Ricordando Carlo del Prete

Ecco come la rivista americana Flight ricordò il primato mondiale di durata di volo in circuito chiuso (7666 km in 58 h 37 min) ed il primato di distanza senza scalo da Montecelio (Roma) a Touros (Brasile), percorrendo in 49 h 19 m 7 163 km, in coppia con Ferrarin, a bordo di un idrovolante Savoia-Marchetti S.64..

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Lutto verde

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Perché la natura possa riprendersi e ricostruire le brutture edificate dall’uomo.

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Genova unita

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Il castoro

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Carlo del Prete (Lucca, 21 agosto 1897 – Rio de Janeiro, 16 agosto 1928)

morte del prete

Alle 5.55 di giovedì 16 agosto 1028, moriva nella Casa di Salute di San Sebastiano in Rio de Janeiro Carlo del Prete, aviatore lucchese, Medaglia d’Oro al Valor Aeronautico, nel 1928, in coppia con Arturo Ferrarin, a bordo di un idrovolante Savoia-Marchetti S.64 conquistò il primato mondiale di durata di volo in circuito chiuso (7 666 km in 58 h 37 min) ed il primato di distanza senza scalo da Montecelio (Roma) a Touros (Brasile), percorrendo in 49 h 19 m 7 163 km.

http://www.loschermo.it/carlo-del-prete-la-vita-di-un-eroe-ricordata-a-90-anni-dalla-sua-morte/

di Vittorio Lino Biondi

Novanta anni fa moriva in un letto di ospedale brasiliano a Rio, il Maggiore pilota collaudatore Carlo Lamberto Leone Del Prete.

Il certificato di morte ritrascritto dal notaio Franca Junior, al Libro 95 foglio 186, riporta testualmente: «Il sedici agosto millenovecento e vent’otto compare in questo notariato il Dott. Dioniso Giugori, italiano, sposato, di 49 di età, domiciliato all’Ambasciata italiana, di cui ne è cancelliere, ed esibendo un certificato medico del dott. Augusto Brandāo Figliol dichiarò che nel Sanatorio San Sebastian, in Via Bento Lisboa 160, alle ore sei di oggi, morì ‘di frattura comminatoria, infrarticolare ed esposta del terzo mediana, e inferiore del femore destro; frattura esposta del terzo mediano della tibia sinistra, frattura del codilo esterno del femore sinistro, commozione operatoria’ Carlo Del Prete, di sesso mascolino, bianco, con trentuno anni di età, celibe, militare ( aviatore), figlio di Lino ed Alice Del Prete, nato a Lucca- Italia. Il corpo sarà imbalsamato e trasportato in Italia. Nulla più dichiarò e firma dopo averlo letto e trovato esatto.
Io, Josè Franca Junior, ufficiale di registro civile, sottoscrivo».

Questo scarno bollettino medico riporta la tragedia della morte di Carlo Del Prete, da Lucca.

Un valente e impavido ufficiale “pilota collaudatore”, qualifica non da poco, aggiuntiva rispetto all’ordinario titolo di “pilota”, che indica appunto un’eccezionale capacità aviatoria, tanto da attribuire la capacità e la conoscenza tecnica di effettuare i voli di collaudo degli aeromobili di quel tempo.

Ma che non fosse un uomo da poco, Carlo Del Prete, era cosa nota.

Studente di eccezionali qualità, era entrato a 16 anni presso l’Accademia Navale di Livorno, conseguendo il grado di Guardiamarina, partecipa imbarcato alla guerra di Libia, e successivamente alla Prima Guerra Mondiale. Nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 1918 sulla sua nave, davanti alle Bocche del Carnaro protegge i MAS di D’Annunzio nella gloriosa Beffa di Buccari.

Passa quindi ai sommergibili e termina la guerra sull’F14. Quindi si brevetta, a sue spese, nell’ottobre del ’22, pilota di aerei e passa alla nascente Arma Azzurra.

Si laurea al Politecnico di Milano in Ingegneria Meccanica e Elettrotecnica. Dopo un primo incidente di volo a La Spezia, dirige l’Idroscalo di Sesto Calende a Milano e lì partecipa alla pianificazione e preparazione del volo di De Pineido fino al Giappone.

Un uomo di eccezionale poliedricità, con uno spiccato senso tecnico, di coraggio e di ardimento. Queste non comuni qualità lo faranno scegliere da De Pinedo per accompagnarlo come secondo pilota nella successiva trasvolata, il “Circuito dell’Atlantico”, un volo a tappe di 3.350 km che porterà l’ala italiana a toccare le coste brasiliane, americane, e canadesi per fare rientro poi a Roma il 16 giugno 1927.

Quindi, insieme a Ferrarin, nel 1928, pianificano e progettano il volo più ardito, il collegamento in una unica tappa tra l’Italia e il Brasile, meta ambita dell’emigrazione italiana in quel tempo.

È Carlo del Prete, che organizza meticolosamente il viaggio; cura la rotta, la strumentazione di bordo, la preparazione del velivolo, un S 64 ad ala alta e motore in gondola.

