72° anniversario della liberazione di Lucca

Lucca liberata

   E per “festeggiare” l’anniversario della liberazione di Lucca c’è chi ha avuto la bella pensata di radunarsi in Piazza Napoleone travestito con divise militari dell’epoca, portando jeep e altro materiale bellico… Mi dispiace, di fronte a questa visione ho provato soltanto un profondo fastidio. Evidentemente qualcuno ama giocare con la guerra, si diverte a rappresentarla, come se fosse un bal masqué. Stanno morendo poco alla volta tutti quelli che la guerra l’hanno vissuta sulla propria pelle, l’hanno subita come forza prevaricatrice, come violenza ingiustificata. Quando senti parlare i sopravvissuti difficilmente ti viene da pensare che per loro la guerra sia stata un’esperienza da tramandare, semmai da esorcizzare e trasmettere in quanto pura e perversa insensatezza. Poi ci sono quelli che sono nati dopo e non possono comprendere la gravità di quei momenti, proprio perché, per loro fortuna, non hanno sofferto la disgrazia di quel periodo storico. Io sono tra questi: il tempo mi ha tenuto lontano dagli choc dei bombardamenti, delle rappresaglie, dei morti, della fame, della disperazione, del terrore. Credo che liberare una città e un paese intero dalla guerra abbia voluto significare per chi ha combattuto settant’anni fa una liberazione anche da quelle divise, da quegli ordigni, dai carri e dalle jeep. Riproporre una messa in scena, anche se in buona fede e con l’intento di conservare la memoria, mi appare a questo punto un’autentica contraddizione, un atto che rischia addirittura di offrire una visione affascinante della guerra. Il mio non è un punto di vista da pacifista, o da pacifinto come qualche idiota postfascista s’è divertito a raffigurare i seguaci della non-violenza. Non accetto la guerra in quanto soluzione esistenziale, di conseguenza non posso condividere nemmeno lo spettacolo considerato innocuo di un odio contrapposto a un altro odio. Non mi riferisco alla letteratura, alle arti che in modo diverso ci hanno sempre insegnato a respingere la soluzione esistenziale di cui sopra, ma solo a questa teatralizzazione della guerra che per una giornata fa sentire “belli” coloro che indossano la divisa.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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