Remo Bodei (3 agosto 1938 – 7 novembre 2019)

https://it.wikipedia.org/wiki/Remo_Bodei

https://www.repubblica.it/robinson/2019/11/07/news/addio_a_remo_bodei_il_filosofo_delle_passioni-240536663/

    Chi vi parla ha perduto non solo un docente universitario, con cui ho dato un esame nel 1988 di Storia della Filosofia e che è stato membro della commissione della mia laurea il 23 giugno 1992, ma un riferimento intellettuale, culturale, umano. Una grave scomparsa, non solo per il mondo filosofico. Remo Bodei aveva il dono della leggerezza profonda, le sue lezioni erano semplicemente deliziose e ricche di suggerimenti, insegnamenti, consigli.

   Un saluto commosso.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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3 risposte a Remo Bodei (3 agosto 1938 – 7 novembre 2019)

  1. sergiofalcone ha detto:

    Appena entrato nella Hogwarts normalistica, mi avvenne di incontrare Remo Bodei, che mi chiese se ero parente di un professore che conosceva. Si, lo ero, ma poi parlammo del più e del meno, mentre lo accompagnavo nella sua casa sui Lungarni.

    Mi sembrò ben diverso dagli altri docenti della Scuola Normale, che sembravano camminare come se portassero, già da vivi, la loro erma del Gianicolo, tra i Padri della Patria e delle ugualmente patrie Lettere.

    Giovanissimo, secondo i criteri gerontocratici che, fuori dal Cremlino, si utilizzavano solo nella nostra Hogwarts pisana, ci fece correggere le bozze di quello che mi sembrò, anche dopo, uno dei suoi libri migliori, Sistema ed epoca in Hegel.

    Enrico de Negri, hegelista insigne, disse a Remo, e poi anche a me, un po’ prendendolo in giro per le sue idee di sinistra, che li sembrava un “libro borghese”. Per Enrico era un bel complimento.

    Chi era Bodei? Era un curioso, soprattutto, di tutto e di tutti, anche di argomenti che sembravano lontani dalla filosofia come la intendono quelli che la leggono unicamente in spesso pessimi manuali scolastici.

    Allievo di Arturo Massolo, che ricordava sempre con grande affetto, si era poi collegato, dopo la morte imprevedibile di Massolo nel 1966, che era un grande teoreta, maestro anche di Gianmario Cazzaniga, all’erede, mediocrissimo, del palermitano Massolo.

    Si trattava di Nicola Badaloni, che era, al massimo, da livornese, una leggera passata di libeccio sulle fronti dei suoi migliori allievi.

    Cazzaniga, a differenza degli altri allievi di Massolo, non si piegò alla caduta della qualità filosofica della Scuola e se ne andò a fare il professore di Liceo, dove lo ritrovai.

    Remo Bodei, invece, si adattò obtorto collo al verboso cacciucco comunista e ebbe, dopo un suo naturale passaggio nei Licei, un incarico in Normale. Se lo meritava, comunque.

    Poi, alla nostra Hogwarts arrivò anche Eugenio Garin, per trasformare il Rinascimento nella totalità della filosofia moderna. Ma da grande pensatore, quale era, oltre che storico del pensiero.

    Chi era però Remo Bodei, come studioso? Uno storico della filosofia alla maniera di Hegel che, appunto, faceva la storia dei predecessori per parlare delle sue idee. Filogenesi e Ontogenesi dei concetti coincidevano, nella sua esposizione. Ma non era, Bodei, il ripetitore, fino alla noia, di qualche formuletta, come è accaduto a molti filosofi accademici italiani. E, soprattutto, era uno studioso che aveva scoperto la forza della soggettività, della psiche, della vita materiale nella elaborazione dei grandi progetti epistemologici tra otto- e novecento. Ecco il senso dei suoi tanti volumi come Scomposizioni, forme dell’individuo moderno, del 1987, o Le logiche del delirio, del 2000.

    C’era, molto forte, l’influsso della psicanalisi, che Bodei conosceva benissimo, anche se non credo che lui sia andato in pellegrinaggio da tutti gli psichiatri e gli psicanalisti possibili come un suo collega genovese.

    Mentre si scoprivano i “super-ordini dei super-concetti”, come li chiamava Wittgenstein, venivano alla superficie tutti gli elementi di una immane e imprevista complessità degli individui, che non permetteva più la vittoria della Grande Macchina né della Storia, né della Tecnocrazia.

    Tra i filosofi contemporanei che “fanno notizia”, come Cacciari, Vattimo, Severino, Remo Bodei era forse il meno ripetitivo, il più problematico e, comunque, quello che scriveva di gran lunga meglio.

    Si vedeva che Bodei leggeva, proprio come se fossero classici della filosofia, i grandi testi della letteratura moderna, da Mann ai grandi francesi, e seguiva anche la poesia, in cerca di tracce concettuali che, Remo lo diceva spesso, si trovano dovunque.

    Era, strano per un cattedratico, un gentiluomo, un signore che non si metteva sugli altari, un professore disponibile a discutere con tutti e di tutto. Lo rivedrò a passeggiare in Borgo Stretto, tra poco.

    Marco Giaconi

  2. sergiofalcone ha detto:

    [la bottega del barbieri] Ricordo di Remo Bodei
    http://www.labottegadelbarbieri.org/ricordo-di-remo-bodei/

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