Paris, mon amour

Paris selection   programme centre pompidou 19851

Quest’anno ho festeggiato i trent’anni dalla mia prima visita a Parigi, ma sarebbe meglio dire trent’anni di un amore che non ha mai conosciuto crisi. Fu il cosiddetto coup de foudre da parte di un ragazzo che aveva trovato qualcosa di più di una città… All’epoca Parigi era nel pieno della presidenza Mitterand, eletto quattro anni prima, ed io visitai un Louvre dove stavano lavorando alla Cour Napoleon per erigere la piramide che sarebbe stata il nuovo ingresso principale. Ho visto in seguito altre nuove costruzioni, come la Grande Arche de la Défense, che suscitarono controversie tra i puristi dello skyline parigino; mi immersi nel 1989 nei festeggiamenti del Bicentenaire de la Révolution; sono passato dal walk-man all’era Internet e successivi sviluppi, ma Parigi era sempre lì, in tutte le mie visite e dentro di me, come un riferimento assoluto, una meta dei miei sentimenti e della mia mente.
Per questo sto vivendo giorni di tristezza, di dolore, perché “qualcuno” ha deciso di rendere Parigi luogo di massacro, di strage, di paura, di terrore. La mia Parigi non è mai stata questa, non vuole essere questa e non lo sarà mai. Ha vissuto, sì, momenti drammatici nel corso dei secoli, ma si è sempre rimessa in piedi. Quello che ho visto fare dai terroristi mi ha rimesso in mente il 14 giugno 1940, quando Hitler occupò la città e la rese un deserto… i nuovi nazisti vogliono ancora fare la stessa cosa: distruggere secoli di civiltà, di bellezza, di storia, di arte, di speranza.
“Qualcuno” desidera che le lancette dell’orologio della storia tornino indietro, ma chi ci dice che questo “qualcuno” abbia a che fare con una fronda estremista islamica? Siamo sicuri che tutto si debba risolvere e giustificare come una sorta di crociata inversa, di Jihad propugnata da un migliaio di fanatici religiosi? Perdonatemi, ma io non ci credo, non ci ho mai creduto. Nemmeno in quell’11 settembre 2001 c’ho creduto. Adesso c’è chi dice che Oriana Fallaci aveva ragione… no, miei cari, aveva torto marcio, perché era arrivata al punto di disprezzare tutto quello che puzzava di Islam, arrivando persino a stabilire che la cultura araba non aveva avuto che un minimo, insignificante impatto sulla nostra civiltà. Aveva torto marcio, perché non sapeva contare fino a dieci prima di pensare e poi scrivere le cose che ha detto, pace all’anima sua. E il dieci, ancora oggi, si scrive con una cifra che è stata inventata dagli arabi. No, qui “qualcuno” vuole seminare il caos, e lo sta facendo fuorviando, mistificando, spacciando una cultura nobilissima per un ammasso di sciocchezze e di mortifere considerazioni. I terroristi sono quelli che spingono sull’acceleratore perché la paura trionfi, e con la paura l’ignoranza, la diffidenza, il sospetto, l’aggressività, la xenofobia. ISIS altro non è che una sigla, ma con l’Islam non c’entra niente e i veri bastardi sono quelli che fanno di ogni erba un fascio, coloro che amano vedere il panico tra la gente e, soprattutto, pretendere che il mondo chiuda le porte, serri le finestre e sigilli i confini. I veri bastardi sono, sotto sotto, contenti che ci siano gli attentati per poter affermare di aver avuto ragione insieme a Oriana Fallaci.
Parigi, la mia Parigi, ha visto di tutto e di più, non si fermerà di fronte a questo manipolo di psicotici disgraziati manipolati da una regia occulta e scaltra che fa fare il lavoro sporco ai miserandi, sperando di poter avere dei profitti da questo immane casino. Parigi sopravvivrà ancora una volta ai profeti di sventura e quei criminali moriranno tutti, come sono morti in passato.
Parigi, vita mia, a noi due!

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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