Gabriele è libero, altri no…

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La gioia è indescrivibile: Gabriele Del Grande è in Italia da uomo libero dopo quindici giorni di prigionia in Turchia.

Siamo felici, ma non dimentichiamo.

Innanzitutto non dimentichiamo che un nostro concittadino è stato privato della libertà senza motivo, secondariamente non tralasciamo le accuse rivolte alla sinistra di strumentalizzazione dell’intera vicenda per ottenere dei vantaggi. Qualcuno ha sostenuto che, in mancanza di argomenti, le formazioni politiche di sinistra impegnate nella campagna elettorale a Lucca hanno cavalcato l’avvenimento… Siamo ancora una volta spettatrici e spettatori di un processo psichico chiamato “proiezione”: c’è chi “proietta” i propri difetti, le proprie lacune, e guarda la pagliuzza nell’occhio altrui [1]. Chi aderisce alla cultura del sospetto è pronto sempre a giocare al Now I’ve got you, you son of a bitch (“Ora t’ho beccato, figlio di puttana!”), il gioco descritto dallo psicologo transazionale Eric Berne nel suo Games People Play edito nel 1964, che consiste appunto nell’evitare il confronto con le proprie carenze, le proprie responsabilità scaricando il barile. Se tanto mi dà tanto, come mai gli “altri”, indipendentemente dalle posizioni politiche, non si sono fatti vivi durante la mobilitazione e non hanno dimostrato con la propria presenza fisica di essere solidali con Gabriele Del Grande? Logico. È più facile strumentalizzare la presunta strumentalizzazione e starsene alla finestra come le vecchiette di paese a sbecerare su Tizio e Caio. Ciò nonostante, dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare: due candidati alle prossime elezioni amministrative lucchesi erano in Piazza San Michele il 19 aprile scorso, cioè Donatella Buonriposi e Remo Santini. Non ci risulta siano di sinistra, eppure c’erano. Questa è la migliore dimostrazione che di fronte a simili situazioni il senso civico prevale, accantonando le malizie e i sospetti.

E non dobbiamo dimenticare coloro che, mentre Gabriele si trovava in carcere, stavano alimentando una campagna di odio e diffamazione nei confronti del blogger e documentarista di origini lucchesi. Post su facebook [2] che riprendevano, per esempio, un articolo uscito su Sinistra ch, portale svizzero di informazione progressista, e affermavano che Gabriele Del Grande “gestisce il blog Fortress Europe, creato nel 2006 come “osservatorio sulle vittime della frontiera”, il quale è stato finanziato nientemeno che dalla Open Society Foundation del miliardario George Soros.” [3]. Non parliamo poi dei commenti su facebook a seguito di questi post (hanno augurato a Gabriele la morte o di rimanere a marcire in carcere). Altro intervento quello di Fulvio Grimaldi (ricordate le sue indagini da ambientalista al TG3 con il cane Nando?) sul suo Mondocane [4]: “…ma non sto con Gabriele, come non stavo con Regeni e come “je ne suis pas Charlie”.  Non sto con Gabriele perché in tutto quello che ha prodotto e ahinoi diffuso, tra libri, articoli e filmati, la scarsa qualità contenutistica e formale è ampiamente compensata da una perfetta sintonia con quanto vanno dicendo e facendo in termini di guerre e stermini, inganni e calunnie, i peggiori arnesi dell’imperialismo e sub-imperialismo mondiale. Tutto qui.”.

Mi auguro che, una volta ripresosi, Gabriele Del Grande inizi a rispondere a tutti questi che lo hanno infangato quando era dietro le sbarre.

Gabriele è libero, altri no…

 

 


[1] “Se provate a indicare qualcuno tenendo la mano dritta davanti a voi, vi accorgete che un dito è puntato verso l’altra persona ma tre sono rivolte verso di voi: questo può servire a ricordarvi che quando denigriamo gli altri in realtà stiamo solo negando un aspetto di noi stessi.” Debbie Ford, Illumina il tuo lato Oscuro, Macro Edizioni 2012, p.46

[2] https://www.facebook.com/roberto.vallepiano/posts/10155222658816624

[3] http://www.sinistra.ch/?p=6415

[4] https://fulviogrimaldi.blogspot.it/2017/04/pacchi-di-regime-il-giornalista-martire.html

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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