Cesare Maldini (5 febbraio 1932 – 2 aprile 2016)

cesare maldini

I dati seguenti sono tratti da: http://www.magliarossonera.it/protagonisti/Gioc-Maldinic.html

Terzino destro, Stopper, Libero (D), Allenatore in Seconda, Allenatore, Direttore Tecnico e Responsabile degli Osservatori, m 1.82, kg 76

DA GIOCATORE:

Stagioni al Milan: 12, dal 1954-55 al 1965-66

Soprannome: “Cesarone”

Proveniente dalla Triestina (acquistato per 58 milioni di lire)

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Campionato (Serie A) il 19.09.1954: Milan vs Triestina 4-0

Ultima partita giocata con il Milan il 22.05.1966: Milan vs Catania 6-1 (Campionato)

Totale presenze in gare ufficiali: 412

Reti segnate: 3

Palmares rossonero: 4 Scudetti (1954-55, 1956-57, 1958-59, 1961-62), 1 Coppa Latina (1956), 1 Coppa dei Campioni (1963), 1 Finale di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid (1958)

Esordio assoluto in Serie A il 24.05.1953: Palermo vs Triestina 0-0

Ultima partita giocata in Serie A il 28.05.1967: Napoli vs Torino 2-1

Esordio in Nazionale Italiana il 06.01.1960: Italia vs Svizzera 3-0

Ultima partita giocata in Nazionale Italiana il 13.10.1963: URSS vs Italia 2-0

Totale presenze in Nazionale Italiana: 22

Reti segnate in Nazionale Italiana: 0

DA ALLENATORE:

Stagioni al Milan: 3, Allenatore in Seconda nel 1971-72, Allenatore dal 1972-73 al 1973-74 (in quest’ultima stagione, da dicembre 1973 in affiancamento al D.T. Nereo Rocco ed esonerato in aprile 1974, sostituito da Giovanni Trapattoni)

Esordio sulla panchina del Milan in gare ufficiali e nelle Coppe Europee il 06.09.1972: Red Boys vs Milan 1-4 (Coppa delle Coppe)

Ultima partita sulla panchina del Milan il 06.04.1974: Hellas Verona vs Milan 2-1 (Campionato)

Totale panchine in gare ufficiali: 71

Palmares personale: 1 Promozione in Serie B (Parma), 3 Campionati Europei (1992, 1994, 1996, Nazionale Italiana Under 21)

DA DIRETTORE TECNICO:

Stagioni al Milan: 1, 2000-01 (subentrato, in coppia con Mauro Tassotti, ad Alberto Zaccheroni il 18 marzo 2001)

Esordio sulla panchina del Milan in gare ufficiali e in Campionato (Serie A) il 18.03.2001: Milan vs Bari 4-0

Ultima partita sulla panchina del Milan il 17.06.2001: Reggina vs Milan 2-1 (Campionato)

Totale panchine in gare ufficiali: 12

Ha giocato anche con la Triestina (A) e con il Torino (A).

Ha allenato anche il Foggia (B, 1974-76), la Ternana (B, 1976-77), il Parma (C1 e B, 1978-80).

È stato C.T. in 2ª della Nazionale Maggiore Italiana (1996-98), C.T. della Nazionale Italiana Under 21 (1986-96) e della Nazionale del Paraguay (2001-02).

È stato Capo degli Osservatori del Milan dal 1998 al 2009.

Cesare Maldini è il padre di Paolo Maldini, uno dei giocatori che ha svolto il ruolo di capitano del Milan.

Quattro scudetti e una Coppa dei Campioni militando nel Milan. Terzino destro poi stopper infine libero di stile spiccato che gli conferiva una personalità cospicua e lo faceva distinguere dalla media comune dei difensori della sua epoca (1950-60). L’eccesso di narcisismo sotto il profilo spettacolare, lo portava talvolta a qualche errore che passò in proverbio con la definizione di “maldinata”. (Dal Dizionario del calcio. Ed. Rizzoli 1990)

