Ingrid Bergman (29 agosto 1915 – 29 agosto 1982)

ingrid bergman

   Dieci anni dopo Greta Garbo (nata il 18 settembre 1905), Stoccolma partorì un’altra grande attrice, stavolta dall’apparenza meno algida, non altrettanto ossessionata dallo scorrere del tempo e, soprattutto, ancor più cosmopolita. Era Ingrid Bergman, incomparabile interprete del mondo femminile e del mondo tout court, dal Nord estremo della Svezia al Sud infuocato di Stromboli. Figlia di un pittore e fotografo, Justus Samuel Bergman, Ingrid imparò a conoscere sin da piccola il segreto dell’immagine e della rappresentazione, seguendo il genitore nel suo lavoro, diventando essa stessa un modello per l’obiettivo paterno. Venne poi l’incontro con il teatro e l’ingresso a 19 anni alla Kungliga Dramatiska Teatern or Dramaten, la scuola del Reale Teatro Drammatico a Stoccolma. Pur avendo partecipato diciassettenne a un film, Landskamp di Gunnar Skoglund, Ingrid Bergman ebbe bisogno della scuola teatrale per perfezionarsi e tornare ventenne davanti la macchina da presa per una piccola parte in Munkbrogreven, diretta da Edvin Adolphson. Gustaf Molander, regista di origini finlandesi, notò questa giovane promettente attrice, con lei girò sei pellicole, tra cui Intermezzo, film che permise alla Bergman di farsi conoscere al di fuori dei confini svedesi e iniziare una carriera strepitosa a Hollywood. Fu proprio il rifacimento di Intermezzo del 1939 il primo dei suoi grandi successi in terra americana, cui seguirono nel 1941 Dr. Jekyll and Mr. Hyde, e soprattutto Casablanca, girato nel 1942 ed entrato di diritto tra le pellicole più famose d’ogni tempo. Già candidata all’Oscar nel 1944 come attrice protagonista di For Whom the Bell Tolls, Ingrid Bergman vinse l’anno seguente la statuetta nella stessa categoria per il thriller di George Cukor Gaslight. Finora i registi fondamentali per l’attrice svedese erano stati Victor Fleming e Alfred Hitchcock, poi, come spettatrice, ci fu la scoperta del nuovo cinema europeo, del neorealismo di Roberto Rossellini. In una lettera del 1949 divenuta famosa la Bergman si rivolse al regista italiano:

Caro Signor Rossellini,

ho visto i suoi film Roma città aperta e Paisà e li ho apprezzati moltissimo. Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo ‘ti amo’, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei.

Ingrid Bergman

Cominciò in Italia la nuova fase cinematografica di Ingrid Bergman, una parentesi artistica e sentimentale che per sette anni tenne lontana da Hollywood una delle più celebrate attrici di sempre. Nel 1956 il ritorno in terra d’America valse il secondo Oscar come attrice protagonista per la sua interpretazione in Anastasia. Dopo lo scandalo della relazione con Roberto Rossellini, l’attrice svedese riprese a lavorare negli Studios, ma il ritmo precedente alla “fuga” in Italia non fu più lo stesso. Dopo aver vinto nel 1975 il terzo Oscar, come attrice non protagonista, per Murder on the Orient Express, Ingrid Bergman fu colpita alla fine degli anni ’70 da un tumore al seno, questo però non le impedì di coronare il desiderio a lungo atteso di lavorare con il più grande regista della sua terra, Ingmar Bergman. Höstsonaten, girato nel 1978, fu anche l’ultima interpretazione cinematografica. La malattia si ripresentò, la Bergman fece in tempo a partecipare alla miniserie tv americana A Woman Called Golda, biografia della statista israeliana Golda Meir. Ingrid Bergman si spense a 67 anni nel giorno del suo compleanno. Era il 29 agosto 1982.

© Marco Vignolo Gargini

https://it.wikipedia.org/wiki/Ingrid_Bergman

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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