Barsanti e CasaPound: il volto presentabile dello squadrismo lucchese

Pubblicato il 23 maggio 2017 in http://www.iltafferuglio.org/2017/05/23/barsanti-e-casapound-il-volto-presentabile-dello-squadrismo-lucchese/

Assistiamo, in queste elezioni comunali, all’emergere di una “novità” che tanto nuova non è, ma che, per chi ha la memoria corta, rischia di apparire come tale: stiamo parlando della candidatura di Fabio Barsanti, leader di Casa Pound, a sindaco di Lucca.

A suon di citazioni di Voltaire e di ignavia nel denunciare l’esistenza nella nostra città di uno squadrismo fascista che si forma nell’ambiente dello stadio, politicanti e istituzioni hanno lasciato per troppo tempo spazio ai fascisti lucchesi, senza preoccuparsi di limitare la loro azione politica e la loro visibilità sui media locali. Complice la crisi, le misure di austerità e l’incapacità del Comune di mettere in atto politiche sociali inclusive nei confronti delle fasce sociali impoverite, CasaPound è cresciuta nella melma della guerra tra poveri e dell’odio razziale che in tutta Italia si respira in maniera sempre più oppressiva. A meno di un mese dalle elezioni comunali di Giugno ci sembra dunque fondamentale indagare su chi è Fabio Barsanti e sui fascisti che lo supportano per la candidatura a Sindaco di Lucca.

Nel 2008 nasce a Lucca l’associazione Epsilon, primo gruppo politico legato al movimento nazionale di CasaPound. Questa sedicente associazione di volontari cresce con la strategia politica che i fascisti di CP useranno negli anni successivi in tutta Italia: camuffare la loro identità politica tramite l’utilizzo di molteplici (e fittizie) associazioni di volontariato, talvolta guidate da personaggi assai ambigui – basti pensare all’associazione La Salamandra, il cui presidente Pietro Casasanta, è stato condannato ad 1 anno e 8 mesi per il favoreggiamento al boss camorrista e trafficante di droga Mario Santafede(di cui avevamo parlato qui)

A Lucca, ad ogni modo, il piccolo gruppo è guidato fin da subito da Fabio Barsanti. Nello spazio a destra lasciato libero da Forza Nuova che, dopo anni di aggregazione intorno alla curva si sfalda dopo gli arresti per aggressioni di stampo politico, Epsilon fa proseliti e aggrega un gruppo di giovani che cresce nel culto del fascismo. Nei primi anni questi ultimi non riescono però ad ottenere la fiducia dei più duri e puri squadristi della curva. è un momento di frizione tra le varie anime del fascismo nostrano. Difatti, seppure tutte e due queste anime siano legati dal tifo per la Lucchese, la galassia neofascista risulta spaccata a metà: una parte si contraddistingue per la negazione pubblica della violenza e per un percorso politico strutturato, un’altra invece rivendica la rinuncia a forme partitiche organizzate continuando a fare aggressioni che sono fomentate, tollerate e strumentali agli interessi di CP e al rafforzamento della sua agibilità politica, visto che i più colpiti sono proprio gli antifascisti lucchesi.

Epsilon e quindi Casa Pound, senza mai avere un largo bacino, si crea una facciata da associazione impegnata nel sociale e nella politica. Fondamentale per questo, la creazione e l’uso strumentale di varie articolazioni nel movimento (il gruppo animalista La Foresta che Avanza, la summenzionata associazione di protezione civile La Salamandra, il gruppo giovanile Blocco Studentesco ecc…) utili per cercare un consenso traversale, mantenendo ai margini il contenuto strettamente politico e anzi portando avanti un discorso quasi post-ideologico che metta in primo piano l’impegno nel sociale.

