Pino Scaccia, “ARMIR. Sulle tracce di un esercito perduto”

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Pino Scaccia alla UBIK racconta la sorte dei dispersi dell’ARMIR.

Venerdì 2 ottobre alle ore 18 presso la libreria Ubik di Lucca, Pino Scaccia, storico inviato per il Tg1, presenterà il suo libro “ARMIR. Sulle tracce di un esercito perduto” (Tra le righe libri). “La campagna di Russia, nella seconda guerra mondiale – ricorda il giornalista RAI -, resta per l’esercito italiano una delle pagine più dolorose e oscure della storia”.
Nel libro si ricostruisce la storia di quanto avvenne dopo la disastrosa ritirata nella valle del Don, nell’inverno gelido del 1942, che provocò oltre a decine di migliaia di vittime anche quasi ottantamila dispersi.
“Per mezzo secolo il loro destino fu coperto dal silenzio più totale fino al 1992 quando – ci ricorda Andrea Giannasi che intervisterà Scaccia -, crollato il regime sovietico, si aprirono finalmente a Mosca gli archivi del Kgb alla Lubjanka. Pino Scaccia entrò nei sotterranei dei servizi segreti recuperando documenti inediti, svelando la storia e il destino di migliaia di dispersi”.
Fu così che per la prima volta si aprì una nuova pagina intorno alla vicenda dell’Ottava Armata del Regio Esercito, meglio conosciuta come ARMIR che contava 220mila uomini. Tra questi gli alpini della divisione Cuneense partiti in larga parte dalla lucchesia e che rimasero quasi tutti sui campi di battaglia o nei gulag sovietici.
Per 50 anni migliaia di famiglie italiane hanno atteso di conoscere la sorte di soldati scomparsi che avevano lasciato il dubbio. E’ il dramma di moglie, madri, padri, fratelli che oggi rivivono in questo libro di Pino Scaccia un viaggio di pietas.
La prima fase del recupero riguardò un migliaio di salme; si calcola poi che sino ad oggi siano state quattromila le bare ricomposte e riconsegnate nei resti alle famiglie.
“ARMIR. Sulle tracce di un esercito perduto” è un lungo viaggio nella Russia di oggi tra parcheggi di supermercati o orti vicino a casa, dove si scoprono, grazie alle numerose testimonianze piccoli cimiteri improvvisati. Pino Scaccia ha infatti incontrato anziani che all’epoca bambini, ricordano il disgelo e lo scoprire di decine di cadaveri sparsi ai lati delle strade di campagna. Fu all’epoca che mani pietose dettero sepoltura e ricordo.
Tra questi testimoni risalta questa lettera ricevuta da Scaccia nei giorni del lungo viaggio in Russia: «Sono un russo che abita nella regione di Voronetz, dove voi italiani state cercando i resti dei soldati morti durante la guerra tra Unione Sovietica e la Germania, cinquant’anni fa. Vorrei aiutarvi perché sono stato testimone di ciò che è successo durante la vostra ritirata e conosco tante fosse dove i prigionieri italiani sono stati sepolti. Ce ne sono centinaia: quante siano esattamente nessuno lo sa e non lo saprà mai perché il tempo le ha cancellate».
Ma non solo cimiteri e fosse di fortuna nella storia di Scaccia prende vita e forma la prima lista dei gulag sovietici per anni persino negati nella loro esistenza, nei quali in migliaia trovarono la morte per fame e malattie. Nei pressi di questi campi oggi perduti nelle steppe russe, sono immense le fosse comuni dove è ormai impossibile identificare un caduto da un altro.
Il libro ha la prefazione dello storico corrispondente da Mosca della RAI: Demetrio Volcic che così scrive in merito all’oscura sorte spettata ai tanti dispersi: “La più grande sorpresa è stata quella di aver scoperto che c’è qualcosa di peggiore della morte; ed è il dubbio”. Volcic si riferisce al dubbio insinuata tra le famiglie, che dolorosamente hanno atteso per anni chi era scomparso, e del quale nulla si sapeva fino al libro di Pino Scaccia.

www.tralerighelibri.it

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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