Gaetano Giani Luporini, buon compleanno Maestro!

image

Gaetano Giani Luporini non ha una pagina su wikipedia, ma poco importa, anzi, l’assenza del suo nome testimonia quanto il web sia carente in modo esemplare di fronte a un artista così straordinario, poliedrico, capace come pochi di eccellere in ambito musicale, pittorico e poetico.

Gaetano Giani Luporini nasce il 28 maggio 1936 a Lucca da Pietro Giani e Annunziata Luporini, diplomata in pianoforte all’Istituto musicale “Luigi Boccherini” quando il padre Gaetano, musicista di grande valore, era direttore. Già bambino, Gaetano Giani Luporini prende lezioni di violino e poco dopo la fine della guerra si iscrive all’Istituto Boccherini nella classe di Olinto Barbetti, studiando pianoforte complementare con Enzo Borlenghi. Dal suo primo insegnante di Armonia complementare, Gustavo Giovanetti, e dalla madre il giovane Gaetano Giani Luporini riceve l’amore per la pittura ed è per quest’arte che sembra fatalmente posseduto, forse anche per non incorrere nel paragone con la figura ingombrante del nonno. Ma la musica è un appuntamento irrinunciabile. L’ultima apparizione di Gaetano Giani Luporini pittore risale al 1966, mentre nel 1962 si diploma in composizione. Dopo qualche anno di insegnamento nelle scuole medie, nel 1968 ottiene la cattedra di Armonia e Contrappunto al Conservatorio di Firenze, alternando all’attività didattica quella di saggista e conferenziere sull’evoluzione della scrittura e del linguaggio musicale. Membro dell’Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti e dell’Accademia Nazionale “L. Cherubini” di Firenze, direttore all’ Istituto musicale “Luigi Boccherini” di Lucca sino al 2003. Tra i numerosi premi e riconoscimenti ottenuti nel 1966 la segnalazione al Concorso Internazionale di Colonia della sua Musica per quartetto d’archi, nel 1972 il I° Premio al Concorso Nazionale di composizione bandito dal Teatro Comunale di Firenze e nel 1977 il I° Premio al Concorso Internazionale di Composizione bandito dall’Angelicum di Milano. Degna di nota la collaborazione con Carmelo Bene, dal 1979, per il quale scrive sei musiche di scena (Majakowskij, Pinocchio, …E mi presero gli occhi, Adelchi, Coro di morti e Concerto mistico).

Nel rivolgere i miei più sentiti e affettuosi auguri a Gaetano Giani Luporini per i suoi 80 anni, aggiungo un lungo profilo scritto da Renzo Cresti, docente di Storia della Musica e saggista.

Cresti-Giani Luporini

Gaetano Giani Luporini

Musica che secerne il gesto

Nacqui pittore.

In me soggiornò un poeta

e a lungo

dimorò un musicista.

Ora

in ogni giorno

cresce il mio silenzio

che il cuore affonda

nel solco dell’eternità.

(G. Giani Luporini)

 

Gaetano Giani Luporini (tutti lo chiamano con il cognome materno, Lucca 1936) è stato il mio Direttore all’Istituto musicale “Luigi Boccherini” di Lucca, dove io insegno dal 1982 e dove lui, qualche anno dopo (1986), entrò come vincitore del concorso per Direttore, lasciando l’insegnamento al Conservatorio di Firenze (è andato in pensione nell’ottobre del 2003). Lo conoscevo anche prima e avevo ascoltato molte sue composizioni, la successiva frequentazione settimanale mi ha concesso l’opportunità di avvicinarlo in modo più diretto e profondo, ne ho apprezzato così l’onestà intellettuale e la delicatezza d’animo (messa a dura prova dalla burocrazia scolastica e dai falchi politici saliti arrogantemente al “potere” nel 1998), la straordinaria musicalità e le doti immaginifiche che fanno della sua produzione uno degli esempi di altissima musica fra i tanti scarti e piccolezze di cui siamo circondati. Dispiace solo che non sia adeguatamente eseguita e conosciuta, evidentemente le doti artistiche non sono quelle richieste dal “mercato”, e la profonda consapevolezza intellettuale e la genuinità dell’essere sembrano appartenere a un mondo lontano. Per me sono valori imprescindibili e sono infinitamente grato al mio amato Direttore perché mi sono di esempio. Dispiace anche che Gaetano, negli ultimi anni, abbia deciso di scrivere poesie e non musica: diciamolo francamente è stato un ottimo pittore, si sta dimostrando un buon poeta ma la sua dote maggiore è senz’altro quella del musicista ed è un peccato che il nuovo secolo non abbia visto sue composizioni.