Non a caso essi si definiscono “fascisti del terzo millennio” e al di là delle categorizzazioni di “destra” e “sinistra”; ovviamente mitizzano anti-storicamente il fascismo ma tentano anche di accaparrarsi impropriamente di tutto quel background culturale che appartiene storicamente alla sinistra: la rivalutazione del “Che” come guerrigliero nazionalista, l’appropriazione dei versi di Fabrizio De Andrè, la riscoperta di numerosi cantautori e personaggi storici. Davanti ai giornalisti svicolano da giudizi su fascismo e nazismo per concentrarsi sulle loro soluzioni ai problemi reali che poi però vanno sempre a parare su una retorica autarchica, nazionalista e fascista (senza però mai nominare esplicitamente il fascismo; e senza, aggiungiamo, che i giornalisti facciano diversamente, chiamando le cose con il loro nome).

Una strategia furba e che in certo modo paga con azioni strumentali di volontariato e beneficenza in primis, legati ad alcuni quartieri. Vengono portate avanti iniziative spot contro le banche, Equitalia e i compro-oro, rimanendo però nella contraddizione tipica del fascismo del ventennio: il capitalismo non viene affatto rigettato negare il capitalismo, ed anzi ne risulta rafforzato, proprio in virtù della funzione tipica del fascismo, quella di reprimere i movimenti sociali anticapitalistici e di fomentare le differenze etniche per dividere le classi più povere e ridurne la portata di minaccia per imprenditori, industriali e grandi proprietari.

Nel 2011 anche i media nazionali si svegliano dal torpore con cui hanno tollerato questi nuovi fascisti: il 13 Dicembre di quell’anno, a Firenze, Gianluca Casseri uccide due uomini senegalesi Diop Mor e Samb Modou a colpi di pistola. Poco dopo si scopre che Casseri era un militante di CP, alcune foto lo ritraggono in varie iniziative del partito tra cui un presidio con a fianco Fabio Barsanti, il quale che non dirà mai una parola sulla strage e negherà l’appartenenza di Casseri a CP.


In primo piano si notano Casseri sulla sx e Barsanti al centro.

Nonostante gli innumerevoli episodi di violenza fascista che caratterizzano la città di Lucca a partire dagli anni 2000 in pochi anni i fascisti del terzo millennio riescono a farsi ben volere dal centro-destra lucchese, che se verso gli squadristi ha sempre dimostrato tolleranza, con CasaPound arriva ad una vera e proprio sponsorizzazione.

Nel 2012 infatti Fabio Barsanti si candida con il PDL berlusconiano per il consiglio comunale di Lucca, sostenendo il sindaco uscente Mauro Favilla. Sarà un flop per il partito che non arriverà neppure al ballottaggio e per lo stesso leader di CasaPound che otterrà meno di cento preferenze, senza quindi accedere al consiglio. Curioso è che oggi Barsanti si ricandida da solo marcando le differenze dai suoi ex alleati del centro destra, che con gli stessi nomi stavolta sostengono Remo Santini.

Dopo la batosta, CasaPound Lucca cambia totalmente linea, abbandona la strategia di moderatismo, dettata nel 2008 dalla necessità di smarcarsi dai fatti di squadrismo e dalle violenze a sfondo politico. La fine politica di Silvio Berlusconi, e il crescere di Lega Nord e Movimento 5 Stelle, partiti cosiddetti anti-sistema (anche se perfettamente compatibili con il neo-liberismo) che fanno della retorica anti-euro, anti-immigrato e anti-Pd i loro cavalli di battaglia, fa comprendere ai dirigenti nazionali che l’arrivo di una tale crisi economica, politica e sociale può aprire spiragli per posizioni più apertamente fasciste e sovraniste, comprese pratiche più audaci e violente. Fabio Barsanti intanto diventa leader regionale del movimento, si investe molto di più nella sua figura di leader distaccato dalla destra e, ovviamente, dalla sinistra. L’abbandono di un profilo più moderato, riavvicina le varie anime dell’estrema destra locale. Contemporaneamente i militanti di CasaPound, dalla stagione calcistica 2012-2013, si presentano nella curva della Lucchese con la pezza targata Banda Thevenot (dall’omonima bomba a mano usata nella prima guerra mondiale) il gruppo solidarizza con la tifoseria fascista La Meglio Gioventù e porta direttamente in curva le tematiche dei “fascisti del terzo millennio”, facendosi conoscere in un bacino ampio e trasversale come quello del tifo calcistico. Questa strategia sembra aver pagato visto che molti dei candidati consiglieri per Barsanti sono proprio tifosi della lucchese.

