Almeno io son buco, ma te?, “Berlinguer ti voglio bene”

Almeno io son buco

Furio: Salve Cioni, che t’hai fatto? ’Un ti vedo troppo legittimo…

Cioni: No nulla, problemi dell’omo moderno.

Furio: Io invece no: son buco! Son finocchio!

Cioni: No… via venvia oddio… comunque…

Furio: Comunque un cazzo! T’ho sentito sai la sera anche te al bar quando vengo, sì te! “Ecco i’bucaccio, fagli il caffè alla signorina!” Signorina una sega! Abbi il coraggio di dirmelo in faccia!

Cioni: No scusa io non te l’ho mica mai detto Furio, davvero! Io t’ho, anzi, sempre detto che tu sei un omo, un…

Furio: [scuotendo la testa] E son buco! Lo vuoi capire? Dimmi come mi chiamano in paese tutti.

Cioni: Ti chiamano “signorina”

Furio: No! Dillo come vu mi chiamate tutti per bene, dillo per bene.

Cioni: [con voce effemminata] Signorinaaa.

Furio: Ecco! Sei contento? Lo vedi? Vu parlate senza sapere icchè vu dite. In paese chi c’è? Il prete, lo scemo e il buco! Gli altri son per far numero, icchè contano? Almeno io son buco, ma te?

Cioni: Eh lo so…

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Tornate indietro, abbiamo fallito.

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Sono un empatico…

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   Se sto con una persona calma, efficiente, riflessiva, che ha anche il senso dell’umorismo, io divento l’uomo più felice della terra e condivido con questa persona uno stato d’animo sereno.

   Se mi trovo con una persona agitata, caotica, egocentrica, che non possiede né umorismo, né ironia, io provo disagio e cerco di staccarmi da questa persona.

   Sono un empatico, godo della felicità altrui, mi piace vedere premiato il merito, il talento, e sostengo chi è positivo. Di contro, detesto l’ipocrisia, la falsità, il doppiogiochismo, l’opportunismo, la mediocrità, la superficialità, la stupidità, la presunzione, l’arroganza, la maleducazione, la negatività in generale.

   Sì, sono un empatico e se mi guardo allo specchio sono un empatico 🙂

 

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Follia gratis 48

follia gratis

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Qualcosa è andato storto…

qualcosa è andato storto

Quella che vedete a destra è la mia risposta a “Qualcosa è andato storto” [1], che ha messo Cary Grant del 1940 contrapposto a questo modello, di cui ignoro il nome. Tra parentesi, l’orientamento sessuale di Cary Grant non è quello sperato dall’autore di “Qualcosa è andato storto” e Cary Grant è stato il primo attore nella storia a citare la parola “gay” nella cinematografia [2].

[1] Qualcosa è andato storto è uno sciocchino, anche un po’ omofobo, (https://www.facebook.com/search/top/?q=qualcosa%20e%20andato%20storto), che su facebook s’è iscritto al genere “comico” così presentandosi: Sono un ombelico maschio che ha imparato a parlare tardi. Tra le altre cose, sono l’inventore del 5×1000, dii videocitofoni e degli assorbenti con le ali.

[2] /marteau7927.wordpress.com/…/il-primo-gay-della…/

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Bullismo…

filippo

Sta facendo molto scalpore a Lucca un episodio che vede protagonista un ragazzo, minore, studente e un insegnante. Il ragazzo, dell’ITC Francesco Carrara, è protagonista di quattro video, diffusi in rete, così riassunti da Enrico Pace, corrispondente di Luccaindiretta:

Nel primo si vede uno studente che prima indossa un casco, quindi, nonostante il richiamo del professore, lo affronta testa a testa con un verso di scherno. Il tutto fra le risate dei compagni di classe, nessuno dei quali si indigna per quanto sta avvenendo.

Nel secondo video lo studente apostrofa in maniera chiara il professore: “Prof – dice – non mi faccia incazzare, non mi faccia incazzare. Mi metta sei, lei non ha capito nulla, chi è che comanda? – prosegue puntando il dito verso il docente – chi è che comanda? In ginocchio!”. Un’esagerazione che, in questo caso, provoca una prima reazione di sdegno da qualcuno dei compagni di classe, ma senza grande empatia verso il professore.

In un terzo video, in un caos totale in classe, proseguono le offese nei confronti del professore, con studenti in piedi e cellulari in mano per riprendere la poco edificante scena. Dal fondo della sala arriva anche un “prof, lei è un pezzo di merda” che risuona fra le risate generali.

Non è finita. Mentre prosegue la confusione, e mentre vola anche qualche chiara bestemmia, lo scherno nei confronti del professore prosegue. Uno studente prova ad appendergli un giubbotto addosso, un altro poggia i cestini del riciclo della carta sopra la cattedra: “Guarda la torre, la torre di Pisa”. E ancora giù risate.
Nei quattro video si vedono chiaramente tutti i protagonisti, studenti e studentesse di una classe dove si dovrebbe imparare la lezione di storia. E dove invece si fa tutt’altro, con la convinzione non solo di essere nel giusto ma anche di star facendo qualcosa di ‘ganzo’.

Che dire? I commenti su facebook, sulle testate web che hanno pubblicato la notizia si sprecano e sono pressoché unanimi: fallimento totale dal punto di vista educativo delle famiglie, lassismo nei confronti dei ragazzi, ormai deresponsabilizzati e convinti di poter fare di tutto senza per questo subire conseguenze disciplinari. C’è chi rispolvera la vecchia scuola gentiliana, chi auspica un ritorno alle pene corporali, ecc..

Bene, chi vi parla ha subito di recente un atto simile e ha visto come ci si muove normalmente. I minori sono troppo tutelati? Dipende dalle situazioni e dagli ambienti. Di sicuro, posso confermarvi che gli adulti, chiamati ad essere educatori, non sono sempre all’altezza e la scusa della famiglia regge fino a un certo punto. Se i video non fossero stati pubblicati la notizia non sarebbe trapelata. Questo fa pensare. Quanti episodi del genere, se non più gravi, vengono abbuiati, insabbiati, quanti minori favoreggiati? In certi ambiti è così e sarebbe arrivato il momento di smetterla di stracciarsi le vesti e iniziare invece a farsi un esamino di coscienza. Non occorre generalizzare, però è da troppo tempo che assistiamo a questo sfacelo. Le vittime di questi episodi spesso si ritrovano sole e addirittura quasi colpevolizzate (e lo posso testimoniare). I minori continuano ad essere sollevati dalle loro colpe, i provvedimenti che li raggiungono evitano di attuarne altri che colpiscano, giustamente, coloro che hanno permesso tutto ciò con la propria connivenza, la propria ambiguità pedagogica, la propria inettitudine. Io non mi faccio più illusioni, cesso da oggi di partecipare al coro degli indignati. Chi ha vissuto certi momenti ne sa abbastanza per poter affermare che ormai è troppo tardi e i rimedi rischiano di essere peggiori dei mali. Stiamo crescendo una generazione di incoscienti. Tutto qua.  Rassegnarsi? No, ma nemmeno invocare riforme o risoluzioni inapplicabili in un contesto come quello attuale, dove gli adulti, davvero, stanno dimostrando di essere il pus che infesta il corpo sociale. Puntiamo il ditino su di loro, per favore.

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Caro Gigi…

Caro Gigi

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