Il fascista moderno

benito-mussolini

Fabio Barsanti candidato a Sindaco di Lucca con CasaPound si sarebbe definito “fascista moderno”? Il fascismo è anticostituzionale in Italia. La XIIª Disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana recita:

“È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.”

L’apologia del fascismo nell’ordinamento italiano è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente “Norme di attuazione, della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione”), anche detta Legge Scelba:

(Riorganizzazione del disciolto partito fascista)

((Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista)).”

Abbiamo una Costituzione che è chiara, un ordinamento altrettanto chiaro: la magistratura può aprire un’inchiesta e chiunque può adire le vie legali. Non c’è altro da aggiungere, almeno da questo punto di vista. Il fascismo è reato. Punto.

Però, e c’è un però, mi faccio una domanda: quanti, che non si definiscono “fascisti” e desiderano sembrare democratici, sono concretamente “fascisti”? Sono molti. L’Italia non ha superato completamente l’esperienza fascista, l’ha inglobata, metabolizzata e resa efficiente attraverso una miriade di forme comportamentali e abiti sociali senza per questo ricorrere all’uso del termine “fascismo”. Il nostro paese pullula di “fascisti” sotto mentite spoglie. Vogliamo parlare del corporativismo come eredità fascista preminente nelle pratiche della politica italiana? Vogliamo chiamarlo favoreggiamento familiare, amicale, collegiale? Nel nostro costume questo “fascismo” è assai diffuso. E una certa qual intransigenza, o addirittura intolleranza? Ultimamente, a Lucca, certe posizioni politiche sugli immigrati, sulla lotta all’omofobia non sono forse un richiamo, odierno e sviluppato, alle idee del ventennio? E allora come mai soltanto un esponente politico si sarebbe definito “fascista moderno”?

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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