Italiani brava gente!

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Italiani brava gente!

A suo tempo é stato il titolo di un film in cui si raccontava della tragica vicenda degli italiani mandati in Russia.  Poi é entrato nel linguaggio comune, una volta tanto un autoincensamento di un popolo che in genere si autodenigra senza tanti problemi. Da anni é entrato nell’immaginario collettivo l’idea cha gli italiani sono generosi, tolleranti, disponibili, non razzisti.

Per quanto riguarda il “razzismo” la mia prima riflessione é un po’ “storica”: il nostro bel paese ha vissuto vent’anni di dittatura fascista, quindi si é avuto un pieno consenso popolare, ma quasi nessuno di quella generazione ha poi riconosciuto di esserlo stato, di avere aderito. Siamo dotati di memoria corta ed opportunista. Un interessante fenomeno se si vuole.

Oggi nessuno si riconosce nei principi del razzismo, siamo tutti democratici, spiriti liberi da pregiudizi.

Siamo ben lontani dalla realtà.

A mio avviso la cultura e la società italiane sono da sempre permeate di razzismo, l’oggetto del pregiudizio certamente è mutevole, ma il meccanismo di base è identico, ripetitivo.

Fine anni ’60: con la mia famiglia, seguendo i trasferimenti di mio padre, mi trasferii a La Spezia. Alle spalle ci lasciavamo la Francia, dove si era a lungo lottato per l’Algeria. Ricordo che mio padre criticava i francesi che trattavano male i maghrebini e gli italiani. Rimasi di sasso quando appena entrata in classe mi fu chiesto se ero “terrona” e di quanto fosse necessario costruire un muro all’uscita del tunnel ferroviario che si trova sulla linea La Spezia-Sarzana, un muro necessario per impedire ai meridionali di invadere il nord tanto civile ed industrializzato. I “terroni” erano nella vulgata popolare sporchi, portatori di malattie, ladri, prostitute, sfaticati ed ignoranti, gente di cui non ci si poteva fidare, pronti a rubarti casa e lavoro. Dal sud potevano arrivare solo delinquenti.

Fate attenzione: è la stessa descrizione che si dà oggi dei “migranti”. Diciamo che ora la nazione italiana si è unificata sotto la bandiera, il nostro tricolore, il popolo unito, nella crisi di rigetto verso il diverso, che questa volta ha il colore della pelle e il volto di popoli disgraziati martoriati da guerre e persecuzioni.

Il razzismo spesso é strisciante. Abbiamo la facciata del buon cattolico, che dopo essere andato in chiesa scopre che non si può accogliere fino in fondo e poi stiamo attenti, li si può aiutare, tanto per svuotare i magazzini, ma poi che se ne vadano….. e siamo mica il paese di Bengodi. Dei campanelli sì.

Recentemente si sono susseguiti tutta una serie di episodi incoraggiati da chi in politica ha fatto leva sul populismo.

Esiste un razzismo strisciante, subdolo di cui poco si parla, ma che si manifesta da molto tempo.

Io abito a Nizza da tempo, vicino a casa mia si trova una “boulangerie patisserie” dove puoi trovare un’ottima pizza, dolci squisitamente italiani con creme non al burro e via dicendo …. e bomboloni. Si direbbe una pasticceria romana, ma gestita da tunisini che parlano un buon italiano un po’ romanesco. Mistero svelato: la proprietaria é una signora romana de’ Roma che s’è sposata con un tunisino convertendosi all’Islam. La famiglia cristiana l’ha messa alla porta, la clientela s’è allontanata e dopo insulti e “dispettucci” di vario genere la signora ha venduto e s’è trasferita in Francia, il suo commercio funziona bene, ai nizzardi importa mangiare bene.

Tempo fa ero in fila alla cassa del supermercato. Poco avanti ho sentito una signora napoletana lamentarsi perché non capiva certe parole. L’ho aiutata e così la signora mi ha invitato a prendere un caffè insieme a lei. Ovviamente ho accettato. La signora, napoletana verace, con tutto il suo calore umano mi ha in breve raccontato perché fosse a Nizza. Non per turismo, ben inteso. La signora ha una figlia trentenne impiegata di banca che ha sposato un collega di nazionalità marocchina. La figlia, che non si è convertita all’Islam, è stata fatta oggetto di vera persecuzione fino al punto che si è arrivati a parlare di bornout. È diventata anoressica, depressa…. Così ha chiesto insieme al marito un trasferimento in Francia dove nessuno si formalizza se lei è bianca come il latte e lui scuro come il cioccolato. La madre pensa di trasferirsi anche lei a Nizza, perché neanche lei viene lasciata in pace.

Lavoro in ospedale, tempo fa mi hanno inviato un’allieva infermiera: una ragazza alta, snella, occhi vivacissimi ed intelligenti, un bel sorriso, mulatta. Ho scoperto che parla bene l’italiano con accento milanese. Beh, certo sua mamma é di Rho, ha sposato un senegalese e dopo qualche anno si è dovuta trasferire in Francia su espressa richiesta della di lei famiglia e per risparmiare alla figlia le persecuzioni e soprattutto le umiliazioni non essendo la sua pelle chiara.

Conosco medici miei colleghi che hanno contratto matrimoni misti praticamente obbligati a venir via perché non graditi e per il bene dei figli.

In tutti questi scampoli di vita di cui riferisco si tratta di persone ben integrate all’apparenza che lavorano, che hanno studiato, che hanno dato vita a famiglie normali ed anche stabili.

Qual è il punto dolente? La loro colpa è di non essere buoni cristiani, di non avere la pelle chiara, di provenire da un’altra cultura.

Penso che di episodi così ne esistano altri, troppi forse.

Dott.sa Franca Colonna Crupi

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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