Una risposta ad Alfano

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Una risposta alle frasi infelici di Alfano l’avevo già data vent’anni fa scrivendo un pezzo che pubblico qui volentieri.

Riguardo l’adozione dei figli da parte di un singolo o di una coppia gay, questione spinosissima, bisogna saper incidere sui tempi, dimostrare quanti danni ha arrecato all’umanità la cosiddetta “legge naturale”, ossia l’invenzione della fissità dei fenomeni che confonde tuttora l’accidente specifico con la sostanza: la riproduzione biologica, resa unicamente possibile dall’amplesso eterosessuale, non implica la necessaria univocità dell’allevamento dei figli presso una coppia eterosessuale.

Si afferma un po’ dappertutto che il bambino cresce equilibrato formandosi un’immagine della differenza dei sessi, ma non si motiva, se non alla luce di una prassi scientificamente tuttora da analizzare senza pregiudizi, quale sia il reale collegamento preposto a stabilire la priorità di questo disegno. O forse ci si preoccupa di creare dei modelli più che delle persone?

La frase del Pontefice, nel famoso Angelus del 21 febbraio 1994, secondo cui “a questi figli si reca un grave danno poiché in questa famiglia supplente essi non trovano il padre e la madre, ma due padri oppure due madri”, può essere lecitamente letta come una dichiarazione dai toni minacciosi che promette “un grave danno” all’infanzia educata alternativamente. Ma qualcuno, per rispetto della propria vanità, condanna quei comportamenti che potrebbero rivelarsi giusti se venissero ammessi, ergo, il pericolo per il bambino con due padri o due madri verrà esclusivamente dalla violenza degli altri che difendono le abitudini sancite “divinamente”.

A questo proposito, inserisco un articolo che reputo pregevolissimo di Barbara Alberti, uscito sul Sette del Corriere della Sera il 26 gennaio 1995, articolo che prende in considerazione molti aspetti, non risparmiando critiche a certi desideri “omologativi” dei gay:

Come sarà la famiglia prossima ventura? C’è qualcuno che è riuscito a dare una risposta precisa. Anzi, provocatoria.

LA DONNA IDEALE PER IL MASCHIO DEL DUEMILA È UN UOMO

Si fa un gran parlare della famiglia, ma uno solo è riuscito a rappresentarla con una potenza artistica rara: Neil Jordan, regista del film Intervista col vampiro.

Solo che non si tratta della solita famiglia, ma della famiglia omosessuale-vasta, immortale. Jordan, geniale cantore dell’amore tra uomini, già in La moglie del soldato avvertiva che la donna ideale per il maschio d’oggi è quella che, al momento buono, si rivela un uomo.

Di questo ultimo si parla come di un film di vampiri, ma i vampiri non c’entrano. Sono solo il pretesto per una straordinaria metafora dell’amore maschio. Louis (Brad Pitt, bello come James Dean, ma donna, bambola androgina perfetta) viene avviato al vampirismo (ma leggi, omosessualità) dallo sfrontato Lestat, vampiro secolare. E che iniziazione! Quando costui bacia per la prima volta Louis, essi volano.

Le loro avventure si snodano dalla fine del ‘700 a oggi, quando Louis racconta la sua troppo lunga vita a un giornalista ambizioso. Una storia tutta di iniziazioni fra maschi. Maschi potentissimi e impotenti, perché senza gli altri maschi non sono niente.

Sia il vampiro americano che il vecchio vampiro dell’Europa (Banderas), vampiri ‘di successo’, hanno un vuoto da colmare, che non riguarda i loro bisogni primari – hanno bisogno della serialità per sostenere il peso dell’eternità. Banderas è lì che aspetta un fidanzato da 400 anni. Come in Lawrence d’Arabia, stanno tutti sulle dune ad aspettare il maschio che passa -. E le donne? Assolutamente escluse. Questo rigore misogino è il grande fascino del film. Domiziana Giordano appare un istante, solo per essere incenerita.

L’unica femmina è bambina – e odiosa. Iniziata da Louis, e adottata da lui e da Lestat, uccide Lestat (che invece è eterno). Il terzetto dei due amanti con bambina è la parodia della famigliola gay e non gay, un paradosso oltraggioso e irresistibile. Il vitalissimo, feroce e adorabile Lestat è entusiasta della propria natura. Louis invece, diverso fra i diversi, non si rassegna, è in crisi perpetua. Difatti sono tutti innamorati di lui, e lo inseguono nei secoli. Altro che la permissività pelosa ferocemente stigmatizzata da Giuseppe Fadda in un meraviglioso libro di fumetti, Happy Gays, dove si vede un ragazzino per bene che esce di casa dicendo ‘Ciao mamma, vado a battere!’, e lei: ‘Fa tanto freddo!, ricordati di mettere il preservativo di lana!’.

Altro che il matrimonio legale dei gay moderni e l’aspirazione casalinga. Intervista col vampiro riporta a più grandi maledizioni, a quell’amore come lo intendevano Rimbaud e Verlaine, rischiosa e violenta avventura: ‘Queste passioni ch’essi soli chiamano ancora amori/ son degli amori anch’essi, teneri e furiosi/ con dei caratteri furiosi/ che non hanno, certo!/ gli amori di tutti i giorni./ Ah! Poveri amori banali, amori normali!/ Grossi appetiti e rozze voglie/ per non dire la stupidità e la fecondità!/ (…) Dormite, innamorati! (…) fieri dannati di un più splendido sabba/ mentre ch’attorno a voi/ il mondo disattento a cose delicate/ strepita e giace in sonni scellerati/ senza neppure (tanto è stupido!) esser di voi geloso’. (Paul Verlaine, Des passions).

Mirabile la scena in cui il vampiro parigino, l’amoralità in persona, offre a Louis di liberarlo dai suoi sensi di colpa – Louis si ribella: ‘E se fosse tutta qui la mia ricchezza? Nel tormento?’ – e rivendica la sua dannazione.

Alla fine, il giornalista vuole a tutti i costi essere iniziato. Lo credo! Anch’io! Chi non vorrebbe, con un bacio, levarsi in volo?” .

In sintesi, desiderare d’ottenere i diritti civili non significa omologare la diversità per le offese ricevute, così facendo ogni richiesta sarebbe ispirata da quella “morale degli schiavi” che Nietzsche vide strettamente congiunta al risentimento: l’esperienza omoerotica va invece affermata integralmente così com’è, senza omissioni, e chi la vuole liberare non commetta l’errore di inseguire invidiosamente la “normalità”.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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