Canale 5, 40 anni di deprogrammazione

A scorrere l’elenco delle trasmissioni che Canale 5 ha diffuso via etere da quel famigerato 30 settembre 1980, giorno in cui prese il posto di Telemilano 58, si resta interdetti e sgomenti. Salvo sparute eccezioni, la programmazione di quell’emittente ha avuto come fine ultimo la deprogrammazione delle menti degli italiani. L’obiettivo è stato, ovviamente, raggiunto. Il medium di massa della televisione, già criticato aspramente da Pasolini nei primi anni ’70, sarebbe diventato, grazie alla tv commerciale, il tempio del consumismo e del controllo capillare ed egemonico della vita sociale italiana. Il servizio pubblico, o tv di Stato, dovette adeguarsi di fronte alla concorrenza e accelerare l’opera di disimpegno. Sacche di resistenza esistevano, ma furono confinate, rese innocue. Gli italiani dovevano diventare per sempre ebeti, abboccare e farsi catturare dal canto delle sirene dell’etere. In 40 anni il tessuto intellettuale del nostro paese si è ridotto a ben poco. I protagonisti dell’intrattenimento della RAI sbarcarono a Canale 5 a colpi di svariati milioni delle vecchie lire, si adattarono e veicolarono questo spirito decostruttivo, conformista, abbrutente. Mike Bongiorno, Corrado, Raimondo Vianello e altre/i divennero più ricchi, a discapito dell’intelligenza degli italiani. I programmi di intrattenimento della Fininvest mostrarono subito l’intenzione di trasformare il popolo in una massa di dilettanti allo sbaraglio, di bestioni insensati. Non è vero che Berlusconi abbia sdoganato il fascismo entrando in politica nel 1994, lo aveva già fatto 14 anni prima con la sua televisione, secondo alcuni in linea con il piano gelliano della P2. L’opera di deprogrammazione mentale è andata avanti sino ai giorni nostri assommando programmi sempre più mirati allo scopo. Non occorre fare i nomi degli interpreti, li conosciamo, tutte e tutti. L’opera di omologazione, non riuscita in epoca fascista, ebbe il successo che sappiamo in due fasi, con la riforma del sistema radiotelevisivo del 1975 e con la legge Mammì del 1990. In mezzo ci furono la lottizzazione della RAI e la creazione delle tv commerciali.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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