In quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore 5

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Conviene a tutti, capisci? conviene a tutti far credere pazzi certuni, per avere la scusa di tenerli chiusi. Sai perché? Perché non si resiste a sentirli parlare.”

Luigi Pirandello, Enrico IV, Atto II

Guardi, c’è una frase di una preside di una scuola del quartiere, raggelante, che adesso la cito, ma credo di non tradirla. Dice: “In un clima diffuso di ignoranza e di anarchia, comportamenti che a tutti noi fanno orrore diventano praticamente normali”. Cioè, la normalità alterata di una situazione di cui non si capiscono più i confini, cioè la perdita di ogni punto di riferimento, addirittura, adesso non vorrei esagerare, antropologico, perché uno degli istinti dei mammiferi tutti, da noi fino al mammifero più umile, è proteggere i cuccioli. Questo lo fanno tutti. Ecco, in quel caso lì anche questo istinto era stato negato.

Di questa foto che questa povera madre mostra, mi ha fatto impressione il contrasto che c’è tra lo sfondo, credo che quella statuina dorata, lasciamo perdere, sia Padre Pio, se vedo bene, e questa bambina che aveva 5 o 6 anni. La guardi bene, guardi com’è atteggiata e com’era pettinata e come sono i boccoli che cadono… questa qui è una bambina che a 5-6 anni si atteggia come ne avesse 16-18. Questo stridore, in questa povera madre, per carità tutta la pietà, ma c’è questo stridore che mi fa capire che anche lì si erano un po’ persi i punti di riferimento”.

Corrado Augias, 3/05/2016

Parole controverse quelle pronunciate due sere fa da Corrado Augias durante la trasmissione di La7 DiMartedì, parole ambigue che aprono sensi molto oscuri e troppo indeterminati. Intanto, la frase della preside del quartiere dove è avvenuto l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, frase che è stata citata da Augias, ha un valore relativo e potenzialmente pericoloso. Se alcuni continuano a ritenere possibili certi orrori solo in luoghi abitati dai soliti “brutti, sporchi e cattivi”, allora vuol dire che non solo si coprono gli occhi di spesse fette di prosciutto, ma che pretendono di giudicare in modo classista la realtà, quasi a voler scongiurare una sorta di contagio, ad allontanare il mostro confinandolo nei territori abituali. Gli orrori avvengono anche là dove l’ignoranza è assente, e non è certo il grado di cultura a indicare la presenza o meno di comportamenti deviati. Le indagini e le condanne di illustri professionisti, rei di delitti a sfondo pedofilo, sono tutti là a mostrare quanto marcio ci sia anche in ambienti belli, lindi e ben abbienti.

Inoltre, occorre ricordare a Augias che il presunto istinto dei mammiferi, accostato poco opportunamente all’antropologia, non è così ben definito. Ricordo di aver assistito anni fa a un documentario sui capibara, specie di roditore mammifero dell’America del Sud, in cui si mostrava una scena raccapricciante: il maschio adulto uccideva uno dei suoi piccoli figli, presumibilmente per motivi “economici”, ossia per limitare il numero a seconda delle esigenze alimentari interne al branco. Ugualmente, siamo a conoscenza di scelte operate da altri mammiferi che includono il sacrificio di uno o più cuccioli, là dove la facoltà di allevare sia ritenuta alterata (questo almeno secondo una nostra interpretazione). E altresì va consigliata a Augias la cautela nell’uso della parola “istinto”, specie se applicata al genere umano (si vedano i numerosi scritti sull’argomento del filosofo-psicologo Umberto Galimberti).

Non sono queste però le considerazioni che hanno scatenato le ire e le invettive del popolo dei telespettatori nei confronti di Augias, bensì l’altra che è seguita circa l’atteggiamento della bambina nella foto mostrata in studio. Ho letto tra i commenti l’indignazione di chi ha interpretato le parole come quelle di un maschilista che giunge a giustificare lo stupro a causa della posa e dell’abbigliamento provocanti della donna. In soldoni, la frase è sembrata ad alcuni una colpevolizzazione della bambina e della madre che ha vestito e acconciato la figlia in modo sconveniente…

In questa vicenda non abbiamo altro che l’ennesimo epilogo e la dimostrazione di quanto sostenuto in precedenza (i link sono in fondo alla pagina): è stato allestito ancora uno spettacolino pruriginoso per gli amanti del “giallo” e dell’orrore, Augias s’è prestato a partecipare presumendo di poter racchiudere il mondo in poche frasi, in questo caso spiacevoli, “atteggiate” e “pettinate” come se fossero sagge. A quanto pare non lo sono state affatto.

https://marteau7927.wordpress.com/2014/12/16/in-questepoca-di-pazzi-ci-mancavano-gli-idioti-dellorrore-4/

https://marteau7927.wordpress.com/2013/10/29/in-questepoca-di-pazzi-ci-mancavano-gli-idioti-dellorrore-3/

https://marteau7927.wordpress.com/2010/10/11/in-quest%e2%80%99epoca-di-pazzi-ci-mancavano-gli-idioti-dell%e2%80%99orrore-2/

https://marteau7927.wordpress.com/2010/07/22/in-questepoca-di-pazzi-ci-mancavano-gli-idioti-dellorrore/

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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