Il 22 maggio 1963, sul finire di un pomeriggio londinese dai colori incredibilmente mediterranei, Sir Stanley Rous passò nelle mani di Cesare Maldini l’ambitissima, argentea Coppa dei Campioni. L’allora capitano rossonero, sollevandola al cielo dopo la vittoriosa battaglia col Benfica, non senza provare un brivido di gioia toccò il punto più alto di una carriera sportiva che già, con il suo Milan, gli aveva portato quattro scudetti ed una Coppa Latina. Maldini era l’unico superstite, nella squadra di Nereo Rocco, della sfortunata finale di cinque anni prima a Bruxelles, ove il Milan sfiorò la storica impresa di portare in Italia il titolo continentale. Nato a Trieste il 5 febbraio 1932, Cesare debuttò in serie A, nelle file della Triestina, nel maggio del ’53. Nella stagione successiva incontro “fatale” con Rocco, allenatore degli alabardati. L’anno dopo, per la ragguardevole cifra di cinquantotto milioni, ritenuta allora astronomica per un difensore, passò al Milan, dove si impose al punto di rimanervi, da giocatore, per ben dodici stagioni. Libero d’impostazione classica, giocò 412 partite con stile e raffinatezza, doti che spinsero la critica del tempo, assuefatta a difensori rudi e sbrigativi, a coniare il neologismo “maldinata” per bollarne interventi di gioco ritenuti troppo leziosi per il ruolo. Intrapresa la carriera di allenatore, trascorsa per la maggior parte in Federazione, ottenne successi considerevoli conducendo la Nazionale Under 21 ad un fantastico tris europeo e, poi, raggiungendo la panchina della Nazionale maggiore. Attualmente è tornato al Milan con un incarico tecnico. La fascia di capitano del Milan, che con tanto onore indossò nei suoi anni da giocatore, dopo quasi quarant’anni è oggi al braccio di suo figlio Paolo, degnissimo erede di una tradizione calcistica familiare da invidiare. (Da CentoMilan, il libro Ufficiale” di Fabrizio Melegari. Edizioni Panini-Gazzetta dello Sport, 1999)

Cresciuto nella Triestina, Cesare Maldini è arrivato a Milano nella stagione 1954/1955. E la sorte ha voluto che disputasse la sua prima partita con il Milan proprio contro la sua Triestina, sconfitta per 4-0. Il primo di 347 incontri giocati con i rossoneri in dodici stagioni ricche di successi e che lo collocano al quarto posto, come presenze, dopo Baresi, Rivera e Liedholm. Quattro scudetti, 1 Coppa Latina e 1 Coppa dei Campioni, vinta a Wembley il 22 maggio 1963 (Milan – Benefica 2-1) indossando la fascia di capitano ricevuta in eredità proprio dal “barone” svedese. Difensore classico ed elegante, prediligeva uscire dall’area sempre a testa alta e in bello stile. La sua efficacia nell’interpretazione del ruolo di libero, comunque, non può essere discussa. Fu proprio lui a dare a questo ruolo cardine del calcio moderno l’importanza e la dignità che ha oggi. Terminata la carriera di calciatore ne ha iniziata una altrettanto fortunata da allenatore. Prima di passare alla nazionale maggiore ha vinto tre titoli europei con l’Under 21. (Dal sito AC Milan.com)

Elegante difensore, già Capitano del Milan (con cui vinse da Capitano la prima Coppa dei Campioni di una squadra italiana a Wembley nel 1963) e Nazionale Azzurro. Già Selezionatore Azzurro dell’Under 21 con la quale ha vinto 3 Campionati Europei (1992, 1994, 1996) e C.T. della Nazionale Italiana ai Mondiali di Francia ’98, già capo degli osservatori del Milan, nel corso della stagione 2000-01 è stato chiamato alla guida tecnica del Milan, in coppia con Mauro Tassotti, per rilevare Alberto Zaccheroni all’indomani di Milan-Deportivo La Coruna 1-1 che ha decretato l’eliminazione dalla Champions League dei rossoneri, portando poi i rossoneri in Coppa UEFA. La sua perla stagionale è comunque rappresentata dallo storico derby di campionato del 11.5.2001 (per la cronaca Internazionale-Milan) conclusosi con il risultato di 6-0 a favore del Diavolo. Bellissima la sua imitazione (non molto apprezzata dall’interessato, per la verità…), da parte di Teo Teocoli, tra l’altro grande tifoso rossonero. (Nota di Colombo Labate)

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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