Giovanni Falcone trent’anni dopo

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Questo è il paese felice in cui se ti si pone una bomba sotto casa e la bomba per fortuna non esplode, la colpa è la tua che non l’hai fatta esplodere.

Giovanni Falcone, 12 gennaio 1992

Il paese che ha bisogno di eroi è un paese molto triste, soprattutto perché i suoi eroi, quasi sempre, li manda al macello per poi celebrarli. Giovanni Falcone non si sentiva e non voleva essere un eroe, faceva soltanto il suo dovere credendo di offrire un servizio all’Italia e alla Sicilia, la sua cara terra. In vita Falcone è stato bersagliato, offeso e ostacolato, ma non stiamo parlando della mafia, ci riferiamo alle istituzioni, ai rappresentanti della classe politica, ai giornalisti, ai suoi colleghi, persino agli scrittori (Leonardo Sciascia con il suo sprezzo per i “professionisti dell’antimafia” fu tra i primi a screditare ed indebolire l’operato di Falcone).

Oggi, che sono passati trent’anni dalla morte di Giovanni Falcone, assistiamo alla parata degli ipocriti, vecchi e nuovi, degli scostumati che vorrebbero passare per eroi (senza morire mai) solo per il fatto di detenere il disturbo della personalità più pernicioso: il narcisismo. C’è chi ha raggiunto Falcone nell’oltretomba, pace all’anima sua, c’è chi rimane qui e non ha vergogna di parlare e scrivere ancora senza esserne degno. Questi pagliacci indecorosi non meritano di ricevere applausi sol perché sfruttano la memoria di Falcone per avere un po’ di attenzione e di consenso (anche economico). Il peggiore gesto che da trent’anni a questa parte viene perpetrato ai danni della figura di Falcone, peggiore degli insulti antichi, è proprio questa speculazione spettacolare che uccide di nuovo il magistrato palermitano, dopo averlo fatto saltare in aria il 23 maggio 1992.

L’omaggio migliore è l’azione, secondo l’esempio di Falcone, accompagnata al silenzio, un silenzio gravido di rispetto, di gratitudine per una persona che non si sentiva un “vigilante”, un supereroe, ma un semplice cittadino, come tutti i semplici cittadini che vengono assassinati mentre stanno facendo il proprio dovere.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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