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Ivo Livi da Monsummano

Yves Montand

Giovanni e Giuseppina Livi, già genitori di due figli, Lidia e Giovanni, misero al mondo Ivo il 13 ottobre 1921, a Monsummano Alto, all’epoca in provincia di Lucca. Un anno dopo l’Italia fu funestata dalla Marcia su Roma e i due coniugi Livi, attivisti socialisti, dovettero riparare nel 1923 in Francia, a Marsiglia, dopo aver subito minacce e violenze dai fascisti. Ivo, che all’epoca aveva soltanto due anni, lasciò la sua casa natale e seguì i genitori. Il 20 gennaio 1929, con un decreto presidenziale, la famiglia Livi ottenne la cittadinanza francese e Ivo diventò Yves. L’infanzia di Yves non fu facile, difatti le attività del padre patirono le conseguenze della Grande Depressione, seguite al crollo di Wall Street del ’29, e oltretutto un clima di razzismo si diffuse in Francia, riassunto dal vocabolo “Rital”, usato per indicare con disprezzo le persone d’origine italiana. Yves iniziò a lavorare molto presto, già a undici anni entrò in un pastificio, poi fece il fattorino, il cameriere, l’apprendista in salon de coiffure ottenendo poi la qualifica di parrucchiere. A diciassette anni Yves intraprese quella che sarà poi la sua vera carriera: esibendosi in cabaret e locali marsigliesi come intrattenitore e cantante, si mise in luce per le sue doti musicali e attoriali. Un organizzatore di spettacoli notò la bravura del ragazzo e decise di seguire la sua formazione artistica, consigliando di cambiare il nome per le scene. Yves scelse il cognome Montant, all’inizio con la t, in onore di sua madre, che era solito chiamarlo a casa con la frase «Ivo, monta!». Yves Montand debuttò in seguito all’Alcazar, il locale più famoso di Marsiglia, e il suo successo rischiò d’essere interrotto dalla guerra appena iniziata. Con l’invasione tedesca della Francia Yves dovette dimostrare che il suo cognome, Livi, non era di origine ebraica, evitando così la deportazione in Germania. Nel 1944, il ventitreenne cantante d’origine italiana sbarcò a Parigi e, grazie all’incontro con Edith Piaf, affinò e perfezionò la sua tecnica vocale e il repertorio. Da allora fu un susseguirsi di successi in Francia e nel mondo, come cantante e come attore. Yves Montand, Ivo Livi da Monsummano, conquistò anche Hollywood girando film con registi del calibro di George Cukor e Vincente Minelli, e avendo come partner persino Marylin Monroe. Il 9 novembre 1991, dopo aver concluso una scena del suo ultimo film IP5, morì in seguito a un attacco cardiaco. Adesso riposa al cimitero monumentale di Père Lachaise a Parigi insieme alla sua storica compagna Simone Signoret.

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Lucca per Gabriele Del Grande

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Oggi alle 18.15 nel Loggiato di Palazzo Pretorio in Piazza San Michele a Lucca per un primo momento di mobilitazione di associazioni e cittadini per la liberazione di Gabriele Del Grande, fermato ad Hatay, vicino al confine con la Siria, mentre stava raccogliendo materiale per un libro sulla nascita dell’Isis.

Gabriele è trattenuto in Turchia da undici giorni, la vicinanza della nostra città va a lui e alla sua famiglia che sta vivendo ore di grande preoccupazione.

https://www.facebook.com/groups/745321645636174/

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Prima di tutto il lavoro

volantino rossi rev. 1 del 13.04.2017

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“São Tomè e Principe – Diario do centro du mundo”

Sao Tomè e principe

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Gianni Boncompagni (13 maggio 1932 – 16 aprile 2017)

alto gradimento

Mentre tutti celebrano Gianni Boncompagni come un grande innovatore della tv e della radio, io vorrei ricordarlo come uno di quelli che ha contribuito a diffondere la fama negativa di Mia Martini. Tutto qui.

«All’inizio ridevo di questa fama», afferma la cantante. «Poi mi accorsi che non soltanto i nemici e gli invidiosi, ma anche le persone che amavo si lasciavano condizionare da questa mia “fama”. La delusione più cocente me la diede Gianni Boncompagni, un amico per l’appunto. Una volta fui ospite a DISCORING, lui era il regista. Appena entrai in studio sentii Boncompagni che diceva alla troupe: ragazzi attenti, da adesso può succedere di tutto, salteranno i microfoni, ci sarà un black out. Chiesi ai responsabili della mia casa discografica di allora, di intervenire. Se ne guardarono bene, giustificandosi col fatto di dovere mantenere buoni rapporti con la Rai».

Intervista di Paolo Butturini a Mia Martini su Epoca del 5 marzo 1989.

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Criminal World

CRIMINAL WORLD

(Peter Godwin/Duncan Browne/Sean Lyons)

You never told me of your other faces
You were the widow of a wild cat
And now I know about your special kisses
And I know you know where that’s at
I guess I recognize your destination
I think I see beneath your make-up
What you want is sort of separation
This is no ordinary
This is no ordinary
(ah, ah, ah)
What a criminal world
The boys are like baby-faced girls
What a criminal girl
She’ll show you where to shoot your gun
What a typical mother’s son
The only thing that she enjoys
Is a criminal worl
Where the girls are like baby-faced boys

You’ve got a very heavy reputation
But no one knows about your low-life
I know a way to find a situation
And hold a candle to your high life disguise
You caught me kneeling
at your sister’s door
That was no ordinary stick-up
I’m well aware just
what you’re looking for
I am no ordinary
I am no ordinary
(ah, ah, ah)
What a criminal world
The boys are like baby-faced girls
What a criminal girl
She’ll show you where to shoot your gun
What a typical mother’s son
The only thing that she enjoys
Is a criminal world
Where the girls are like baby-faced boys

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