Videoclip degli anni ’80 34

Prince, 1999

(Prince)

Prince, 1999, 1982

{Don’t worry, I won’t hurt you
I only want you to have some fun}

I was dreamin’ when I wrote this, forgive me if it goes astray
But when I woke up this mornin’, could’ve sworn it was judgment day
The sky was all purple, there were people runnin’ everywhere
Tryin’ to run from the destruction, you know I didn’t even care

Say say two thousand zero zero party over, oops, out of time
So tonight I’m gonna party like it’s nineteen ninety-nine

I was dreamin’ when I wrote this, so sue me if I go too fast
But life is just a party and parties weren’t meant to last
War is all around us, my mind says prepare to fight
So if I gotta die I’m gonna listen to my body tonight

Yeah hey, they say two thousand zero zero party over, oops, out of time
So tonight I’m gonna party like it’s nineteen ninety-nine
Yeah, yeah, hey

People, let me tell you somethin’

If you didn’t come to party, don’t bother knockin’ on my door, oww
I got a lion in my pocket and baby he’s ready to roar, yeah hey
Everybody’s got a bomb, we could all die any day, oh
But before I let that happen, I’ll dance my life away, oh ho

They say two thousand zero zero party over, oops, out of time
(We’re runnin’ out of time)
So tonight I’m gonna party like it’s nineteen ninety-nine
(We gonna, we gonna, oh)

Say it one more time
Two thousand zero zero party over, oops, out of time
(No, no)
So tonight I’m gonna party like it’s nineteen ninety-nine
(We gonna, we gonna)

Alright, nineteen ninety-nine
You say it, nineteen ninety-nine
Mmm nineteen ninety-nine
(Oww, nineteen ninety-nine)

Don’t stop it, don’t stop it, say it one more time
Two thousand zero zero party over, oops out of time
(Yeah, yeah)
So tonight I’m gonna party like it’s nineteen ninety-nine
(We gonna, we gonna, whoa)
Yeah, nineteen ninety-nine
Don’t you wanna go?
(Nineteen ninety-nine)
Don’t you wanna go?
(Nineteen ninety-nine)
We could all die any day
(Nineteen ninety-nine)
I don’t wanna die, I’d rather dance my life away
(Nineteen ninety-nine)

Listen to what I’m tryin’ to say
Everybody, everybody say party
Come on now, you say it party
That’s right, everybody say party
Can’t run from revelation, no
(Party)
Sing it for your nation, y’all
(Party)
(Ow!)
Dreamin’ when you’re singin’, baby
(Party)
Say the telephone a ringin’, mama, now
(Party)
Come on, come on, you say
(Party)
Everybody, two times
(Party)
(Ow!)
Work it down to the ground, I’m sayin’
(Party)
Oh baby, say it again
(Ooh hoo hoo)
(Party)
Oh, shake your body, baby!
(Party)
That’s right, come on, sing the song
(Party)
Ah aah ha
(Party)
That’s right
(Party)
Got a lion in my pocket mama, say
(Party)
Ah, and he’s ready to roar
(Party)

Mommy, why does everybody have a bomb?
Mommy, why does everybody have a bomb?

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Friedrich Nietzsche: Pillole filosofiche XXVIII

