Angelo Licheri

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Mai più fascismi!

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La Sig.ra Meloni è indecisa… in questo si tradisce…

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Il fascismo fa schifo

E noi italiani nel 2021 siamo ancora qui a parlare dei fascisti? Come mai? Semplice. I conti andavano fatti subito, senza amnistie e insabbiature. I promotori della pace sociale hanno nascosto la polvere sotto il tappeto, non l’hanno eliminata. Chi era colluso con il regime fascista doveva essere processato e condannato, senza se e senza ma. Invece si è concesso a troppi italiani la possibilità di rifarsi una verginità. Di conseguenza la questione è rimasta perennemente in sospeso in modo ambiguo. Fascisti vecchi e nuovi hanno prosperato continuando a fare ciò che doveva essere loro impedito immediatamente. Quanto lassismo in questi 76 anni di vita italiana e quanta complicità! Lamentarsi oggi è grottesco. Non si prendono mai provvedimenti, non si decide mai di dare un taglio definitivo, si preferisce tenere saldo questo clima assurdo, inconcepibile in un paese sedicente democratico. Se il fascismo è stato sconfitto, come qualcuno sostiene, come mai abbiamo ancora oggi bisogno degli antifascisti? E perché tra gli antifascisti si annidano persone che hanno fatto tesoro della lezione fascista applicandola umanamente e politicamente? Talvolta è difficile saper distinguere, vediamo fascisti ovunque, anche tra quelli che si dichiarano antifascisti. È la condotta a tradire certe persone. Questo è il frutto di un rinnovamento dal punto di vista culturale che non è mai stato realizzato. Si sono mantenute troppe pratiche, troppi atteggiamenti, troppi abiti mentali che il fascismo ha instillato nella popolazione italiana. È bene dirlo, il fascismo ha avuto più successo dopo la sua caduta. Malcostume, corruzione, nepotismo, corporativismo, disonestà piccole e grandi, tutti prodotti che il fascismo ha coltivato e poi lasciato in consegna. Nessuno si è mai sognato di eliminarli, da destra a sinistra. Sciogliamo Forza Nuova, sarebbe l’ora, ma rifondiamo il paese dimostrando che quel 25 aprile 1945 ha davvero dato origine a una nuova Italia, Stiamo ancora aspettando.  

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Fascism sucks! / Il fascismo fa schifo!

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Racism sucks! / Il razzismo fa schifo!

What happened to Kalidou Koulibaly, the Napoli player, deserves some reflection. Racism sucks not only in its most evident manifestations, but, above all, in those subtle forms that few know how to denounce. To overcome racism it’s necessary to destroy a millenary culture that imposes the West and the white man as superior entities compared to other ethnic groups and parts of the world. The West has invaded lands, plundered resources, devastated cultures and massacred populations for the mere fact of esteeming others as inferior from an intellectual and social point of view. The Western vice doesn’t end with the independence of the colonies, it continues in different forms. Racists are also those who believe they are “helping” people in non-Western countries by trying to change their habits, lifestyle, beliefs. The West’s presumption of having the cultural dominance of the world is the contempt for non-Western cultures. After all, the basic idea is not so much to respect independence as to assimilate by eliminating diversity.

We come to the subtle forms of racism. Have you ever noticed that, meeting a black person, the white, self-styled non-racist, behaves as if he has a child in front of him. He displeases himself with smiles and kindness, he poses with his alleged absence of xenophobia. But the tone, posture and other elements betray something else. This “white” does not have real encounters, opportunities for confrontation and social interaction with the “black”, he doesn’t even have the curiosity to know another culture than the dominant one, she’s or he’s limited to a facade pietism, to a welfarism that indicates its social and economic superiority. It’s the classic hypocritical attitude of the “radical chic”, evident in certain public demonstrations against racism, where the mayor, white, the bishop, white, the councilor, white, the councilor, white, always speak and manage everything. etc.. If there’s some time available, you leave a few minutes to the “black” guest, but only to show her or him to the public, white, and be pleased with so much altruism.

