De mortuis…

de mortuis...

 

Fo Forattini

Ricordate quando Dario Fo riapparve in tv nel 1977? Era il 22 aprile e la Rete 2 trasmise una serie di opere dell’attore a partire dal celeberrimo Mistero buffo. Ero tra i telespettatori, nemmeno tredicenne, in casa mia tutti accolsero l’evento con vera gioia, ma non fu così per buona parte dell’Italia. Fioccarono le interpellanze in Parlamento, l’onorevole Mauro Bubbico, democristiano della Vigilanza Rai, si sdegnò e chiese insieme a molti suoi colleghi l’interruzione del programma; il Vaticano si mosse subito, il cardinal vicario Ugo Poletti telegrafò a Giulio Andreotti: «Interprete innumerevoli cittadini e organizzazioni romane, esprimo dolore e protesta per dissacrante e anticulturale trasmissione televisiva Mistero buffo di Dario Fo, cui aggiungesi profonda umiliazione per inconcepibile volgarità in pubblica trasmissione che avvilisce nazione italiana davanti al mondo».

Le prese di posizione critiche, le invettive, i tentativi di censura, gli anatemi di quel periodo sono storia, ripetutasi nel 1994 quando Antonella Boralevi durante la trasmissione Uomini censurò il “giullare” per certe considerazioni su Berlusconi, così come i commenti dopo l’assegnazione del Nobel per la letteratura nel 1997: Gianfranco Fini parlò di vergogna, Pierferdinando Casini disse ironico che l’anno dopo il premio doveva andare a Sgarbi, lo scrittore Giorgio Montefoschi dichiarò che sarebbe stato meglio dare il Nobel a Moira Orfei[1]…

Adesso Dario Fo è morto e come tutti i morti ha dovuto subire il santino di turno. Jacopo Fo è intervenuto mandando a quel paese tutti gli ipocriti che un tempo diffamavano suo padre e adesso lo osannano, riservando l’onore a Renato Brunetta, che almeno ha avuto il coraggio di ribadire la sua personale antipatia.

Mi associo a Jacopo Fo contro l’ipocrisia. Ricordiamoci tutti di conservare la pietà umana, ma, per favore, non cadiamo nelle figuracce di chi volta la sua gabbana per mero opportunismo, immemore del fatto che Verba volant, scripta manent


[1] Cfr Corriere della Sera 10 ottobre 1997, pagina 11.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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