Metterla in caciara

Un tempo c’erano delle regole per entrare negli studi televisivi, potevano piacere o non piacere, ma di sicuro a nessun personaggio sarebbe stato mai permesso di esibirsi come un indemoniato. Da oltre trent’anni in tv è necessario metterla in caciara, fare baraonda, parlarsi addosso, offendersi, calunniarsi, ostentare un evidente disturbo della personalità (narcisistico in primis). C’è di più. Personaggi di rilievo, molto acculturati, con incarichi rilevanti, politici e professionali, sono i protagonisti assoluti di questa bolgia. Come facciamo a stigmatizzare gli ultras degli stadi se poi individui, che dovrebbero rappresentare l’elite del nostro paese, si presentano davanti le telecamere e schizzano come il tifoso della curva? Con che faccia possiamo rimproverare persone giovani per comportamenti scriteriati se poi gente adulta e vaccinata “insegna” l’arte del teppismo comunicativo? A questo punto, non ce ne frega niente dei titoli, per esempio, di un certo Massimo Cacciari. Costui è diventato insopportabile: o decide di curare i suoi disturbi comportamentali o, per favore, vada altrove ad esibirsi con la sua tracotanza. Peggio di lui e degli altri indemoniati sono i responsabili delle trasmissioni che si ostinano a invitare gli ossessi per creare caos e disinformare. Mai come in questo periodo segnato dalla pandemia assistiamo a un dibattito condotto da ignoranti in materia, però titolati, che pretendono di saperne di più dei virologi o degli scienziati preposti alla ricerca e fanno schiamazzi come se fossero in una discussione da bar. Che razza di trasmissioni vengono organizzate? Andrebbero licenziati in tronco gli autori dei programmi, i conduttori e mandati per la strada con il cappello da asino, come si faceva ai bei tempi della Rivoluzione Culturale cinese. Non è più tollerabile una tv occupata da casi clinici, un manicomio dove latitano psichiatri e infermieri. Alla fine viene voglia di abbattere questa democrazia tradotta in oclocrazia, questa caciara italica e istituire una dittatura che prenda a mazzate i No-vax, che metta in isolamento gli affetti da DP, che ristabilisca un po’ di sanità mentale. Anche questa è un’utopia, ma di sicuro così non andiamo da nessuna parte, anzi, retrocediamo rischiando altre dittature, più subdole, meno evidenti, ma pericolosissime.    

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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