Nietzsche187c

“Il tipo criminale: è il tipo dell’uomo forse posto in condizioni sfavorevoli, un uomo forte reso malato. Gli mancano le vaste foreste, una certa natura e forma d’esistenza più libera e più perigliosa, in cui ha forza di diritto tutto quanto è arma di difesa e d’offesa nell’istinto dell’uomo forte. Le sue virtù sono messe al bando dalla società (…) La società, la nostra addomesticata, mediocre, castrata società, è quella in cui un uomo genuino, che giunge dai monti o dalle avventure del mare, degenera necessariamente in un criminale. (…) Generalizziamo il caso del criminale: immaginiamo degli esseri, ai quali manca, per una qualche ragione, la pubblica approvazione, i quali sanno di non essere ritenuti gente utile e che fa del bene; immaginiamo quel sentimento, proprio dei Ciandala, di non essere considerati come degli eguali, ma come dei reietti, degli indegni che insozzano ogni cosa. Tutti questi esseri hanno nei pensieri e nelle azioni il colore del sottosuolo; in essi ogni cosa diventa più smorta che in coloro sulla cui esistenza si posa la luce del giorno. Ma quasi tutte le forme di esistenza che noi oggi consideriamo ragguardevoli hanno vissuto una volta in questa atmosfera semisepolcrale: l’uomo di scienza, l’artista, il genio, il libero pensatore, l’attore, il mercante, il grande scopritore… (…) Tutti i rinnovatori dello spirito hanno per un qualche tempo sulla fronte lo smorto e fatalistico segno del Ciandala: non perché vengano avvertiti come tali, ma perché essi stessi sentono lo spaventoso abisso che li divide da tutto ciò che appartiene alla tradizione ed è posto in onore.)

Friedrich Nietzsche, Crepuscoli degli idoli, Scorribande di un inattuale (45), traduzione italiana di Ferruccio Masini, Mondadori, Milano 1981, pp. 117-119.

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sfugge

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Rossana Rossanda: “Oriana Fallaci non aveva ragione su niente”

Rossana Rossanda

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Sóc Barcelona

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Of all the animals…

Mark Twain

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16 agosto 1924

Matteotti_ritrovamento

Il ritrovamento del corpo di Giacomo Matteotti, rapito e ucciso da una squadra fascista, ebbe luogo nella macchia della Quartarella, presso Riano in provincia di Roma, il 16 agosto, tra le 7:30 e le 8 del mattino, grazie al fiuto del cane di Ovidio Caratelli, un brigadiere dei Carabinieri in licenza.

Trasferita nel cimitero di Riano, la salma del deputato socialista fu sottoposta all’identificazione da parte dei cognati il 18, ma per confermarne l’identità fu necessaria una perizia odontoiatrica, data l’avanzata fase di decomposizione. Il 20 agosto alle 18, quattro giorni dopo il ritrovamento, fu fatto partire da Monterotondo (paese a 15 chilometri circa da Riano) il treno che avrebbe riportato la bara a Fratta Polesine, località dov’era nato Matteotti il 22 maggio 1885. Il treno arrivò a Fratta Polesine alle prime ore dell’alba del 21 agosto, incontrando durante il tragitto migliaia di persone ai bordi della ferrovia per omaggiare in silenzio il deputato.

Mussolini ordinò al ministro degli Interni Luigi Federzoni di preparare imponenti funerali da tenersi però a Fratta Polesine, città natale di Matteotti in modo da non dare troppo nell’occhio. La vedova di Matteotti scrisse a Federzoni qualche giorno prima dei funerali chiedendo che al funerale non fossero presenti esponenti del PNF e della Milizia:

« Chiedo che nessuna rappresentanza della Milizia fascista sia di scorta al treno: nessun milite fascista di qualunque grado o carica comparisca, nemmeno sotto forma di funzionario di servizio. Chiedo che nessuna camicia nera si mostri davanti al feretro e ai miei occhi durante tutto il viaggio, né a Fratta Polesine, fino a tanto che la salma sarà sepolta. Voglio viaggiare come semplice cittadina, che compie il suo dovere per poter esigere i suoi diritti; indi, nessuna vettura-salon, nessun scompartimento riservato, nessuna agevolazione o privilegio; ma nessuna disposizione per modificare il percorso del treno quale risulta dall’orario di dominio pubblico. Se ragioni di ordine pubblico impongono un servizio d’ordine, sia esso affidato solamente a soldati d’Italia. »

(Lettera di Velia Matteotti pubblicata su il Corriere della Sera del 20 agosto 1924)

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