Seid Visin

“Sono stato adottato da piccolo. Ricordo che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, tutti si rivolgevano a me con gioia, rispetto e curiosità. Adesso sembra che si sia capovolto tutto. Ovunque io vada, ovunque io sia, sento sulle mie spalle come un macigno il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone

Ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, specie anziane, si rifiutavano di farsi servire da me e, come se non mi sentissi già a disagio, mi additavano anche come responsabile perché molti giovani italiani non trovassero lavoro. Dentro di me è cambiato qualcosa. Come se mi vergognassi di essere nero, come se avessi paura di essere scambiato per un immigrato, come se dovessi dimostrare alle persone, che non mi conoscevano, che ero come loro, che ero italiano, bianco.

Non voglio elemosinare commiserazione o pena, ma solo ricordare a me stesso che il disagio e la sofferenza che sto vivendo io sono una goccia d’acqua in confronto all’oceano di sofferenza che sta vivendo chi preferisce morire anziché condurre un’esistenza nella miseria e nell’inferno. Quelle persone che rischiano la vita, e tanti l’hanno già persa, solo per annusare, per assaggiare il sapore di quella che noi chiamiamo semplicemente vita.”

“I was adopted as a child. I remember that everyone loved me. Wherever I was, wherever I went, everyone turned to me with joy, respect and curiosity. Now it seems that everything has turned upside down. Wherever I go, wherever I am, I feel on my shoulders like a boulder the weight of people’s skeptical, prejudiced, disgusted and frightened looks I was able to find a job that I had to leave because too many people, especially the elderly, refused to be served by me and, as if I did not already feel uncomfortable, they also pointed to me as responsible because many young Italians could not find work. Something has changed inside of me. As if I was ashamed of being black, as if I was afraid of being mistaken for an immigrant, as if I had to prove to people, that they didn’t know me, that I was like them, that I was Italian, white. I do not want to beg for commiseration or pain, but only to remind myself that the discomfort and suffering that I am experiencing are a drop of water compared to the ocean of suffering that those who prefer to die rather than lead a life in misery are experiencing. in hell. Those people who risk their lives, and many have already lost it, just to smell, to taste the flavor of what we simply call life.”

Seid Visin, 20 anni, italiano nato in Etiopia, adottato da bambino, promessa del calcio, è stato trovato senza vita. Si parla di suicidio, ma non c’è ancora un responso ufficiale. La lettera che il Corriere della Sera ha pubblicato è stata scritta dal ragazzo. Al di là delle cause della morte, le parole di Seid bastano da sole per denunciare il profondo disagio e la sofferenza acuta comuni a tante persone che in Italia subiscono il razzismo. Finiamola con i distinguo: nel nostro paese la xenofobia è diffusissima, gli atti di intolleranza aumentano visibilmente, la discriminazione è all’ordine del giorno. Tutto questo lo dobbiamo ad una classe politica colpevole della creazione di questo clima d’odio. Salvini, Meloni e altri esponenti della destra italiana possono scrivere montagne di libri e cercare di apparire bravi, belli e buoni, in realtà sono i responsabili dell’imbruttimento morale e culturale dell’Italia. I dati dei sondaggi ci dicono che la metà degli italiani è pronta a votare questa masnada e a mandarla al governo… Quanto sangue deve scorrere ancora? Io sono semplicemente schifato, la tristezza non basta per piangere Seid Visin e altre vittime degli italiani fobici. Altro che DDL Zan, qui bisognerebbe imbarcare tutta questa gente e spedirla lontano dall’Italia, mandarla nei lager libici perché possa respirare fino in fondo l’aria impestata dell’intolleranza.

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Seid Visin, 20, Italian born in Ethiopia, adopted as a child, promise of football, was found lifeless. Some talk of suicide, but there’s still no official evidence. The letter that the Corriere della Sera published was written by the boy. Beyond the causes of death, Seid’s words are enough to denounce the profound discomfort and acute suffering common to so many people who suffer from racism in Italy. Let’s finish with the distinctions: in our country xenophobia is widespread, acts of intolerance visibly increase, discrimination is on the agenda. We owe all this to a political class guilty of creating this climate of hatred. Salvini, Meloni and other exponents of the Italian right can write mountains of books and try to appear good, beautiful and good, in reality they are responsible for the moral and cultural ugliness of Italy. The poll data tells us that half of Italians are ready to vote for this mob and send it to the government… How much blood still has to flow? I am simply disgusted, sadness is not enough to cry Seid Visin and other victims of phobic Italians. Other than DDL Zan, here we should embark all these people and send them away from Italy, to Libyan concentration camps so that they can breathe the infected air of intolerance.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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