Il Pensiero Unico

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Il pensiero unico è l’ultima frontiera di chi è affetto dal Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Si può anche essere istruiti, con laurea, specializzazioni, pubblicazioni e cadere vittima di questo disordine intellettuale, individuando in un fantomatico logos egemonico il nemico da combattere.

Il termine pensiero unico nacque in ambito economico, coniato dal direttore di “Le Monde diplomatique” Ignacio Ramonet in un suo editoriale[1]. Ramonet descriveva questo nuovo “Vangelo” come la prevalenza di un pensiero neoliberista senza più concorrenza dopo la caduta dei regimi del Socialismo reale: «La traduzione in termini ideologici di pretesa universale degli interessi di un insieme di forze economiche, quelle, in particolare, del capitale internazionale.» (La traduction en termes idéologiques à prétention universelle des intérêts d’un ensemble de forces économiques, celles, en particulier, du capital international.)[2]

Oggi questo termine viene utilizzato dai reazionari, che lo hanno trasposto dall’ambito economico a quello delle scienze umane, indicando una sorta di prevalenza dei desiderata individuali, del “relativismo etico” sul presunto ordine naturale di stampo fideistico (un ordine che non ha alcuna valenza scientifica, ma viene tramandato come l’unico vero e assoluto). Un’equazione quanto mai maldestra tra neoliberismo economico e neoliberismo etico. È fin troppo semplice scorgere la stortura, la mistificazione che si è fatta del termine. Sotto accusa sono il vecchio libertinismo di fine XVIII° secolo e l’individualismo libertario sessantottino che avrebbe partorito la presunzione di voler vedere realizzato e imposto ogni desiderio individuale. In sintesi: l’antico pensiero unico, che non accetta alternative e proietta altrove la propria irriducibilità, il proprio dogmatismo nel timore di un confronto con un pensiero diverso, sposta l’attenzione cercando di dimostrare che vi è in atto il tentativo di distruggere la visione tradizionale della natura. Chi per secoli ha controllato forzosamente le coscienze teme di aver perduto l’ascendente, di non essere più in grado di dominare l’umanità e costringerla all’omologazione attraverso il timore e l’ignoranza. Fa ribrezzo ascoltare i discendenti di chi storicamente ha ucciso, sterminato, torturato denunciare una persecuzione nei loro riguardi.

Secondo questa deformazione ermeneutica, si può etichettare con la fascetta del pensiero unico qualsiasi richiesta di diritto individuale, facendo un’ammucchiata in cui inserire il cambio di sesso, il riconoscimento dell’unione tra omosessuali, l’eutanasia, la maternità surrogata, l’aborto, il divorzio, l’antiproibizionismo e, addirittura, la pedofilia. Il presupposto dei novelli Savonarola sarebbe il pericolo di un’anarchia ostinata e ribelle che intende invadere il mondo attraverso gruppi di potere, lobbies, cospirazioni. A leggere le invettive di costoro risuona l’eco delle parole di Heinrich Himmler, capo delle SS, che troviamo in un suo discorso agli ufficiali delle SS tenuto il 18 febbraio 1937[3]. Questi reazionari sono intimamente convinti che tutto ciò che non si colloca all’interno del proprio “pensiero” sia praticamente criminale e vada estirpato; se non fossero inibiti dalla presenza di una civiltà, che ha conosciuto, patito e condannato tutte le forme di fobia del Novecento, forse a quest’ora sarebbero impegnati a riproporre le tragiche esperienze che hanno insanguinato l’Europa fino al secolo scorso.

[1] La pensée unique, 17 dicembre 1994, http://www.monde-diplomatique.fr/1995/01/RAMONET/6069

[2] C.s.

[3] Cfr. Marco Vignolo Gargini, Paragrafo 175 – La memoria corta del 27 gennaio, Tra le righe, Lucca, 2017, pp.132-158.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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