Porta a Porta – C’era una volta la tv 28

Il 22 gennaio 1996, in seconda serata su RAI1, vide la luce una delle trasmissioni più famigerate della tv italiana: Porta a Porta. Bruno Vespa, giornalista della RAI dal 1969, conduce questa trasmissione ininterrottamente da 25 anni, con il merito, o demerito, di averla trasformata in un salotto esclusivo della politica e del costume, solitamente a tutto vantaggio dell’establishment conservatore e reazionario, propagandato, vezzeggiato, trattato con guanti di velluto. È da Vespa che Berlusconi, proprietario delle tre reti commerciali più importanti del paese, ha avuto la ribalta più significativa, pagata con i soldi dei contribuenti, culminata con quella oscena puntata dell’8 maggio 2001 (il famoso contratto con gli italiani firmato in diretta); è da Vespa che i vari esponenti della destra postfascista hanno potuto scorrazzare senza un vero contraddittorio, così come gli ultrà cattolici intervenuti per impedire al paese di fare un salto in avanti sui temi dei diritti civili; è da Vespa che si è inaugurato il ciclo delle trasmissioni morbose dedicate alla cronaca nera, con casi eclatanti come i delitti di Novi Ligure, di Cogne, di Perugia, di Avetrana ecc., tutti discussi e sviscerati con un gusto noir che niente ha da invidiare al Grand Guignol; è da Vespa che i protagonisti della mediocre tv italiana contemporanea hanno potuto promuovere i propri prodotti scadenti preposti al rimbecillimento definitivo del pubblico nazionale; è da Vespa che si è dato spazio a sedicenti artisti, fenomeni da baraccone, nel campo della musica, del teatro, del cinema, documentando una miseria intellettuale e culturale senza precedenti; è sempre da Vespa che lo sport, soprattutto il calcio, ha goduto di uno spazio riservato ai soliti papaveri prepotenti ed arroganti (giornalisti e dirigenti). Insomma, Bruno Vespa, pur con qualche eccezione, ha fotografato e promosso 25 anni di pura decadenza etica ed estetica dell’Italia, facendo passare in secondo piano gli aspetti più vivi e virtuosi di una minoranza costretta a sopravvivere in un ghetto ben confinato e sorvegliato. Non parliamo poi di tutti i libri che il giornalista abruzzese ha pubblicato godendo di un palcoscenico assoluto e incontrastato (la domanda è: sono libri suoi, scritti di proprio pugno, oppure prodotti collettivamente con l’aiuto dei soliti ghost writers?). In fondo, c’è chi ha definito Porta a Porta la terza Camera dello Stato, ma avrebbero potuto definirla anche la Morgue nazionale, la Hit parade del Kitsch, Dissezione di un declino, e via discorrendo. Anche la scelta della sigla ha una sua specificità: il tema è quello del film Via col Vento, uscito nel 1939, fatidico anno dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale, nonché affresco di un mondo apparentemente sconfitto durante la guerra civile americana, che è poi il nucleo dell’opera originale di Margaret Mitchell, la scrittrice di Atlanta nostalgica di una società classista e razzista.

Porta a Porta domina ancora, non esiste un’alternativa in grado di emendarla, contrastarla, criticarla, ed è questo il suo lascito più raccapricciante: creare uno spazio devoluto al privilegio dei mediocri, all’assenza di contrasto e di dialettica.  

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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2 risposte a Porta a Porta – C’era una volta la tv 28

  1. sergio falcone ha detto:

    Analisi impeccabile. Complimenti.

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