Ipocrisia e falsità

Siamo abbastanza stufi di questo ignobile balletto sul DDL Zan, anche perché, pur ammettendo che sarebbe meglio vivere in un paese civile senza aver bisogno di una legge, dobbiamo registrare i più biechi tentativi per affossare una misura che tenta di affrontare il clima infame d’intolleranza, di violenza e di discriminazione in cui il nostro paese si sta trovando. L’obiezione secondo cui questo disegno di legge è divisivo e va riformato equivale al tentativo di renderlo inapplicabile o, peggio ancora, cassarlo. Divisivo in che senso? Divisivo nei confronti di una visione antropologica antiumana e mitologica? I crimes imaginaires furono già aboliti nel 1791, vogliamo ripristinarli? Dovremmo ancora accettare che in un paese moderno resistano istanze omofobe e che qualcuno continui a sostenere che vi sono cittadine e cittadini contro natura, immorali, malate/i? Dovremmo tollerare le farneticazioni di chi sostiene che si può guarire dall’omosessualità? È bene che chi promuove simili appelli criminali inizi ad affrontare i rigori della legge. Ma di quale ideologia blaterano questi mistificatori? Ce n’è una sola ed è quella che ancora vede una minaccia e un pericolo nelle persone omosessuali e, sostanzialmente, non si discosta da chi le ha relegate nei lager, nei ghetti, nel tanfo delle latrine. Gli argomenti fantoccio dell’Ideologia Gender, della lobby gay e della deriva liberticida sono aberrazioni create appositamente Il resto è la libertà delle cittadine e dei cittadini, libertà che qualcuno vuole negare in nome di una concezione repressiva, ossessiva e patologica. Non crediamo ai bei discorsi di chi nega d’essere omofobo: troppi distinguo, troppe scuse, troppi pretesti pur di non ammettere il loro pensiero, o retropensiero. Ipocriti e falsi, ecco cosa sono costoro. Stanno cercando di affossare questo disegno di legge perché hanno paura di perdere la libertà di poter continuare a coltivare la loro stupida omofobia in santa pace. Hanno avuto tutto il tempo per conoscere, studiare e capire quale idiozia permanga in certi comportamenti, in certe visioni, in certe affermazioni. Non c’è stato niente da fare. A mali estremi, estremi rimedi. È bene che tremino, visto che per secoli hanno offeso, minacciato, massacrato una buona parte dell’umanità. È bene approvare questa legge e iniziare a raccoglierne i frutti. È bene che certi mascalzoni sappiano cosa significa vivere nel terrore e respirare l’odio. Agitano lo spauracchio per fermare la possibilità di informazione, di decostruzione delle menzogne, di approccio razionale, ma alla fine, e lo sanno, saranno sconfitti comunque, con o senza il DDL Zan. Il loro canto del cigno è tra i più stonati e brutti mai uditi. Sarà bellissimo non ascoltarlo più.  

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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