Addirittura per agevolare il decollo, reso difficilissimo dal carico di benzina necessaria che appesantisce oltremisura l’aereo, viene utilizzata una pista di decollo, a Guidonia-MonteCelio di Roma, realizzata in discesa.

Al momento del decollo infatti l’aereo ha un rateo di salita di 1 metro ogni chilometro.
Poi il volo di 3 giorni, lungo la costa africana, le coste del Marocco, Villa Cisneros, Capo Verde e poi l’Atlantico del Sud, con le sue asperità meteo, la difficoltà di orientamento con i soli strumenti ottici, sestante, cronografo e bussola e, finalmente, l’arrivo sulla costa brasiliana a Tourus, poco distante da Port Natal, dove era stato pianificato l’atterraggio.

Fu un successo.

Un grande risultato; la rotta era stata aperta, la via più breve individuata; da lì a pochi anni questo percorso verrà utilizzato anche dall’US-Army durante la Seconda Guerra Mondiale per accorciare di due terzi il percorso nel Nord-Atlantico!

Momenti di gloria.

Gloria vera, pura, potente.
Non quella effimera delle cose da poco, esaltate, costruite, ma quella genuina di un forte senso di italianità, vero, profondo, imponente.

La soddisfazione di averci creduto e averci provato, e di esserci riusciti.
Non è da tutti. È degli Eroi.

Poi, il successivo volo promozionale, un aereo l’S 62, un biplano idro che la Savoia-Marchetti non riusciva a piazzare in Brasile; l’idea della ditta: sfruttare l’eccezionale notorietà dei due trasvolatori, rimontarlo in fretta, farlo volare pilotato dai due piloti per cercare di “spingere” le vendite, un’operazione di marketing diremmo oggi.

Il tragico epilogo, il cedimento dell’ala destra al decollo, la caduta in mare, l’amputazione della gamba destra nel doloroso tentativo di fermare l’infezione, la morte per sfinimento.
Composta, dignitosa, serena.

Non un lamento, non una imprecazione, solo il ricordo della mamma.

I funerali, imponenti, sofferti, partecipati dalla gente, con le grandi corone di fiori realizzate in ferro battuto e verniciate a smalto, perché arrivassero in Italia.

Il lungo viaggio di rientro della salma dal Brasile, fu effettuato sul transatlantico il Conte Rosso; per uno strano gioco del destino, il salone dove fu posto il feretro, come tutti gli arredi in legno delle navi della linea del Lloyd Sabaudo, erano stati realizzati dalle “Officine Michelotti”, di Pescia, provincia di Lucca.

Imponenti i funerali, sia a Rio sia a Lucca; la cerimonia funebre fu tenuta in San Francesco, dove parteciparono le massime autorità militari e civili, ad esclusione di Mussolini.
Non poteva passare secondo davanti a un vero Eroe.

Oggi la memoria di Carlo Del Prete vive, anche grazie alla continua volontà della famiglia e in particolare della nipote Alessandra, nel viale a Lui dedicato a Lucca, nell’omonimo rifugio per i giovani, nel nome di una scuola media, nell’Aeroclub Lucca “Carlo Del Prete”, nell’aeroporto di Vercelli “Carlo Del Prete”.
L’Alitalia ha nominato con il suo nome il Boeing 747 Alitalia I-DEMB.
Vi sono strade intitolate a Guidonia, Fiumicino, Fivizzano, Firenze, Lucca, Palermo e Torino.

Molte anche le testimonianze in Brasile; vie, piazze e quartieri a lui dedicati e intitolati.
Con Atto n. 1177 del Podestà Grossi del 24 Agosto 1928, 8 giorni dopo la morte, la Piazza San Pietro Somaldi venne rititolata “Piazza Carlo Del Prete”

Il Comune di Lucca lo ha inserito nel Medagliere Uomini Illustri Benemeriti Comune di Lucca.

Adesso riposa nel Famedio del Cimitero Monumentale di Lucca.

LE COMMEMORAZIONI DEL COMUNE DI LUCCA

Il 16 agosto ricorrono i 90 anni dalla morte di Carlo Del Prete, l’aviatore cui Lucca dette i natali nel 1897 e che nel 1928 compì, assieme ad Arturo Ferrarin, la celebre trasvolata da Monte Celio a Roma a Port Natal in Brasile, stabilendo il record mondiale di chilometri percorsi in cielo in linea retta senza scalo intermedio.

E proprio giovedì 16 agosto alle 17.00, per ricordare il concittadino illustre, il vicesindaco Giovanni Lemucchi sarà presente in piazza San Pietro Somaldi, di fronte all’abitazione che fu dell’aviatore lucchese e dove ancora oggi risiede la famiglia di Del Prete, per una commemorazione che avverrà alla presenza, tra gli altri, della cognata di Carlo Del Prete,  Lilia Casali e della nipote Alessandra Del Prete.

Per l’occasione a una delle finestre dell’abitazione di San Pietro Somaldi la famiglia ha affisso uno striscione che ricorda l’anniversario e il Centro Carlo Del Prete apporrà una corona alla lapide monumentale che sorge sul muro esterno della casa.

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.

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Feriæ Augusti

agosto

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