Un anno dopo

d0d2d67111 maggio 2016

Ripropongo con modifiche l’articolo dell’anno scorso dopo l’approvazione definitiva della Legge Cirinnà

Non importa se la legge Cirinnà non è il testo migliore sulle unioni civili, ciò che conta è che dopo trent’anni di battaglie, di scontri, di barricate l’Italia ha finalmente accettato di far parte del mondo civile ed evoluto consentendo alle persone dello stesso sesso di presentarsi davanti a un ufficiale di stato e legarsi legalmente oltreché sentimentalmente. In questo trentennio i reazionari hanno fatto di tutto per impedire a una buona parte della popolazione italiana di vivere pienamente la propria cittadinanza, si sono attaccati alla mitologia, agli insulti, alle provocazioni, alle violenze, alle mistificazioni più bieche (p.es. la fantomatica Teoria Gender), hanno agitato spauracchi d’ogni tipo, ma, a quanto pare, sono stati sconfitti. Penso a tutti i politici che dell’omofobia hanno fatto una bandiera e hanno prosperato grazie a questa putrida intolleranza, penso a tutti i sedicenti opinionisti, giornalisti e non, che hanno utilizzato il loro piccolo potere per persuadere la gente che le unioni civili gay non erano una priorità, talvolta dimenandosi come ossessi convinti che questa benedetta legge Cirinnà avrebbe causato il caos e distrutto la famiglia tradizionale… In realtà i più convinti assertori dei famuli il proprio nucleo familiare lo hanno già annientato o non ce l’hanno mai avuto, sono gli anaffettivi, gli aridi, gli eternamente fobici, sono quelli che per rimuovere la propria sporca coscienza si sono messi a disposizione di una visione antistorica e disumana camuffandosi da difensori dell’ordine morale.

Il voto alla Camera che ha approvato la legge Cirinnà scoccò alla vigilia di un anniversario di un’altra scelta civile degli italiani compiuta 43 anni fa, in quel meraviglioso 12 maggio 1974, quando il referendum sull’abrogazione del divorzio vide la vittoria del “No”. Ma non dobbiamo illuderci: lo schieramento che finora ha ostacolato le conquiste di un’Italia emancipata non smetterà di delirare sull’altrettanto fantomatico Pensiero Unico, continuerà a imbrogliare con voci roche e stonate, con scritti cartacei e sul web… Ed è per questo che siamo chiamati a difendere ancora con le unghie e con i denti nuovi tentativi di sbarramento fascista delle libertà personali. Dobbiamo partecipare ancora, non cullarci sugli allori, e dimostrare che ogni atto di civiltà noi italiani ce lo meritiamo davvero, altrimenti saremo persi per sempre, saremo davvero in balia di una cricca disperata e oscurantista che ha deciso di portare indietro le lancette dell’orologio e farci piombare nell’oscurità totale.

Marco Vignolo Gargini

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Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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