Simone Alliva, “Fuori i nomi! Intervista con la storia italiana Lgbt”

Simone Alliva sta facendo un lavoro strepitoso come autore e come giornalista, i suoi reportages su L’Espresso sono puntuali, esaustivi, scritti con un linguaggio chiaro, accurato, il che fa quasi gridare al miracolo, specie in un paese dove la stampa è ricolma di piccoli scribacchini scalcagnati, senza rigore scientifico e assoldati per servire il padroncino di turno. Simone Alliva, che ricordo in un incontro a Lucca di due anni fa[1], in pochi anni ha messo a segno due colpi editoriali pubblicando per i tipi della Fandango Libri prima Caccia all’omo, uscito l’anno scorso, un libro inchiesta sul tema dell’omofobia in Italia, aggiornato anche per ciò che riguarda le disavventure del DDL Zan, poi Fuori i nomi! Intervista con la storia italiana Lgbt, appena pubblicato, forse il miglior testo italiano di ricostruzione storica che riepiloga cinquant’anni di lotte attraverso le interviste con le protagoniste e i protagonisti del movimento LGBTQ. Ecco i nomi, in ordine di apparizione, delle persone intervistate: Andrea Pezzana; Enzo Cucco; Giovanni Minerba; Felix Cossolo; Massimo Milani e Biagio “Gino” Campanella; Beppe Ramina; Graziella Bertozzo; Franco Grillini; Caterina “Titti” De Simone; Sergio Lo Giudice; Porpora Marcasciano; Deborah Di Cave; Vladimir Luxuria; Imma Battaglia; Giuseppina La Delfa; Bianca Pomeranzi. Se confrontiamo Fuori i nomi! con Quando eravamo froci: gli omosessuali nell’Italia di una volta, il libro di Andrea Pini pubblicato nel 2011 per Il Saggiatore, abbiamo l’immagine della storia LGBTQ italiana: da una parte i vecchi omosessuali vissuti nell’ombra che tutt’ora rivendicano, almeno i superstiti, lo stile di vita dell’antico “pederasta”, poco incline al riconoscimento dei diritti civili e soddisfatto di essere un cittadino di serie B (in definitiva, per i “froci” di una volta era meglio quando si stava peggio); dall’altra le persone che sono venute allo scoperto e hanno iniziato un percorso molto travagliato di lotta per il riconoscimento pieno della dignità e dei diritti del mondo LGBTQ. Per esempio, nella testimonianza di Angelo Pezzana raccolta da Simone Alliva vi sono parole che illustrano perfettamente la differenza, a cominciare dalla manifestazione del FUORI a Sanremo nel 1972, per contestare un congresso psichiatrico omofobo, fino all’incontro con Pier Paolo Pasolini:  

«Era venuto (Pasolini) a Torino a fare una conferenza e io ero andato a sentirlo. Lo incontrai nel camerino e mi presentai come fondatore del FUORI! Mi disse: “So tutto. Non mi interessa. Perché l’Italia che voglio io è quella dei pastori, dei contadini, delle campagne, lontana dalla civiltà industriale”. A lui piaceva questa idea bucolica dell’omosessualità. Viveva in un ambiente importante: Laura Betti, Moravia, era un ambiente di cultura grande. E lui era un grande intellettuale. Però aveva il suo essere omosessuale. I suoi occhi si rivolgevano verso giovani operai, pastori. Ne apprezzai la sincerità. È morto infatti come un omosessuale di quegli anni: ammazzato da una marchetta. Era una dinamica comune all’epoca.».

Se si eccettua il giudizio personale e discutibile sulla morte di Pasolini, le parole di Pezzana sono condivisibili: l’Italia è un paese dove gli omosessuali hanno preferito non far parte della società, non essere soggetti politici (anche i più famosi e agiati omosessuali italiani, incluso Pasolini, non hanno mai creduto di incidere sul tessuto sociale in quanto omosessuali, forse perché sottomessi di fronte alla cultura imposta da un’educazione tradizionale omofoba), fino a quando non c’è stato qualcuno, cinquant’anni fa, che ha scelto di fare quello che in tutto il mondo avevano già fatto i diseredati, gli oppressi, i discriminati: reagire, protestare, rivendicare. Questo vale per tutto il mondo LGBTQ italiano.

Consiglio senz’altro la lettura dei libri di Simone Alliva, in particolare alle giovani generazioni, e rinnovo il mio apprezzamento per l’impegno e la bravura di questo giovane cronista, ormai autore conclamato.


[1] https://marteau7927.wordpress.com/2019/03/18/caccia-allomo/

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
Questa voce è stata pubblicata in LGBTQ. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...