La sindrome di “Shining”

shining

Esistono varie manie compulsive ed ossessive, ma ce n’è una che non viene riportata sui manuali diagnostici e statistici così come l’ho battezzata io. Ricordate Shining il film di Stanley Kubrick del 1980? In una delle più famose scene Wendy, la moglie del protagonista Jack, interpretato da Jack Nicholson, s’accorge che il marito sta ripetendo ossessivamente la stessa frase con la macchina da scrivere dopo aver scritto altre pagine del suo romanzo, come se a un certo punto qualcosa l’avesse interrotto impedendogli di proseguire nel suo lavoro. Si può dire che la sindrome di Shining coglie gli scrittori o i giornalisti quando si arrestano, non hanno più evoluzioni nella propria scrittura, specie se indotti da un evento traumatico o da un autentico calo performativo dovuto a stress o a noia. In alcuni casi questo arresto, che si traduce in una ossessione verso un tema, uno stile, un vocabolario ricorrente, blocca completamente la creatività, in altri è l’epilogo logico di un’assoluta mancanza di talento dello scrittore, o del giornalista. Nell’originale in inglese, la frase ripetuta da Jack era “All work and no play makes Jack a dull boy” (Solo lavoro e niente gioco rendono Jack un ragazzo noioso), a sintetizzare una condizione di reiterazione, tipica del lavoro, che annulla l’estro dell’individuo fino a farlo diventare una macchina che ripete le stesse operazioni e, nel caso di uno scrittore, la stessa frase. Molti sono gli scrittori, i giornalisti, o aspiranti tali, che vengono risucchiati dalla “catena di montaggio”, perdono quel poco o quel tanto di inventiva posseduta finendo per replicare gli stessi concetti, gli stessi argomenti, lo stesso genere, la stessa scrittura. Si fermano, forse perché non avevano mai avuto niente da dire, o forse perché la gioia della composizione s’è smarrita sotto il peso di un dovere indotto o autoimposto. Tutti questi non sanno più che “il mattino ha l’oro in bocca” (la frase battuta a macchina da Jack nella versione in italiano), o non l’hanno mai saputo, illusi di poter oltrepassare la notte destandosi in un’alba piena di luce e di speranza…

Una curiosità, Kubrick fece girare la stessa scena cinque volte usando cinque frasi diverse, quelle in inglese e in italiano le ho citate, le rimanenti tre sono in tedesco (Was Du heute kannst besorgen, das verschiebe nicht auf Morgen, “Ciò che si può fare oggi, non rimandarlo a domani), in spagnolo (No por mucho madrugar amanece más temprano, “Non importa quanto presto ti alzi, l’alba non spunterà prima) e in francese (Un «Tiens» vaut mieux que deux «Tu l’auras», “Un «Tieni» vale più di due «L’avrai»).

Marco Vignolo Gargini

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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