La situazione politica in Italia è grave ma non è seria…

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L’aforisma di Ennio Flaiano, tratto da Diario notturno, ben s’addice al clima che si respira oggi in Italia in attesa del referendum del 4 dicembre. Ricordo la prima campagna referendaria italiana per il referendum del 12 maggio 1974 sul divorzio: i toni dei due schieramenti che allora sembravano molto accesi, addirittura da crociata, paragonati a quelli attuali danno l’impressione di un paese radicalmente mutato e non in meglio. Quarantadue anni fa l’Italia si confrontava con argomenti, discussioni, prese di posizione articolate e motivate, non c’era il ricorso all’offesa, alla volgarità, al ludibrio. Oggi assistiamo a un’autentica bagarre moltiplicata su vari fronti, molti di più rispetto a quelli di un tempo. Nel 1974 gli italiani decisero leggendo giornali, riviste, guardando la tv, ascoltando la radio, oggi i media di massa includono anche Internet, con i social network, i blog, i siti, determinando un caos dal quale difficilmente ci si può sottrarre. Più che fornire informazioni, la campagna referendaria a cui assistiamo è diventata un plebiscito pro o contro Matteo Renzi, un aut aut giocato sul fatto che una vittoria del sì o del no potrebbe determinare una catastrofe o un trionfo. Non c’è via di mezzo. Siamo d’accordo sul fatto che stavolta è in ballo una parte importante della nostra Costituzione, la composizione delle Camere del Parlamento, ma vedere come protagoniste del certame l’isteria, l’inciviltà e la trivialità fa pensare che, comunque, questo referendum è un’occasione mancata, una sconfitta per tutti. L’immagine che precede questo scritto ci dimostra quanto siamo caduti in basso e quanta confusione politica sia stata raggiunta. Mi spiego. Una vignetta di pessimo gusto pubblicata nell’agosto 2011 contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi IV viene riciclata per invitare a votare “No” il prossimo 4 dicembre. Il soggetto della vignetta è un uomo, maschio, sotto la doccia con il sapone adagiato sulle mattonelle… Nel XXI secolo c’è ancora qualcuno che usa l’equazione: rapporto anale tra maschi = atto degradante (per il soggetto passivo) e nocivo. Vignetta omofoba? Non ci sono dubbi. Chi afferma il contrario mente sapendo di mentire. Ma non è finita qui. La vignetta creata per contrastare Berlusconi nel 2011 adesso diventa un invito a seguire Berlusconi, il quale ha già annunciato che voterà “No”. Ergo, se la sinistra radicale, Berlusconi, Grillo e la destra estrema voteranno “No” il 4 dicembre, allora vuol dire che qualcosa non torna in questo paese. Per l’appunto, la situazione è grave, ma non è seria. Non sto dicendo che l’unica alternativa sia votare “Sì”, dico che la politica italiana sembra vittima di una gang di adolescenti che vuole sfasciare tutto pur di non veder vincere la parte avversa. Ripeto, questo referendum è un’occasione mancata, una sconfitta per tutti. Che Dio ce la mandi buona.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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