 2023 (Canzonissima 1969)

Nel 2000 io non so se vivrò, ma il mondo cambierà. Il sole scenderà su di noi. Nel 2023, 23 se il mio cuore batterà, non lo so, ma troverà qualcosa che lo farà batter più di te. Nel 2033, 33 non vedrò più con gli occhi miei. Ci saranno delle immagini che un altro mondo mi darà. Nel 3023, 23 le mie braccia non serviranno più e nessuno più lavorerà, più veloce il tempo passerà. Nel 3033, 33 Dio verrà sulla Terra fra di noi per giudicare se è il momento ormai di pronunciare la parola “fine”. Nel 6023, 23 la terra nella notte tremerà, in quel momento l’uomo avrà paura, avrà paura di morire. Nel 6033, 33, adesso io mi domando se, se nell’uomo ancora esisterà tutto quello che adesso ha. Diecimila anni son passati, l’uomo crede di aver raggiunto Dio, d’avere in mano il mondo, di conquistare il sole, ma se ti volti indietro, le rose sono vive, la pioggia cade ancora, le cose belle sono antiche. Nel 2023, 23 io non ci sarò più, ma tu mi cercherai nell’infinito.

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Gina Lollobrigida (4 luglio 1927-16 gennaio 2023)

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