Sandro Penna

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E per la corsa al Quirinale…

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Ciao Willy

ciao willy

Il 20 gennaio era il tuo compleanno, è il tuo compleanno, ma non sei riuscito a compiere 23 anni… Willy Monteiro Duarte, dedico questa pagina a te e a tutti i ragazzi che non hanno potuto diventare adulti. Io non credo e non crederò mai all’antico adagio “muore giovane chi agli dèi è caro”, soprattutto se si tratta di una persona che aveva davanti a sé tutta la vita per amare, per essere generosa e vera. Vedere tanti, troppi vecchi che impestano la terra con la loro malvagità antica e presente fa soltanto indignare.

Ciao Willy

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Giornata mondiale del cinema italiano

giornata mondiale del cinema italiano

Il 20 gennaio si celebra la Giornata mondiale del cinema italiano, la data non è casuale, infatti il 20 gennaio 1920 nacque Federico Fellini, il regista italiano più famoso a livello internazionale.

La cinematografia italiana, per storia, tradizione e realizzazioni, è indubbiamente tra le più importanti, insieme alla statunitense, la francese, la tedesca, ecc.., oggi, purtroppo, risente di una crisi che non è solo economica. Poche idee, ma confuse, per dirla con Flaiano. I prodotti dell’attuale industria cinematografica italiana non sono all’altezza del passato, i registi, gli sceneggiatori, gli interpreti scontano una mancanza di talento mai vista prima. Se il primato dell’invenzione spetta alla Francia, l’Italia è stato il primo paese a riconoscere l’attualità e l’utilità del mezzo cinematografico, basti pensare alla prima decade del Novecento. Il resto è la potenza economica statunitense, capace di creare una vera produzione industriale con mezzi moderni (quelli che Chaplin, in fondo, descrisse nel suo Modern Times). L’Italia però non ha mai smesso di inventare e ispirare, soprattutto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, salvo poi affrontare una crisi performativa e creativa che dura dalla fine del Novecento. C’è chi ha incolpato la tv, ritenendola responsabile del declino estetico del prodotto cinematografico e del gusto del pubblico. Sarà. Quando oggi si fanno film che riguardano aspetti della politica, della società, dell’individuo il realismo conseguente è qualitativamente molto basso, la magia, l’inventiva e l’obiettività del neorealismo italiano sono un lontanissimo ricordo. Se si realizzano opere di intrattenimento, con intenti comici, satirici o umoristici, la vecchia commedia all’italiana sembra un capolavoro inarrivabile. Promuoviamo il cinema italiano con questa giornata, ma ci troviamo adesso nel bel mezzo di una condizione di inferiorità nei riguardi di ottant’anni di film italiani che hanno fatto la storia del cinema. Il 20 gennaio non può essere altro che l’invito a vedere, rivedere Fellini, Rossellini, De Sica, Visconti, Pasolini, Risi, Monicelli, etc., non certo a deprimersi con la paccottiglia degli ultimi trent’anni.

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E per la corsa al Quirinale…

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Cosa resterà di questi anni

La famosa canzone di Raf aveva un senso, gli anni ’80 del Novecento restano nell’immaginario collettivo per molti motivi: la Reaganomics, il Thatcherismo, il craxismo, l’era Mitterand, con il botto finale del crollo dei regimi del socialismo reale, seguita alla caduta del Muro di Berlino. Aggiungiamoci gli ultimi bagliori dell’arte, l’inizio dell’era informatica, la musica, popolare e non, che produceva ancora qualcosa di decente, etc., etc..

La stessa canzone applicata a questi anni che risultato può dare? Gli anni ’0, ’10, ’20, i due decenni del XXI° secolo non possono certo pretendere di avere lo stesso impatto nell’immaginario collettivo. È caduto tutto, o quasi. Non si vede, però, un’edificazione, una ricostruzione. Vaghiamo tra le macerie dell’economia, della politica, della cultura, in definitiva, dell’umanità. Il Covid è stata la ciliegina sulla torta. Ci fosse almeno un Übermensch che oltrepassi l’uomo, ma l’orizzonte è avvolto da una nebbia spettrale.

Ci dobbiamo tenere questo “uomo” e la sua non aurea mediocritas. Difatti, la mediocrazia è la cifra dei nostri tempi: un mondo retto da pochi potentati, affidato, perché si finga di governarlo, ai mediocri. E questo è quanto. Nelle democrazie, cristiane e non, il popolo bue continua a votare credendo di avere dei rappresentanti, quando, sia a livello locale che nazionale e internazionale, una classe politica di sfigati, affetti da sindrome borderline e disturbi vari, governicchia secondo le istruzioni dei gruppi di potere che contano.

Per ottenere un obiettivo del genere, non vi sono dubbi, c’è stato bisogno di un lungo lavoro di erosione inauguratosi proprio nei fatidici anni ’80. Pensiamo, per rimanere in Italia, all’avvento della tv in Italia e al rimbecillimento della popolazione. Berlusconi ha vinto, insieme a quelli come lui. Il Mundialito del 1980 può essere considerato lo spartiacque, da lì abbiamo appreso in modo decisivo che con i soldi si può comprare tutto, dai diritti televisivi alla coscienza dei cittadini. Di questo sfascio morale dobbiamo riconoscere i padri in Craxi e quella DC che gettò la maschera rivelando definitivamente la sua più intima natura demolitrice, arrogante, fascista. E la sinistra? Crollata l’alternativa di un’economia che prenda le distanze dal capitalismo, la sinistra s’è buttata a destra e ha cambiato casacca. Non più forza rivoluzionaria, semplicemente concubina della moderazione riformista, anche quando guarda i temi dei diritti. Questa sinistra, che ha perso il fuoco del contrasto, non intende difendere i più deboli, gli emarginati combattendo i privilegi dei potenti, dei ricchi. Questa sinistra evaporata riconosce ormai il predominio di una classe a discapito delle altre, più fragili, più povere. Ci si limita ad un assistenzialismo conservatore che mantenga, di fatto, le condizioni di disuguaglianza.

Cosa resterà di questi anni? Un desiderio di amnesia e qualche ricordo offuscato dal rimpianto. Chi vuol esser lieto sia…

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Servizio editing e traduzioni

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Razzismo…

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L’ultimo atto di Mattarella è una cagata pazzesca!

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Novax Djokovic

It’s a shame that anyone pretends to have privileges, especially in such a difficult time as this. It’s a shame that an entire country, like Serbia, supports and defends injustice by accusing others of wanting to persecute Djokovic. Ridiculous nationalism, ridiculous claims. Pereat Djokovic, fiat iustitia!

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