Gabriella Nobile, “I miei figli spiegati a un razzista”

Questa non è una recensione, grazie a Dio!

Gabriella Nobile è una donna italiana, caucasica, imprenditrice, che ha deciso insieme al marito, anch’esso italiano e caucasico, di adottare due bambini africani: un maschio di origine congolese e una femmina di origini etiopiche. Il 25 febbraio 2018 Gabriella Nobile, in vista delle elezioni politiche, scrisse una lettera al segretario della Lega Matteo Salvini (immagine allegata). Due anni dopo è uscito, per i tipi della Feltrinelli il suo libro I miei figli spiegati a un razzista; quest’anno ha pubblicato, per i tipi di Chiarelettere, Coprimi le spalle. Quando lo scontro diventa incontro.

Il punto di vista di Gabriella Nobile è quello di una donna che, seppur caucasica, vive ogni giorno sulla propria pelle il fenomeno del razzismo, essendo divenuta madre di due bambini di origine africana. Se non ci fosse stata l’adozione, molto probabilmente questa donna non avrebbe potuto percepire con tale virulenza un fenomeno ormai presente nella nostra società italiana da vent’anni circa. Mi correggo. Il fenomeno esisteva anche prima, solo che non aveva avuto modo di emergere in tutta la sua evidenza. Il razzismo fa parte della cultura occidentale, a nulla è servito averlo emendato attraverso gli studi, le discussioni, i tentativi di metterlo in relazione con i crimini commessi dall’uomo bianco nel corso della sua storia. Ce n’è ancora troppo ovunque, anche là dove ci si sdilinquisce con frasi ad effetto e manifestazioni retoriche.

Fa bene Gabriella Nobile ad analizzare quel razzismo strisciante che appartiene alla quasi globalità dei “caucasici” italiani, ancora legati ad una concezione del “noi” e del “loro”, all’idea che basti fare qualcosina e dirsi dispiaciuti per gli innumerevoli episodi di intolleranza che infestano il nostro paese. Indignarsi per i “buuu” allo stadio? Va bene, ma non basta. Colpire e condannare gli autori di gesti razzisti? È auspicabile, però con il deterrente della pena non si costruisce un contesto diverso. Ciò che va fatto è rimettere in discussione tutta la nostra cultura in modo radicale, senza sconti e senza ma. Bandire il pietismo e ammettere, finalmente, le responsabilità del mondo occidentale nei confronti degli altri mondi. Bisogna distruggere una cultura che si crede migliore rispetto a quelle degli altri. Basta con lo studio della nostra storia! Studiamo tutta la storia, di tutti i continenti, di tutti i popoli. Il mondo non inizia con noi e la nostra civiltà, il mondo inizia là dove esistono culture diverse e modi di interpretazione diversi. Non esiste un “noi” che disintegra e parcellizza. Esiste un “noi” che integra i vari “noi” e abbatte i confini. Non ha senso fare le baracconate con gli slogan, le solite baracconate dei bianchi, se poi, nel nostro intimo, continuiamo a sentirci gli unici civilizzati e vessilliferi di idee giuste e insindacabili. Finché ci sentiremo superiori ai “barbari”, anche nelle nostre migliori performance saremo sempre razzisti, nessuno escluso.

Leggere la testimonianza di Gabriella Nobile e, soprattutto, il racconto del disagio dei suoi figli pone tanti interrogativi: al di là delle leggi sui migranti, autentiche palizzate per chiudere le frontiere, cosa è stato fatto per costruire una nuova Italia? Nulla. Con questa classe politica sembra di sentire le chiacchiere sul clima: tanti bei propositi, ma nessuna intenzione di invertire la rotta e ripartire da zero. Nessuno vuole rinunciare a niente. Non ci sono solo gli italiani sportivi di pelle nera che ci fanno vincere medaglie e trofei, ci sono tutte le altre persone in grado di migliorare il nostro paese, di farlo crescere culturalmente, solo che non fanno audience…

Grazie a Gabriella Nobile, al suo impegno.     

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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