Nell’Ottobre del 2014 CP rilancia ancora, aprendo una nuova sede del partito fascista in una zona più centrale, via Michele Rosi (detta via dei borghi). La nuova sede viene nominata “L’Artiglio”. Il circolo prende il suo nome dal giornale lucchese della Repubblica Sociale Italiana distribuito nel 1944, mentre i repubblichini compivano stragi e massacri nel nostro territorio, con la complicità delle SS e delle truppe tedesche di occupazione.

La sera dell’inaugurazione alcuni antifascisti lucchesi organizzarono un presidio contro l’apertura del circolo, senza che nessun altra forza politica abbia niente da obiettare all’apertura di una nuova sede fascista in pieno centro storico. Il giorno dopo una decina di appartenenti a CasaPound, tra cui Fabio Barsanti e Lorenzo Del Barga (attuale candidato consigliere) aggrediscono tre ragazzi che avevano partecipato al presidio. La polizia accorsa sulla scena saluta amichevolmente alcuni dei camerati e chiede i documenti solo ai 3 aggrediti, mentre i fascisti si dileguano.

I giornali locali, anche dopo l’aggressione, ignorano ogni denuncia degli antifascisti, Barsanti intanto sfrutta i rapporti amichevoli con alcuni giornalisti dello Schermo, della Nazione (il redattore Fabrizio Vincenti è più volte ospite dell’Artiglio), della Gazzetta di Lucca e di NoiTv per avere ampio spazio per i suoi comunicati su degrado e immigrazione, acquistando consenso mentre gli altri partiti della destra sono ancora ben lontani dal pensare alla campagna elettorale.

Nel Luglio 2015, l’ennesima violenza fascista stavolta viene perpetrata verso la sede di alcuni collettivi lucchesi, distrutta con un tentativo di dar fuoco agli interni e imbrattata con svastiche e con la firma B.T. (inframmezzata da un fascio littorio) sigla della Banda Thevenot, il già citato gruppo ultras di CasaPound. Ancora una volta la storia cade nel silenzio generale, così come l’arresto, nel Gennaio 2016, di Fabio Vitrano, ultras e militante di CP, trovato con una pistola carica rubata in un appartamento e altri armi bianche. In entrambe le situazioni non viene fuori nessun commento da CP e il coordinamento degli antifascisti lucchesi rimane l’unica voce a denunciare la vera natura del partito.


Fabio Vitrano e i leader di CasaPound Lucca Fabio Barsanti e Lorenzo Del Barga ad un raduno nel 2015 con altri noti squadristi.

Complice la negazione pubblica della natura fascista di CasaPound, lo scollamento di buona parte dei cittadini dalle formazioni politiche classiche, e la costante presenza sui media, il partito cresce nei consensi e si avvia verso l’attuale campagna elettorale. Nonostante lo sforzo continuo di nascondere pubblicamente gli scomodi legami con gli squadristi locali l’Artiglio ospita iniziative di solidarietà per i “camerati reclusi”, ovvero cene e concerti per sostenere le spese legali di Adam Mossa, Stefano Vannucci e Lorenzo Pucci colpevoli, nel 2010, di un aggressione in un pub lucchese aggressione che costò la perdita della vista da un occhio ad un avventore del locale (della rete di solidarietà verso gli arrestati che coinvolge anche Casa Pound, ne abbiamo parlato qui).


