Farete una brutta fine, come l’Ungheria!

A protestor holding a Rainbow Flag stands on the pitch in front of the Hungarian team during Hungary’s national anthem before the Euro 2020 soccer championship group F match between Germany and Hungary at the football arena stadium in Munich, Germany, Wednesday, June 23, 2021. (Matthias Hangst/Pool Photo via AP)

Cari omotransfobi italiani, che vi dimenate tanto per non far approvare il Decreto di Legge Zan che chiede di condannare gli atti di omotransfobia in Italia, avete visto la partita degli Europei tra Germania e Ungheria all’Allianz Arena di Monaco? Un ragazzo è entrato in campo con una bandiera del Gay Pride, spiegandola davanti alla nazionale ungherese. Perché? L’Ungheria, con il suo premier fascista Orban, adotta delle norme omotransfobe. Numerosi fan accorsi allo stadio di Monaco hanno sventolato la bandiera arcobaleno, il portiere della nazionale tedesca Manuel Neuer indossava una fascia da capitano arcobaleno. Questa è stata la risposta all’omotransfobia ungherese. Ma l’Ungheria ha rischiato di vincere la partita ed eliminare la Germania. Leon Goretzka ha segnato il gol del pareggio a sei minuti dalla fine. Ungheria eliminata, Germania qualificata.

Cari omotransfobi italiani, che vi dimenate tanto per non far approvare il Decreto di Legge Zan che chiede di condannare gli atti di omotransfobia in Italia, somigliate all’Ungheria: fino in fondo vi illudete di vincere ed eliminare l’oggetto delle vostre fobie, ma alla fine perderete. Farete una brutta fine, come l’Ungheria!

You will have a bitter end, like Hungary!

Dear Italian homotransphobes, who are struggling so much so as not to approve the Zan Law Decree which asks to condemn acts of homotransphobia in Italy, have you seen the match of the European Championships between Germany and Hungary at the Allianz Arena in Munich? A boy entered the field with a Gay Pride flag, unfolding it in front of the Hungarian national team. Why? Hungary, with its fascist premier Orban, adopts homotransphobic norms. Numerous fans flocked to the Munich stadium waved the rainbow flag, German national team goalkeeper Manuel Neuer wore a rainbow captain’s armband. This was the answer to Hungarian homotransphobia. But Hungary risked winning the game and eliminating Germany. Leon Goretzka scored the equalizer six minutes from time. Hungary eliminated, Germany qualified. Dear Italian homotransphobes, who are struggling so much so as not to approve the Zan Law Decree which asks to condemn the acts of homotransphobia in Italy, you resemble Hungary: to the end you are deluding yourself to win and eliminate the object of your phobias, eventually you will lose. You will have a bitter end, like Hungary!

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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