Bee Gees – C’era una volta la discomusic 36

Barry (1946), Maurice (1949-2003) e Robin (1949-2012) Gibb, nati nell’Isola di Man, sotto la dipendenza del Regno Unito, si trasferirono in Australia nel 1958 con la famiglia, subito dopo la nascita del quarto fratello Andy (1958-1988) e lì iniziarono la loro carriera musicale facendosi conoscere attraverso Radio Brisbane, prendendo come nome le iniziali di Brothers Gibb’s, Bee Gees appunto. Giovanissimi, presero parte a uno show alla tv australiana nel 1960, soltanto quando la loro notorietà raggiunse un buon livello nel paese adottivo decisero di tornare in Gran Bretagna, nel 1966, facendosi assistere dal manager Robert Stigwood. Dal primo singolo New York Mining Disaster 1941 (1967), ben piazzato negli Stati Uniti, fino al 1971 i fratelli Gibb ottennero un gran successo, soprattutto in Italia, ma videro gradualmente calare la fama nei paesi anglosassoni finché nel 1974, con la collaborazione del Arif Mardin, avvenne la svolta sull’onda del fenomeno nascente della discomusic. Pubblicato Mr. Natural, i Bee Gees impressero al loro sound quello che è poi diventato il marchio di fabbrica che li contraddistinse, a partire dall’album del 1975 Main Course, dove per la prima volta nella canzone Nights on Broadway  usarono il falsetto. Il successo tornò a distanza di qualche anno e nel 1976 con Children of the World trionfarono nel mondo pubblicando il singolo You Should Be Dancing, intramontabile capolavoro del genere. La voce di testa e, soprattutto, l’uso degli archi fecero dei Bee Gees per circa un lustro il riferimento obbligato della discomusic mondiale. Nel 1977 ci fu la definitiva consacrazione che fece dei Bee Gees il gruppo vocale più venduto dopo i Beatles: a maggio uscì il doppio album dal vivo Here… At Last… Bee Gees Live, con un buon successo commerciale, cosa che spinse il manager Stigwood a proporre ai fratelli Gibb di scrivere la colonna sonora del film Saturday Night Fever, film musicale diretto da John Badham e interpretato dal giovane John Travolta. Il successo clamoroso della pellicola trainò le vendite del disco della colonna sonora, che divenne allora il disco più venduto di tutti i tempi, con oltre 30 milioni di copie vendute (24 settimane consecutive in testa nelle classifiche americane). La scalata alle classifiche dei singoli americane e di tutto il mondo iniziò con How Deep Is Your Love, seguita da Stayin Alive, e Night Fever, più altre due canzoni scritte ma non cantate dai fratelli Gibb, If I Can’t Have You, cantata da Yvonne Elliman e More Than a Woman interpretata dai Tavares. Nel 1978 altri successi di brani composti dai Bee Gees, Grease, titletrack dell’omonimo film, cantato da Frankie Valli e Emotion cantato da Samantha Sang; verso la fine dello stesso anno uscì il 45 giri Too Much Heaven che conquistò le classifiche di mezzo mondo. Nel 1979 pubblicarono l’LP Spirits Having Flown (20 milioni di copie vendute) e piazzarono altri due brani di successo: Tragedy primo in Italia per otto settimane, Love You Inside Out per sei (entrambi i due singoli primi nelle charts Usa). Con quest’ultimo singolo i Bee Gees segnarono un nuovo record: sono stati i primi (e finora unici) artisti ad avere avuto sei singoli consecutivi al numero uno nelle classifiche americane. A ottobre uscirà Bee Gees Greatest, che sarà l’ennesimo trionfo. Con la fine degli anni ’70 termina anche la grande stagione della discomusic, difatti l’album Living Eyes, uscito nell’ottobre del 1981, si staccò decisamente dalle precedenti realizzazioni con un nuovo sound, oltretutto senza raggiungere le vendite ottenute in precedenza. L’epoca d’oro della disco e dei Bee Gees era giunta al termine.

Marco Vignolo Gargini

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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2 risposte a Bee Gees – C’era una volta la discomusic 36

  1. Pietro Barnabe' ha detto:

    I Bee Gees … mi soo fermato ai loro primi dischi: queslli che furono quasi tutti anche “tradotti” da artisti italiani.
    Non immaginavo che questi brani, che ho sempre sentito su radio e tv, fossero loro.
    Buona giornata🙂

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