In summary. Between the official racism of the xenophobes of the right and the false opening of many “liberals”, the only way to break down the barriers is to recognize and admit the criminal past of us Westerners, to start compensating, to stop believing that ours is the culture with a capital c, instead study and learn the culture of others, get to work and collaborate, remembering that we’re all children of the same land and that the first homo sapiens, among other things, was born in Africa.

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Ciò che è successo a Kalidou Koulibaly, il calciatore del Napoli, merita qualche riflessione.

Il razzismo fa schifo non solo nelle sue manifestazioni più evidenti, ma, soprattutto, in quelle forme subdole che pochi sanno denunciare. Per abbattere il razzismo occorre distruggere una cultura millenaria che impone l’Occidente e l’uomo bianco come entità superiori rispetto alle altre etnie e parti del mondo. L’Occidente ha invaso terre, depredato risorse, devastato culture e massacrato popolazioni per il solo fatto di stimare gli altri inferiori dal punto di vista intellettuale e sociale. Il vizietto occidentale non finisce con l’indipendenza delle colonie, continua in forme diverse. I razzisti sono anche quelli che credono di “aiutare” le persone dei paesi non occidentali tentando di cambiare le loro abitudini, lo stile di vita, le credenze. La presunzione dell’Occidente di avere il predominio culturale del mondo è il disprezzo nei confronti delle culture non occidentali. In fondo, l’idea di base non è tanto quella di rispettare l’indipendenza, quanto di assimilare annullando le diversità.

Veniamo alle forme subdole di razzismo. Avete mai fatto caso che, incontrando una persona di pelle nera, il bianco, sedicente non-razzista, si comporta come se di fronte avesse un bambino. Dà subito del tu, si sdilinquisce con sorrisi e gentilezze, si mette in posa con la propria presunta assenza di xenofobia. Ma il tono, la postura e altri elementi tradiscono ben altro. Questo “bianco” non ha reali incontri, occasioni di confronto e di interazione sociale con il “nero”, non ha nemmeno la curiosità di conoscere un’altra cultura rispetto a quella dominante, si limita a un pietismo di facciata, ad un assistenzialismo che indica la sua superiorità sociale ed economica. È il classico atteggiamento ipocrita dei “radical chic”, evidente in certe manifestazioni pubbliche contro il razzismo, dove a prendere la parola e a gestire il tutto sono sempre il sindaco, bianco, il vescovo, bianco, l’assessore, bianco, il consigliere, bianco, etc.. Se resta un po’ di tempo a disposizione, si lascia qualche minuto all’ospite “nero”, ma solo per mostrarlo al pubblico, bianco, e compiacersi di tanto altruismo.  

Riepilogando. Tra il razzismo ufficiale degli xenofobi di destra e la finta apertura di tanti “sinistrorsi”, l’unico modo per abbattere le barriere è riconoscere ed ammettere il passato criminale di noi occidentali, iniziare a risarcire, smetterla di credere che la nostra sia la cultura con c maiuscola, studiare invece la cultura degli altri, rimboccarsi le maniche e collaborare, ricordando che siamo tutti figli della stessa terra e che il primo homo sapiens, tra l’altro, è nato in Africa.   

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Poldo e Free

Si chiamano Poldo e Free e sono fratello e sorella.Vissero insieme per i primi 3 mesi della loro vita, gli unici sopravvissuti di una cucciolata. Poi ognuno è andato nella sua famiglia adottiva. I loro padroni si trovano a pochi km di distanza e così hanno pensato di farli incontrare almeno una volta al mese. Beh, ad ogni incontro la loro reazione è questa.❤

fonte: https://www.facebook.com/mydogislegend/photos/a.1389430841369543/2979141709065107/

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Piange il citofono…

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White Deaths

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Gulag

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