30 anni dopo

Caserma Pietro Mazza

“Recluta Marco Vignolo Gargini, Caserma Mazza, Applicato 60, 3ª Compagnia, 2° Plotone, Distretto di appartenenza Pisa, comandi!”

E così, la sera del 6 novembre 1986 imparai a presentarmi militarmente all’interno della Caserma “Pietro Mazza” di Casale Monferrato, dove ero stato destinato per il mio servizio CAR (Centro addestramento reclute). Non vi dico in che stato d’animo ero: partito la mattina presto da Pisa per raggiungere la cittadina piemontese, mi ritrovai insieme a un bel gruppo di ragazzi provenienti da tutta Italia, moltissimi dalle zone del terremoto dell’80, dopo che per cinque anni la leva era stata sospesa per i giovani dei luoghi colpiti dal terribile sisma. L’atmosfera pareva oscillare tra la surrealtà e la depressione, qualcuno, quasi sempre del Sud, provava a spezzare quella cappa di silenzio con battute, tentativi di conversazione etc.. Eravamo anche incazzati, ma per uno strano meccanismo psicologico l’incazzatura implodeva rendendoci un po’ tutti dei manichini nervosi e taciturni. Il tempo non aiutava: nuvoloso, umido, con una nebbiolina che dopo il tramonto si infittiva fino a diventare una coltre spessa e bianca. L’edificio della Caserma Pietro Mazza non era proprio il massimo, oltretutto meno importante rispetto all’altra principale Caserma, la Nino Bixio. Le stanze avevano bisogno di una costante ritinteggiatura, la muffa imperava, e le camerate invitavano a tutto fuorché al riposo. Il letto era sicuramente un cimelio della Prima Guerra mondiale, le lenzuola erano state candide chissà quanti anni prima e la mattina dovevamo fare i salti mortali per fare il cosiddetto cubo, ossia il ripiegamento degli effetti letterecci. Condividevo la branda con un ragazzo di Milano, infatti, per una decisione presa, credo, dai superiori io mi trovavo insieme a una ventina di settentrionali, quasi tutti lombardi, eccezion fatta per un ragazzo irpino. Altrove i napoletani e campani costituivano la maggioranza, spesso bisognava intervenire per separare le reclute quando succedevano scontri di stampo razzista (il classico “terrùn” lanciato da una recluta del Nord a un’altra del Sud). L’igiene lasciava molto a desiderare: cessi con taniche su cui era scritto “orinare qui”, lavatoi con sola acqua fredda e una fila lunga lunga per fare la doccia in un altro settore della Caserma. Non potrei avere ricordi sgradevoli del cibo, tutto sommato non si mangiava male, ma la tragedia vera era l’astinenza dal fumo. Inquadrati, con le tute mimetiche che ci facevano sembrare dei clown verdi, spesso ci mettevamo d’accordo per coprirci a vicenda e fumare di nascosto una sigaretta. Mi è sempre andata bene. E l’adunata la mattina alle 7 per l’alzabandiera? C’era un ragazzo di Roma in riga che scherzava facendo l’imitazione di Carmen Russo, con il milanese ciccione che l’apostrofava “non sarai mica un po’ culo?”, poi infine il trombettiere stonato dava l’attacco all’inno d’Italia (il disco quasi sempre si incantava). Non parliamo dell’esercitazione, delle marce, con il nostro plotone che sembrava uscito dai fumetti Sturmtruppen facendo imbestialire il caporale (un urlo immenso e l’invettiva “siete minchie da patatine!”).

Potrei andare avanti ancora seguendo il filo rosso dei ricordi di un’esperienza che, bene o male, ha rappresentato una parte interessante della mia vita, un intervallo che si è frapposto ai miei studi universitari. Di sicuro questa avventura mi è servita per capire meglio le differenze tra le Italie, le contraddizioni, l’assurdità di certe situazioni. Dopo trent’anni apro l’album e mi rivedo, un ragazzo ventiduenne con i baffi, un incipiente calvizie e la mia inossidabile curiosità.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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