La locandina del primo evento per aiutare gli squadristi, notare che non si nomina CasaPound.


Foto di gruppo dopo la serata della locandina, tanti squadristi già noti per aggressioni e Fabio Barsanti primo in basso sulla sx.


Foto di gruppo con, Lorenzo Del Barga, Fabio Barsanti con i già citati Adam Mossa, Fabio Vitrano, Stefano Vannucci.

Questi preoccupanti fatti sono costantemente taciuti dai media e negati dai protagonisti, che vanno avanti con azioni di pulizia contro il degrado, presidi nei quartieri più periferici e reclutamento in curva sempre nell’ottica di rifarsi un volto nuovo rispetto alla storia nera delle aggressioni fasciste a Lucca degli ultimi 15 anni. Ma Fabio Barsanti rimane un fascista, e questo ci dovrebbe bastare per screditarlo politicamente e umanamente, che oltre a guidare un gruppo pericoloso e a militare in compagni di assassini e naziskin è pure sotto processo per rissa per l’aggressione ad alcuni militanti antifascisti di Lecce nel Settembre 2014. Non che ci voglia la magistratura a dirci chi sono i buoni o i cattivi, soprattutto se si definiscono fieramente fascisti, ma se il carattere ideologico può essere opinabile e arbitrario, aggressioni, porto d’armi da fuoco e uccisioni dovrebbero dire, a buona parte dell’opinione pubblica, sempre indignata per fatti di cronaca nera o sassi tirati in corteo, chi sono questi “fascisti del terzo millennio”. Invece, nonostante le denunce pubbliche, nella nostra città Barsanti rimane il coccolato giovane che si rimbocca le maniche contro il degrado, anche se di fatto rimane il capo di una banda di squadristi nostalgici del ventennio, che hanno ben poco da dire sulla gestione clientelare di questa città, sulla privatizzazione forsennata del bene pubblico, sulla distruzione ambientale tramite le grandi opere, sul problema di povertà che riguarda tutti (italiani e non), se non ripetitive idee leghiste di cacciare ogni povero, emarginato e migrante nella speranza che se si continuerà a cacciare il sintomo del problema, il problema si risolverà da solo.

Niente di sorprendente rispetto all’ideologia di cui si fanno portatori, che oggi come cento anni fa è servita solo a salvare un capitalismo in crisi, fomentando guerre, nazionalismo e odio per lo straniero, allo scopo di impedire che la rabbia e la sofferenza sociale prodotta dall’impoverimento, dallo sfruttamento capitalistico e dalla cancellazione di diritti sociali possa organizzarsi e riversarsi contro chi sta in alto.

Non sorprende da questo punto di vista, vedere come i principali responsabili di queste politiche neoliberiste in Italia e cioè i membri del PD, non muovano ciglio all’idea che anche un partito neofascista come CasaPound possa concorrere alle elezioni comunali ed essere parte del gioco democratico, così come le stesse forze di polizia (evidentemente pregne di simpatie per la formazione politica) ne tessano gli elogi persino nei loro report ufficiali, passando sopra alla scia di aggressioni di cui i suoi membri sono responsabili. Tra neofascismo e “democrazia”, vi sono evidentemente più punti di contatto e complicità, per quanto molti continuino a negarlo e ad aver fiducia nelle istituzioni.

Non sappiamo ancora quantificare il livello di consenso sul nostro territorio che CasaPound riuscirà a raccogliere alla prossima tornata elettorale dell’11 giugno ma una cosa è certa: a chi ha tollerato e sottovalutato il neofascismo lucchese, tacendone o negandone la natura violenta ed è corso dietro alle sue retoriche su temi come l’immigrazione e il degrado, ci sarà molto di cui chiedere conto.*

*Alle elezioni dell’11 giugno il candidato di Casa Pound, Fabio Barsanti, ha ottenuto il 7,84% dei voti…

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
Questa voce è stata pubblicata in Notizie, Notizie e politica, Politica. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...