Album elezioni 2017

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Certi giornalisti…

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Certi giornalisti, per dirla con Jacques Derrida, informano i fatti e non sui fatti, cioè costruiscono le notizie secondo gusti e valori propri e del proprietario di riferimento. L’oggettività è un puro optional. A Lucca il candidato sindaco della coalizione di centrodestra Remo Santini, di professione giornalista, ha fatto questo sin dall’inizio della campagna elettorale, si è posto l’obiettivo della vittoria e ha costruito passo dopo passo una serie di informazioni che non dovevano ricalcare necessariamente la realtà. Oddio, nemmeno potevano, vista la non eccelsa preparazione dimostrata durante gli interventi. L’elettorato veniva di conseguenza vellicato a seconda delle esigenze, dei contesti, delle necessità. I temi della sicurezza, della presenza sul territorio dei migranti, del traffico etc. dovevano, secondo la visione di Remo Santini, apparire in modo eclatante, dovevano indurre le cittadine e i cittadini lucchesi al timore, se non al panico. L’immagine data in questa ricostruzione della città di Lucca era rappresentata a tinte fosche, incutendo un senso di spaesamento, di paura, di orgoglio ferito.

Si potrebbe proseguire su questa linea, ma ciò che conta è sottolineare che l’obiettivo del centrodestra lucchese è fallito, non importa se per 361 voti. Remo Santini ha perso. L’altra metà della città votante non si è riconosciuta in questa rappresentazione e ha preferito confermare Alessandro Tambellini alla guida di Lucca. C’è ancora qualcuno che non si lascia abbindolare e riconosce la natura di certe operazioni.

E così Lucca, un tempo isola bianca in Toscana, diventa “baluardo” del centrosinistra e le Mura Urbane resistono ancora agli attacchi e ai tentativi di chi voleva chiudere le porte e “smantellare”.

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Lucca 25 giugno 2017

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25 giugno 2017 Lucca

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Stefano Rodotà (30 maggio 1933 – 23 giugno 2017)

stefano rodotà

Oggi troviamo il futuro declinato in modo ben diverso dal passato e sembriamo prendere congedo da un diritto ostile all’amore. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea vieta ogni discriminazione e legittima, in condizioni di parità, unioni diverse da quella matrimoniale. La Corte costituzionale italiana ha cominciato a riconoscere alle persone dello stesso sesso il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia. Ma se rivolgiamo lo sguardo alla società italiana, cogliamo ancora troppe tracce di una politica del disgusto che continua a ritenere inaccettabili i diritti dell’amore. Una politica che si nutre di pregiudizi, sorda ai richiami dell’Europa, ostacola l’abbandono delle discriminazioni e nega alle persone diritti fondamentali, come l’accesso paritario di tutte le coppie al matrimonio. Ma una più profonda cultura dell’amore si diffonde, richiama i princìpi di dignità ed eguaglianza, e obbliga così il diritto a prendere atto dei profondi mutamenti sociali, a rispettare fino in fondo la libertà delle persone.

Stefano Rodotà, Diritto d’amore, Laterza, Roma-Bari, Presentazione, 2016

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Concerto di chiusura campagna elettorale Alessandro Tambellini

Festa di chiusura

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Lucio Anneo Seneca, “Lettere a Lucilio”, II, 3-5

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3 La filosofia non è un’arte che cerca il favore popolare e non è fatta per essere ostentata; non consiste nelle parole, ma nei fatti. Di essa non ci si vale per far trascorrere piacevolmente le giornate, per eliminare il disgusto che viene dall’ozio: educa e forma l’animo, regola la vita, governa le azioni, mostra ciò che si deve o non si deve fare, siede al timone e dirige la rotta attraverso i pericoli di un mare agitato. Senza di lei nessuno può vivere tranquillo e sicuro; in ogni momento si presentano innumerevoli circostanze che esigono una direttiva, e questa bisogna cercarla nella filosofia. 4 Qualcuno dirà: “A che mi giova la filosofia, se esiste il fato? A che, se c’è un dio che ci governa? A che, se il caso detta legge? Non si possono mutare gli eventi prestabiliti, né difendersi contro quelli incerti, ma o un dio è padrone delle mie decisioni e ha stabilito che cosa devo fare, o la sorte non mi concede nessuna decisione.” 5 Qualunque di queste forze esista, anche se esistono tutte, caro Lucilio, bisogna dedicarsi alla filosofia; sia che il destino ci vincoli con la sua legge inesorabile, sia che un dio, arbitro dell’universo, abbia disposto ogni cosa, sia che il caso sospinga e muova disordinatamente le vicende umane, deve proteggerci la filosofia. Ci esorterà a obbedire di buon grado a dio, e con fierezza alla sorte; ci insegnerà a seguire la volontà di dio, a sopportare il caso.

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