Tesori perduti: i pannelli dell’università di Vienna di Gustav Klimt

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Gustav Klimt, pannello Filosofia

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Gustav Klimt, pannello Medicina

Medicina - bozzetto - Klimt

Gustav Klimt, bozzetto pannello Medicina

giurisprudenza

Gustav Klimt, pannello Giurisprudenza

fonte: https://fareondeblog.wordpress.com/2014/12/07/270/

Nel 1894 l’università di Vienna commissionò a Gustav Klimt (1862-1918) la decorazione del soffitto dell’aula magna sul tema illuminista del trionfo della Luce sulle Tenebre, da sviluppare su tre facoltà: Filosofia, Medicina e Giurisprudenza. Dopo vari progetti e bozzetti, l’artista comincia a dedicarsi ad essi concretamente solo dal 1899.

Il primo pannello, la Filosofia, viene portato a termine tra il 1899 e il 1900. Klimt decide di presentarlo alla VII mostra della Secessione del 1900, dove viene molto criticato, ottantasette professori dell’università protesteranno contro questa opera. Sembra che quando il rettore dell’università vide questa immagine, circondata da coppie strette in abbracci sensuali e appassionati, sostenne che lo studente, in quella posa, non pensasse tanto alla filosofia quanto piuttosto sembrasse domandarsi come nascessero i bambini! Sempre nel 1900 lo presenta all’esposizione universale di Parigi, e qui paradossalmente ottiene la medaglia d’oro. I pannelli erano verticali. Misuravano 430 x 300 cm.

Ray Monk nella biografia Wittgenstein, il dovere del genio ricorda che il padre del filosofo, Karl, fu mecenate del pittore. “ Klimt era solito chiamarlo il suo “ministro delle arti”, in segno di gratitudine per aver finanziato sia il padiglione della Secessione ( …) sia il dipinto murale dello stesso Klimt intitolato Philosophie, rifiutato dall’Università di Vienna.”

“In quest’opera Klimt propose una visione da inferno dantesco dell’umanità: corpi nudi avvitati a grappolo che galleggiano dolenti nel vuoto cosmico. Dalle tenebre emerge solo una Sfinge maestosa: il globo terrestre, l’enigma del mondo – come recitava il catalogo dell’esposizione. Una figura dallo sguardo cieco e dai colori sfocati che pare indifferente al dramma umano che si svolge dinnanzi a lei. Nel bordo inferiore della tela appare una donna misteriosa e ammantata di nero: la Sapienza dallo sguardo di veggente che sembra penetrare oltre la visione dello spettatore.” ( Barbara Meletto)

Filosofia, Medicina e Giurisprudenza verranno duramente contestate dai committenti, che avevano immaginato una sobria rappresentazione della cultura, ma che si ritrovano un turbinio di corpi sensuali ( così apparivano al gusto dell’epoca). La protesta del corpo docente arriva fino al Parlamento: a questo punto, Klimt decide di rompere il contratto e restituisce l’anticipo già versato.

Gli industriali August Lederer e Koloman Moser acquistarono i dipinti. Durante la seconda guerra mondiale vennero trasferiti nel castello di Immendorf per precauzione. Lì bruciarono nel 1945 a causa dell’incendio appiccato dalle SS nel corso della loro ritirata, ne rimangono solo foto in bianco e nero e una foto a colori del bozzetto di Medicina.

Il rapporto degli agenti di polizia che indagarono sull’incendio afferma che, la notte tra il 7 e l’8 maggio, gli ufficiali delle SS fecero un’orgia nelle stanze del castello dove venivano conservate le opere, così sensuali, dell’artista viennese. Il giorno dopo, le SS decisero di distruggere il castello per evitare che le truppe russe, conquistandolo, entrassero in possesso delle opere d’arte. Piazzarono l’esplosivo nelle quattro torri del castello e se ne andarono. L’esplosione causò un incendio che arse per giorni interi, distruggendo completamente l’edificio e tutte le opere d’arte che conteneva, oltre ai Fakultätsbilder ( Filosofia, Medicina, Giurisprudenza) altri 13 dipinti solo dell’artista viennese.

Il primo pannello intitolato Philosophie proponeva un gruppo di corpi femminili e maschili avviluppati tra di loro, come in trance, ascendenti in un vuoto cosmico. Nelle intenzioni dell’autore dovevano rappresentare la nascita, la fecondità e la morte. Alla loro destra le parvenze di un volto affioravano dal fondale scuro e tenebroso. Volevano rappresentare la sfera terrestre come enigma dell’universo, ma sembravano piuttosto suggerire la presenza del destino a sovrintendere le sorti degli esseri umani. Klimt stesso spiegò: “sulla sinistra un gruppo di figure che rappresentano la vita: nascita, crescita e decadenza. Alla destra, il mondo come mistero. In basso emergente una figura di luce: la sapienza.”

Non si trattava più del limpido stile tradizionale tanto amato dai viennesi, ma di un fluire di corpi simbolici e metafisici; non una parata dei grandi pensatori del passato, come forse si aspettavano gli accademici,  ma un turbinio di forze oscure e non rassicuranti. A sinistra una massa di corpi in diversi atteggiamenti, giovani e anziani, disperati o sereni; a destra uno sfondo punteggiato di stelle su cui aleggia un volto misterioso (l’enigma del mondo) mentre in basso spunta un volto femminile radioso, la sapienza.

Vero è che si può anche considerare come da lì a poco l’artista mutò radicalmente stile, utilizzando l’oro dei mosaici ravennati (che visitò nel 1903) mentre questi pannelli appartengono ad una fase iniziale della maturazione di Klimt, il che assieme alle critiche della committenza probabilmente lo convinse a ritirarli. La vita, il mondo e la sapienza di Klimt  in ogni caso, così rappresentati nel pannello Philosophie , sono il segno estetico dell’ansia angosciata e del fervore europeo al passaggio del secolo, oltre che una fotografia perduta dell’arte a Vienna sulla soglia della fine austroungarica.

Davide Ubizzo,

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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