Valeria Fedeli…

valeria fedeli

A leggere il caso scoppiato in questi giorni della neo-ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, che non sarebbe laureata in Scienze Sociali come da lei sostenuto in un primo tempo sul suo sito, che non avrebbe nemmeno il diploma di maturità ma solo quello magistrale triennale, che avrebbe lavorato e fatto carriera nel sindacato e poi in politica, mi ritorna in mente un mio vecchio intervento di tre anni fa. Ricordate le dimissioni di Annette Schavan, appena nominata ministra dell’Istruzione in Germania e poi accusata, giustamente, di aver copiato la tesi di dottorato? Almeno Annette Schavan era laureata… Repetita iuvant, pertanto ripubblico quel post facendo presente, ovviamente, che risale al 10 febbraio 2013. Aggiungo solo che non mi aspetto le dimissioni di Valeria Fedeli, essendo italiana…

Tesi copiata, si dimette la Ministra dell’Istruzione tedesca Annette Schavan

L’anno scorso un blogger anonimo aveva accusato la Ministra dell’Istruzione tedesca di aver copiato nel 1980 gran parte della sua tesi di dottorato all’Università Heinrich Heine di Düsseldorf, ma Annette Schavan, in quota CDU, negò e respinse sdegnata l’accusa. Due anni fa il Ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg, esponente della Christlich-Soziale Union in Bayern, si dimise in seguito alla revoca da parte dell’Università di Bayreuth del titolo di dottorato per i medesimi motivi. Al termine di un lungo esame, l’imputazione di plagio nei confronti di Annette Schavan è stata finalmente comprovata e ieri la Ministra ha rassegnato le dimissioni… Al di là della brutta figura e dell’inganno perpetrato ai danni dei suoi elettori, il gesto di dimettersi ha mitigato almeno in parte la delusione profonda dei cittadini tedeschi. Annette Schavan ha comunque confermato l’intenzione di confutare legalmente la decisione presa dall’Università, affermando “di non aver copiato” la sua tesi e di “essere stata colpita profondamente dalle illazioni” nei suoi confronti.

Questo è l’ennesimo esempio che ci viene da un paese europeo su cui dovremmo riflettere. La domanda è, quanti politici italiani millantano competenze e titoli perlomeno dubbi? E i non politici? Proviamo a pensare alle lauree elargite “generosamente” in passato nel nostro paese, all’esercito di docenti che hanno saturato le scuole e le università italiane fino ad oggi, a tutti quei professionisti che in ogni campo si sono piazzati, e anche molto bene, grazie alla compiacenza nepotista, clientelare, corporativista, da destra a sinistra… Non è quindi un mistero per nessuno il fatto che l’Italia arranchi rispetto ad altri paesi, che la preparazione media dei nostri insegnanti e tecnici lasci spesso a desiderare, con conseguenze a dir poco rovinose. Da decenni sentiamo parlare di meritocrazia, ma finora ben poco è stato fatto. Casi di dimissioni come quelli di Guttemberg e Schavan sembrano da noi una pia illusione. La cosiddetta “fuga di cervelli” è un fenomeno tutto italiano che non appassiona la nostra classe politica, il fatto che il talento sia sistematicamente mortificato, dando spazio al malcostume della raccomandazione e costringendo i meritevoli non “sponsorizzati” ad espatriare per ottenere ciò che gli spetta, non viene vissuto come una tragedia nazionale. Il sospetto è che non convenga a nessuno ridiscutere l’intero sistema e correre il rischio di incappare in un’autentica rivoluzione, forse l’unica che ci servirebbe per rimettere in piedi l’Italia. Stiamo per andare a votare, però non siamo certi che i candidati nelle varie liste siano davvero ciò che dicono di essere… In assenza di una visione “tedesca”, l’unico mezzo che ci resta è quello di informarsi, cercare di conoscere il destinatario della nostra preferenza, senza lasciarsi abbindolare. Lo so, non è facile, ma è il solo metodo che abbiamo per poter essere dei cittadini. Se la classe politica si chiude nel suo guscio, sta a noi stanarla e costringerla ad assumersi tutte le responsabilità. Noi per primi dobbiamo essere “politici”.

© Marco Vignolo Gargini

https://marteau7927.wordpress.com/2013/02/10/tesi-copiata-si-dimette-la-ministra-dellistruzione-tedesca-annette-schavan/

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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