 Gaetano Giani Luporini è nipote da parte di madre di Luporini senior (vedi numero monografico dell’Istituto storico lucchese dedicato al Maestro, Lucca 2001), un musicista di razza della generazione di Puccini (che, invidioso, ne ostacolò la carriera), eccellente soprattutto nella vena elegiaca espressa nella sua musica da camera (da inserire criticamente all’interno della generale rivalutazione strumentale operata dalla Generazione dell’Ottanta); anche lui fu direttore dell’Istituto musicale lucchese.

 Giani Luporini è il più significativo rappresentante della grande tradizione musicale lucchese, conservando di questa, pur filtrati, alcuni atteggiamenti espressivi come l’elegia e alcuni stilemi stilistici come la vocazione alla teatralità, la padronanza strumentale e un certo eclettismo. Luporini ha (avuto) molti contatti anche con l’ambiente musicale fiorentino, non solo perché ha insegnato al Conservatorio “Cherubini”, ma perché ha appreso molto da Roberto Lupi, eppoi ha mantenuto contatti con molti altri musicisti, fra cui Bussotti.

Il periodo formativo arriva fino al 1967, nel quale il giovane Luporini ricorre a tecniche seriali e paraseriali, con un’intervallistica espressionistica. Passato il tempo dell’apprendistato, lo stesso Luporini divide la sua produzione in tre fasi: la prima è caratterizzata da tecniche miste, da organizzazioni sonore con parti aleatorie, cluster, sovrapposizioni timbriche, iterazioni etc., questa prima fase è caratterizzata anche da un misticismo laico che poi permarrà come tensione etica. Nel secondo periodo, che va dal 1972 al 1977, si realizza una dialettica compositiva fra elementi proliferanti da organizzazioni pre-costituite ed elementi formanti fissi, sovrapposti allo svolgersi temporale delle cellule, con una costante compiacenza timbrico-gestuale, spesso ironica; il suono è sentito più nel suo valore individuale-polifonico che in quello stocastico, una rivalutazione dell’intervallo come forza comunicante. Gli interventi strumentali sono oculatamente dosati, raffinati nella linearità contrappuntistica e da un’accortezza coloristica particolare. La vivacità dell’intuizione si risolve in un’elaborazione drammatica e si può affermare che, in tutta la produzione, sia maggiormente significante l’impostazione drammaturgico-musicale che la ricerca strutturalistica. Lo stile si accosta, per affinità interiore, alla Scuola polacca, ricorrendo spesso anche alla forza semantica dei testi letterati. La terza fase ha inizio proprio con una lunga serie di esperienze teatrali, dove la florida fantasia musicale di Luporini ha modo di essere suggestionata, folgorata da immagini visivi (non va dimenticata l’intensa attività pittorica svolta durante gli anni Sessanta).

Luporini fa spesso ricorso a divertite o ironiche citazioni di stili storici, un ammiccamento della musica del passato che vengono trasfigurati dal contesto e resi funzionali al linguaggio di Luporini. L’intervallistica è di stampo diatonico, se pur con motivi pancromatici, la timbrica è sfavillante e ricca di atmosfere coloristiche, il ritmo incalzante e vivace.

La musica di Luporini, per un fatto costituzionale, secerne il gesto, la gestualità è intimamente connessa alla specificità del suono che visualizza situazioni sceniche, anche quando è strumentale. La musica di Luporini si presenta nella sua magnifica corposità, come risultato dei tre elementi del pensare, volere e sentire, negli ultimi tempi basandosi anche su speculazioni numerologiche e ammiccando a dimensioni rituali, stuzzicando elementi magici e spiritualistici, trasmessi all’ascolto con leggerezza e humor. La naturalezza della musicalità di Luporini gli permette anche di produrre degli incantevoli falsi storici, in stile settecentesco, divertissement non solo gradevolissimi, ma di sapiente fattura dalla quale c’è molto da imparare.

Da Renzo Cresti, Gaetano Giani Luporini, musica fra utopia e tradizione, LIM Antiqua, Lucca 2005.  Cfr. anche Il suono, il gesto e l’immaginazione nella produzione di Gaetano Giani Luporini, Teatro del Giglio, Lucca 1987.

Fonte: http://www.renzocresti.com/dettagli.php?quale=3&quale_dettaglio=108

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
Questa voce è stata pubblicata in Anniversari, Arte, Carmelo Bene, Cultura, Musica. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...