27 marzo 1975: esce “Fantozzi” al cinema

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Fantozzi_(1975)_-_Liù_Bosisio,_Paolo_Villaggio,_Plinio_Fernando

Un incasso di oltre 6 miliardi delle vecchie lire, otto mesi di programmazione in prima visione nelle sale cinematografiche, un successo inaudito per il primo film della saga Fantozzi, tratto dall’omonimo libro scritto da Paolo Villaggio e pubblicato dalla Rizzoli nel 1971. Villaggio fu anche il protagonista del film e la direzione venne assegnata a un regista navigato come Luciano Salce. Seppur con una critica cinematografica divisa (e anche un po’ snob), il pubblico decretò immediatamente il trionfo di questa pellicola, ormai da considerare a tutti gli effetti patrimonio culturale nazionale, al pari di altri grandi titoli. Fantozzi è diventato una nuova maschera, come le antiche della commedia dell’arte, ha rappresentato milioni di italiani della classe media tipica degli anni ’60 e ’70. Se vogliamo rivisitare quel periodo storico e considerare i sogni, le aspirazioni, le frustrazioni dei lavoratori del terzo settore prima della rivoluzione informatica, Fantozzi è il personaggio giusto, la caratterizzazione perfetta di un piccolo borghese che forse anelerebbe a competere con la classe dirigente (basti la scena della partita di biliardo con l’Onorevole Cavaliere Conte Diego Catellani), a riscattarsi da una vita piatta, priva di stimoli (non solo al lavoro, ma anche nel loculo domestico). Il ragioniere Ugo Fantozzi è il contrario del rivoluzionario classico, del ribelle, fa parte di quella zona grigia che non ha nemmeno fatto il ’68 e si ritrova nella palude degli anni settanta senza un’autentica spinta dottrinale. Eppure questo piccolo impiegato somiglia terribilmente a un numero impressionante di italiani, ancora oggi: l’aspetto fisico insignificante, il livello medio e scarso di istruzione, la pacchianeria degli abiti, la mostruosità etica ed estetica della famiglia, la modestia professionale sembrano uno status endemico di questa fetta di popolazione che vive nella terra di nessuno e cerca disperatamente di sopravvivere. Finché Fantozzi resta chiuso nel gabinetto della sua eroica pochezza, come sembra suggerire l’inizio del film, paradossalmente si salva dalla bagarre, ma una volta soccorso e emergente dal muro sbrecciato fa compagnia a tutti i poveri diavoli nazionali costretti, loro malgrado, ad arrabattarsi senza emergere mai. In fondo, morti e sepolti i grandi intellettuali, i grandi artisti, i grandi politici, che cosa ha mai proposto l’Italietta nell’ultimo periodo? I vecchi Fantozzi divenuti dei protagonisti, come sempre accade quando le seconde e le terze file prendono il sopravvento in mancanza di meglio.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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