Ma non è una cosa seria

Agli italiani è stato propinato non uno spettacolo, ma una farsa piuttosto malconcia, troppo dispendiosa, troppo scadente. La canzone italiana ha il suo Festival? Dovrebbe avere un sacrosanto rito funebre, perché la canzone italiana è morta. Facciamocene una ragione. Questo obitorio tragicomico non ha più niente da dire, proprio per questo motivo lo deve dire lo stesso.

Festival di Sanremo? È già finito, in realtà mai iniziato, non se ne sente la nostalgia, personalmente nemmeno l’ho seguito, se non qualche highlight colto qua e là per pura curiosità. Basta e avanza. Che dire? Posso citare il titolo di una commedia di Pirandello che riassuma il tutto: Ma non è una cosa seria. L’unica cosa seria, che dovrebbe indispettirci, indignarci tutti, è lo scialacquamento vergognoso di denaro pubblico, un autentico schiaffo alla miseria imperante.

Trovatemi un motivo nella riproposizione ostinata delle stesse canzoni, degli stessi birignao, degli stessi vestiti, degli stessi travestimenti tramontati da decenni.

Trovatemi un motivo per l’ospitata di Benigni… Ascoltare uno sproloquio tedioso e senza senso che nulla ha a che fare con l’esegesi biblica, con un’analisi corretta e rispettosa del testo. Un vanaglorioso maestrino incapace di imparare che tratta i telespettatori come se fossero dei bambini scemi, un ex buffone di corte che spende quel poco che gli resta con un’apparizione imbarazzante. Peggio ancora il commento indispettito di un non filosofo senza barba né pallio (Diego Fusaro).

Trovatemi un motivo per l’esibizione del disturbo narcisistico della personalità, della paranoia clinica (vedi Morgan).

Trovatemi un motivo per una sfilata neppure carnascialesca di protesi in stoffa o materiale sintetico.

L’unico motivo è quello già accennato: lo spreco.

Un tempo si diceva: borghesi, tornate a casa, comincia Carosello! Oggi non c’è più nemmeno la borghesia, forse in Italia non c’è mai stata, se non quella “più ignorante d’Europa” che Orson Welles definisce ne La ricotta di Pasolini.

Pertanto, con profonda tristezza ripetiamo:

Ma non è una cosa seria.

 

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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Una risposta a Ma non è una cosa seria

  1. laurin42 ha detto:

    Non ci resta che piangere? Jamais! Suggerimenti? Love L

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