Il libro di Zǒng Báichī LXV

Sognò. Sognò l’artefice primo che sognava diversi mondi da creare, ma, al risveglio, non si decideva mai a sceglierne uno in particolare.

   C’era un mondo completamente brullo, pieno di sassi e sabbia, una superficie estesa priva di acqua dove il silenzio ricopriva tutto, salvo qualche momento in cui una piccola folata di vento spirava. L’artefice di fronte a questa vista non provava alcuna emozione, né bella, né brutta. 

   C’era un mondo completamente verde, pieno di piante, alberi, prati lussureggianti, fiorenti grazie alle ampie distese di acqua fresca. Nessun mare, nessun minerale, nessun essere vivente a parte la flora imperante. Un panorama dolce e rassicurante per l’artefice.

   C’era un mondo simile al precedente, popolato da una fauna non invadente: uccelli, pesci e qualche specie d’insetto. L’armonia regnava sovrana battuta dal canto celestiale dei fringuelli, dei merli, degli usignoli e di tutti i volatili, intramezzato da qualche ronzio d’ape o di mosca. L’artefice apprezzava questa natura ancora gioiosa, pacifica.

   C’era un mondo che si increspava e alternava alle pianure le colline e i monti. Una vegetazione abitava questi luoghi nuovi, altri animali si aggiungevano senza contrastare l’insieme variegato. Un complesso armonico che deliziava l’artefice.

   C’era un mondo dove alle acque dolci si aggiungevano le acque salmastre dei mari, popolati da altri pesci e cetacei. Il delfino era il simbolo incontrastato delle nuove distese azzurre, l’artefice amava osservarlo mentre saltava in superficie per poi rituffarsi graziosamente. 

   C’era un mondo ornato da nuova fauna, con creature che popolavano le terre emerse arricchendole con la propria presenza, come il castoro, costruttore di dighe, o le specie che rendono fertili i campi. Quest’ultimo equilibrio rendeva l’artefice ancora più felice.  

   C’era un mondo in cui comparivano animali che cacciavano altri animali per cibarsi delle loro carni. L’artefice rimase turbato da questo spettacolo e rifletté molto.

   C’era un mondo sconvolto dall’apparizione dell’animale più feroce che cacciava, uccideva, non solo per alimentarsi, ma anche per diletto. Un animale che faceva soffrire i suoi simili… Una bruttissima emozione colse l’artefice alla vista di questo mondo e inorridì.

   L’artefice si destò, finalmente, ma preferì ancora non scegliere. Ammise: «Tra tanti mondi possibili l’eventualità di un mondo che uccide se stesso mi ripugna. Preferisco il nulla.»

   Una volta svegliato, Zǒng Báichī meditò sul sogno del sogno dell’artefice primo e desiderò il nulla con tutte le sue forze.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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