La Rosa d’oro

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La Rosa d’Oro è un fiore in metallo prezioso offerto come onorificenza pontificia riservata a personaggi insigni, a sovrani, a chiese o a santuari mariani, come segno di speciale distinzione.

Il dono della Rosa d’Oro è un gesto antico, riservato al Pontefice e mai caduto in disuso.[1]

Secondo alcune fonti la Repubblica di Lucca ricevette l’ambita onorificenza dal papa Pio IV nel 1564 o, secondo altre, nel 1565. Queste le fonti:

Che questo Pontefice (Pio IV N.d.R.) donasse la rosa alla Catedrale di Lucca, ne prendo da un Lucchese la notizia: è questo il Franciotti, che in un suo libro intitolato, Pratiche de gli Euangelij, car. 87. Parlando della Domenica della Rosa, ne porta il significato; e dicendo, che nell’anno MDLXIV, Pio quarto la donò alla Repubblica di Lucca, così ha scritto. Questa quarta Domenica è l’ultima delle feste, che sopra si è detto appartenere alla Settuagesima. E perché rappresenta il ritorno del Popolo Hebreo nella cara Patria sua Hierusalemme, e l’ingresso de’ fedeli nella Patria del Cielo, contiene un’Ufficio tutto allegro: onde è chiamata Domenica Letare, perché con tal parola comincia la Santa Messa. E per segno di tanta festa il sommo Pontefice suole in quella Domenica benedire una Rosa d’oro e poi donarla ad alcuno dei Prencipi cristiani, come pare alla Santitù sua: ed io mi ricordo esserne stata a tempo mio favorita di una la Città di Lucca Patria mia dalla Santità di Pio Quarto di fel. Mem. L’ammo MDLXIV. Ed è stata sempre con molta riverenza nel Palazzo degli Eccellentissimi Signori conservata, come al presente ancora si conferma. L’accenna parimenti Olimpio Ricci alla detta car. 177. Pio IV. alla Cathedrale (anzi al Magistrato) della Città di Lucca.[2]

Pio IV nel 1564 per d. Giulio Cesare Colonna mandò in dono alla cattedrale, altri dicono al magistrato della città di Lucca, la rosa d’oro da lui benedetta, cioè una rama contenente più rose d’oro con molte foglie. La rosa d’oro fu riposta nel palazzo della signoria, fu ricevuta con gran solennità, l’ablegato portatore della medesima ebbe in dono seicento scudi d’oro, fu aggregato alla nobiltà lucchese, e tenuto a pranzo dai magistrati nel giorno della cerimonia. Tutto descrive il Cartari a p. 108 della Rosa d’oro pontificia.[3]

Pio IV col consiglio di s. Carlo Borromeo suo nipote, il 1565 la inviò (la Rosa d’oro N.d.R.) alla serenissima Repubblica per monsignor Colonna chierico di camera, in attestato della di lei pietà e divozione verso la santa sede, e per il gran zelo, che mostrò della romana cattolica religione verso i suoi cittadini, che si ritrovavano in varie città oltramontane, infette in quei tempi dall’eresia di Lutero e Calvino.[4]


[1] http://it.cathopedia.org/wiki/Rosa_d’Oro

[2] Carlo Cartari, La Rosa d’oro pontificia – Racconto istorico. Roma, 1681, p. 108.

[3] Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da s. Pietro sino ai nostri giorni, Vol. XXXIX, Toèpografia Emiliana, Venezia, 1846, p. 54

[4] Giovan Domenico Mansi, Diario sacro delle chiese di Lucca, Tipografia Giusti, Lucca, 1836, p. 70.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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