Te cruzé

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Parresia

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Omaggio a Livorno – Giorgio Caproni (Livorno, 7 gennaio 1912 – Roma, 22 gennaio 1990)

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ULTIMA PREGHIERA

Anima mia, fa’ in fretta.

Ti presto la bicicletta,

ma corri. E con la gente

(ti prego, sii prudente)

non ti fermare a parlare

smettendo di pedalare.

 

Arriverai a Livorno,

vedrai, prima di giorno.

Non ci sarà nessuno

ancora, ma uno

per uno guarda chi esce

da ogni portone, e aspetta

(mentre odora di pesce

e di notte il selciato)

la figurina netta,

nel buio, volta al mercato.

 

Io so che non potrà tardare

oltre quel primo albeggiare.

Pedala, vola. E bada

(un nulla potrebbe bastare)

di non lasciarti sviare

da un’altra, sulla stessa strada.

 

Livorno, come aggiorna,

col vento una torma

popola di ragazze

aperte come le sue piazze.

Ragazze grandi e vive

ma, attenta!, così sensitive

di reni (ragazze che hanno,

si dice, una dolcezza

tale nel petto, e tale

energia nella stretta)

che, se dovessi arrivare

col bianco vento che fanno,

so bene che andrebbe a finire

che ti lasceresti rapire.

 

Mia anima, non aspettare,

no, il loro apparire.

Faresti così fallire

con dolore il mio piano,

e io un’altra volta Annina,

di tutte la più mattutina,

vedrei anche a te sfuggita,

ahimé, come già alla vita.

 

Ricòrdati perché ti mando;

altro non ti raccomando.

Ricordati che ti dovrà apparire

prima di giorno, e spia

(giacché, non so più come,

ho scordato il portone)

da un capo all’altro la via,

da Cors’Amedeo al Cisternone.

 

Porterà uno scialletto

nero, e una gonna verde.

Terrà stretto sul petto

il borsellino, e d’erbe

già sapendo e di mare

rinfrescato il mattino,

non ti potrai sbagliare

vedendola attraversare.

 

Seguila prudentemente,

allora, e con la mente

all’erta. E, circospetta,

buttata la sigaretta,

accòstati a lei soltanto,

anima, quando il mio pianto

sentirai che di piombo

è diventato in fondo

al mio cuore lontano.

 

Anche se io, così vecchio,

non potrò darti mano,

tu mòrmolale all’orecchio

(più lieve del mio sospiro,

messole un braccio in giro

alla vita) in un soffio

ciò ch’io e il mio rimorso,

pur parlassimo piano,

non le potremmo mai dire

senza vederla arrossire.

 

Dille chi ti ha mandato:

suo figlio, il suo fidanzato.

D’altro non ti richiedo.

Poi, va’ pure in congedo.

 

Giorgio Caproni

(da Versi livornesi, in Il seme del piangere, 1959)

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Boys kill in Italy

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Young people kill too, in my country sometimes papers and web talk about love murders, but love has not to do with it. Boys kill, rape, the social context is in full delirium, the age considered the most beautiful, the most romantic know a bad period here in Italy. Adolescence is alone, no references, no education, school has failed, family has failed. What to do? I don’t know, unfortunately. It’s a disgrace to look at the situation ignoring the responses to give.

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Jimmy Ross – C’era una volta la discomusic 37

Jimmy James Ross (aka Mel Turner) nato il 10 aprile 1936 in Trinidad Tobago e scomparso il 21 marzo 2000 a Wiekevorst in Belgio, in realtà si chiamava James Albert Abraham. Arruolatosi  giovanissimo nella marina Americana come cuoco, nei suoi anni trascorsi sulle navi, tra viaggi e sbarchi, si fece notare per le sue capacità canore. Lasciata la carriera militare si trasferì in Europa, si sposò in Germania e poi si trasferì in Belgio, dove ha vissuto per il resto della sua vita. A Kasterlee-Lichtaart diventò amico del cantante e musicista belga Bobbejaan Schoepen, con cui iniziò una collaborazione, firmandosi “Mel Turner”.  Nell’aprile del 1968, dopo l’assassinio di Martin Luther King, Bobbejaan Schoepen e Mel Turner scrissero la canzone They Killed the King come  tributo, ma il brano passò inosservato. Con il nuovo nome d’arte, Jimmy Ross riuscì ad avere successo grazie alla collaborazione con gli italiani Luciano Ninzatti e Stefano Pulga, autori di brani di successo per la discoteca, creatori della italo disco e del gruppo Kano. First True love affair, singolo uscito nel 1981, raggiunse  la settima posizione nella Dance music Charts e la novantesima  nella US Billboard. Questo è il pezzo per cui Jimmy Ross resterà famoso, tra l’altro campionato dal Piotta nel 1999 per il suo Supercafone.

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Io sono Livorno

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