Pippi Calzelunghe – C’era una volta la tv 27

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Nel corso del pomeriggio di domenica 6 settembre 1970 l’Italia non apprese soltanto la notizia della vittoria di Salvador Allende alle elezioni cilene e di Clay Regazzoni al Gran Premio di Monza di Formula 1 alla guida di una Ferrari, ma fu travolta da un’autentica ventata d’aria fresca e salubre proveniente dal nord Europa, Svezia per la precisione. A godere di questo benefico soffio furono i bambini e anche le persone più adulte. Il canale Nazionale, l’attuale Rai Uno, trasmise Pippi Calzelunghe, una serie televisiva svedese tratta dall’omonimo romanzo per ragazzi Pippi Långstrump, scritto nel 1945 da Astrid Lindgren, nata nel 1907 a Vimmerby, a sud di Stoccolma. Cosa aveva di così nuovo e rilevante questa serie tv? La protagonista, orfana di madre e figlia del pirata Efraim Långstrump, una sorta di Robin Hood dei mari del sud, era una bambina di nove anni, Pippilotta Viktualia Rullgardina Succiamenta Efraisilla Calzelunghe (Pippilotta Viktualia Rullgardina Krusmynta Efraimsdotter Långstrump nell’originale svedese), che si stabiliva da sola, in compagnia di una scimmietta (Herr Nillson) e di un cavallo bianco a pois neri (Lilla Gubben in svedese, Zietto in italiano), nella cittadina di Vilby, sull’isola svedese di Gotland, in una villa chiamata Villa Villekulle (Villa Villa Colle in italiano). Pippi sbarcò a Vilby perché costretta da una tempesta, la villa era una sistemazione provvisoria in attesa del ritorno del padre, che aveva comunque lasciato una discreta somma in monete d’oro alla piccola figlia. L’evento che convinse Pippi a rimanere a Vilby fu l’incontro con i due bambini Annika e Tommy, divenuti presto suoi amici. Capelli rossi con le trecce, lentigginosa, occhi azzurri, vestita vistosamente, munita delle mitiche calze di diverso colore e di scarpe lunghe, Pippi colpì subito i piccoli telespettatori e gli adulti sia per la determinatezza e generosità profonde, sia perché mai prima d’allora s’era vista una bambina del genere, autonoma, rivoluzionaria, dotata di una forza sovrumana (requisito esclusivo dei personaggi maschili) e pronta a combattere su tutti i fronti per salvaguardare la propria indipendenza. Verrebbe da dire che Pippi rappresentava alla perfezione la lotta d’emancipazione femminile degli anni ’60, se non fosse che la fonte originale letteraria risaliva alla metà degli anni quaranta. Questa piccola ribelle ha segnato un’epoca, la serie televisiva, composta da tredici episodi più due lungometraggi per il cinema, venne trasmessa in tutto il mondo con diversi nomi a seconda della lingua (pur restando Pippi o Pipi, soltanto i francesi, pour changer!, modificarono il nominativo in Fifi Brendacier). A quasi cinquant’anni dalla sua prima emissione, Pippi Långstrump continua ancora oggi ad essere replicato, un vero cult per i vecchi e i nuovi bambini. Nel 1998 fu realizzata anche una versione a cartoni animati, però non all’altezza del telefilm con personaggi in carne e ossa.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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