Mia madre

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Questa non è una recensione!

 

Soltanto ieri sera ho visto Mia madre, l’ultimo film di Nanni Moretti uscito nelle sale il 16 aprile 2015… Se ben ricordo, il giorno prima mia madre era tornata a casa dall’ospedale, dove aveva subito un’operazione per la rottura del femore. Non andai al cinema, tutto preso dalla nuova situazione, e si può dire che in quella data ebbe inizio per me uno dei momenti più tristi e drammatici della mia vita. Non sapevo che dopo l’intervento mia madre non si sarebbe più ripresa, perdendo tutta la sua autosufficienza e dovendo contare solo sul mio aiuto. Mi illusi di poterla vedere nuovamente in piedi, camminare e svolgere le sue funzioni fisiologiche autonomamente; vidi passare i giorni e i mesi finché non riuscii a farmi assegnare due pacchetti assistenziali dai servizi sociali. Poca cosa. Il 25 novembre 2015 una TAC evidenziò la vasculopatia cronica che aveva portato mia madre a cadere e a fratturarsi. Non ci poteva essere guarigione. Dal letto alla sedia comoda, sempre aiutata da me, poi altri mesi, nessuna assistenza, se non delle infermiere del distretto che passavano una volta la settimana. Intanto le condizioni peggioravano: mamma si stava fermando del tutto, se all’inizio era in grado di alimentarsi da sola, gradualmente passò ad usare le mani e poi nemmeno quelle. La dovevo imboccare. Le piaghe da decubito aumentarono, medicarla e pulirla divenne l’obiettivo primario. Il 25 giugno 2016 fu assalita dalla febbre, di volata al Pronto Soccorso e nuovo ricovero. Mia madre si è spenta il 14 luglio scorso, sotto morfina…

Ho trovato il coraggio di vedere il film di Moretti, ma mentre assistevo alle scene pensavo a me, a quell’anno abbondante trascorso con la persona più cara che avevo su questa terra. Ho rivissuto i giorni dell’ospedale, la permanenza a casa, tutte le speranze e le disillusioni che si alternavano, la rassegnazione finale e l’epilogo orribile. Anch’io ho saputo al telefono che mia madre s’era spenta, nel film Margherita Buy era informata dal fratello, io invece da mia sorella. Venire informati in quel modo è la cosa peggiore, ci stai malissimo perché non eri lì a dare l’ultimo saluto a chi ti aveva dato la vita.

Moretti ha realizzato un’opera asciutta, nonostante alcuni inserti onirici, si vede che ogni fotogramma nasce dalla sua esperienza personale. Secondo me non poteva fare di meglio. Ha descritto il dolore, le reazioni, la disperazione senza calcare la mano. Insieme a Bianca e Palombella rossa quest’opera è quella che sento di più, e non senza ragione. Il personaggio stesso interpretato da Moretti mi somiglia paurosamente. Che dire? Lo sguardo finale di Margherita Buy è il mio di tutti i giorni dopo quel 14 luglio. Sto pensando al domani con le lacrime agli occhi.

Marco Vignolo Gargini

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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