Bacio lesbo alla Rai: polemiche…

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   “È troppo se chiediamo alla Rai di Campo dell’Orto di tenere la propaganda della sessualità libera, sia essa etero o omo, fuori dalla prima serata? È proprio necessario che in qualsiasi trasmissione, sia un talk show, un festival canoro, una produzione di Rai Fiction quale che ne sia il genere, commedia o poliziesco, debba contenere scene esplicite di sesso omosessuale?… La signora che ha scritto ad Avvenire denunciando la gratuita, non giustificata cioè dall’intreccio narrativo, scena di sesso tra due donne che ha scandalizzato sua figlia nella puntata del 23 gennaio della serie I bastardi di Pizzofalcone ha ragione da vendere. A quell’ora i bambini davanti alla televisione sono tanti. Fino a quando noi cattolici, ma chiunque ancora creda nella funzione educativa della famiglia, dovremo finanziare con il nostro canone l’incontinenza visiva e le pulsioni ideologiche e non solo di registi e autori pagati con il denaro pubblico?

Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.

   Ma che strano! Quando l’anno scorso s’è dibattuto per il decreto Cirinnà, molti moderati o di estrema destra hanno più volte sostenuto che le unioni civili non erano una priorità e che bisognava salvaguardare la famiglia tradizionale. Per questi l’affettività non è una priorità… Ma quando si affronta il tema affettivo-sessuale omoerotico, seppur in una rappresentazione, allora questo diventa immediatamente una priorità ed occorre protestare, chiedere censure, interventi, etc.. Già in passato è successo, succederà ancora. La tv trasmette in prima serata scene di violenza, anche efferata, turpiloquio, sesso eterosessuale, ma i moralizzatori non intervengono mai. Far vedere a un bambino quelle immagini non rappresenta un pericolo. Tra parentesi, la mia generazione andava a riposare dopo Carosello, non restava sveglia a guardare la tv dopo le 9 di sera, a parte il sabato sera. Ci svegliavamo la mattina presto per andare a scuola. Oggi i bambini stanno svegli e guardano i programmi della prima serata, della seconda… Dal punto di vista pedagogico, i genitori che protestano perché i figli assistono la sera fino alle 11 a programmi tv non adatti all’infanzia sono i primi responsabili di un’educazione sbagliata, dovrebbero essere loro a venir bacchettati. Comunque il problema è un altro. Il problema è l’omosessualità, o meglio, la percezione dell’omosessualità vista come qualcosa da cui prendere le distanze, condannare, proibire. Non fanno così scandalo un omicidio visto alla tv, i telegiornali zeppi di immagini splatter, l’ostentazione di corpi, soprattutto femminili, nella pubblicità, nei programmi normali. Solo l’omosessualità fa scandalo. Chiediamoci il perché e rispondiamoci in coro: omofobia. Disagio, paura e vergogna di fronte alla rappresentazione dell’affettività e della sessualità omoerotica. Il disturbo non è nell’omosessualità, ma in chi la avverte come un pericolo. Tutto qui.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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