Aldo Nove, anzi Dieci, anzi Zero!

L’umiltà intellettuale è un dono raro e prezioso, chi lo possiede non s’azzarderebbe mai a creare qualcosa che è già stato realizzato nel migliore dei modi. Se intendi scrivere un’opera su di un argomento, precedentemente trattato da altri con acribia e somma originalità, devi essere in grado di porre un’autentica pietra miliare, o, perlomeno, di contribuire in modo significativo con il tuo elaborato.

   Aldo Nove, nom de plume di Antonio Centanin, è uno scrittore e poeta (si fa per dire) che ha superato il mezzo secolo di vita senza aver mai appreso il dono dell’umiltà intellettuale. Forse per lui è troppo tardi apprenderlo. Del resto, Aldo Nove fa parte di quella scuderia di scrittori pulp, cannibali et similia enfatizzati a dismisura dell’ultimo disastrato Novecento italiano, quindi rappresenta una garanzia assoluta di inconsistenza. Librini scritti tanto per scrivere qualcosa, raccontini (Woobinda docet), poesiuole, addirittura un’autobiografia (La vita oscena) e altro materiale che ci fa rimpiangere gli alberi abbattuti per realizzare tali cacata carta

   Purtroppo, accidenti alla mia curiosità, ho letto anche questo inutile Franco Battiato che Aldo Nove ha voluto pubblicare per annunciare al mondo che è un fan del musicista siciliano… Che volete farci, seguo Battiato sin da Fetus, Pollution fino alle ultime realizzazioni, ormai definitive, visto la stato di salute del compositore, per cui, nonostante le mie diffidenze, ho sperato di trovare qualcosa d’interessante. Macché. Fabio Zuffanti, a mio modesto avviso, è l’autore delle due opere più importanti su Franco Battiato, La voce del padrone e Franco Battiato: tutti i dischi e tutte le canzoni, dal 1965 al 2019, scritte nel 2018 e 2020 per i tipi dell’Arcana Editrice. Le ho lette e apprezzate tantissimo, soprattutto perché Zuffanti è un musicista che sa ripercorrere la carriera di Battiato illustrando con precisione maniacale e competenza ogni singolo brano di un repertorio straordinario lungo mezzo secolo.

   Aldo Nove, epigono dei Baricco e co., non ha mai trovato nessuno che gli abbia intimato di tornarsene a casa a studiare e imparare. La pubblicazione di cui sopra, addirittura uscita lo stesso anno del libro di Zuffanti, è spezzettata da intermezzi in cui l’autore deve per forza annoiare il lettore informando che lui, da ragazzo, ascoltava Battiato quando nessuno lo conosceva, che Sequenze e frequenze lo ha sconvolto, che questo, che quello. Ma il ridicolo di tutto ciò è che Aldo Nove cita spesso Zuffanti, dimostrando così l’abisso che intercorre tra uno studioso serio che sa di musica e un imbrattacarte. Non parliamo delle imprecisioni (Nove per due volte cita erroneamente Caravaggio in riferimento a un film del 1978 dedicato a Brunelleschi di cui Battiato aveva composto la colonna sonora, poi scartata dalla RAI), delle omissioni (forse è soltanto ignoranza) e di tutta la fiumana di parole inservibile per apprezzare sul serio Battiato. Insomma, l’ennesima occasione persa per tacere ed evitare di fare una brutta figura.

   Da giovane ho sempre avuto il sospetto, ora ne ho la certezza, che senza sponsor non vai da nessuna parte. Puoi essere Leonardo Da Vinci, Albert Einstein, un genio qualsiasi, ma se ti manca il Mecenate, il personaggio che ti supporta politicamente e finanziariamente resti nell’oscurità fino alla fine dei tuoi giorni. Aldo Nove ha trovato presto gli sponsor, soprattutto una, Elisabetta Sgarbi, ragion per cui ha potuto pubblicare tantissimo. Mi lascia perplesso l’amicizia di Elisabetta Sgarbi. L’editrice è commendevole per aver sistemato l’opera letteraria di Carmelo Bene negli ultimi anni di vita dell’artista, per l’attenzione e supporto nei confronti di quello che ritengo l’ultimo teatrante e performer italiano, Antonio Rezza, per l’amicizia e collaborazione con lo stesso Franco Battiato… Possibile che dinanzi al confronto tra questi nomi e Antonio Centanin (Aldo Nove) Elisabetta Sgarbi non si sia mai resa conto di aver preso una bella cantonata? La prova del nove su Aldo Nove? Da quasi trent’anni questo giovanotto lombardo scrive, pubblica, dirige collane di poesia, ne fa mille, ma a tutt’oggi non è mai emerso veramente, è la classica montagna che ha partorito un topolino. D’altronde, il mondo è pieno di non talentati che hanno spazio grazie a qualcuno che li sponsorizza (pensiamo alla politica e ad altri settori). Forse, mi si passi il riferimento con il luogo di nascita e la famosa canzone di Alberto Larici, Aldo Nove è un pompiere di Viggiù mancato. Sì, sembra proprio così. 

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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