Sante zoccole

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   La morte di Laura Antonelli ha dato spunto a una fiera di dubbio gusto. Prima di tutto è stata un’operazione di puro sciacallaggio la trasformazione di un evento triste e doloroso, come è la morte di ogni persona, in uno strumento per sciorinare discorsi moralistici e prese di posizione maschiliste. Credo che per coloro che hanno rispetto – quello vero – per la dignità sia stato un pugno nello stomaco assistere allo sbavare spasmodico di giornalisti e soci alla ricerca della notizia sensazionale o del fatto morboso. La mia indignazione, spero non solo mia, nasce dalla constatazione che se una donna nella sua attività professionale entra in un determinato cliché ne resta condizionata ed incastonata definitivamente. Ci sono molti messaggi più o meno evidenti che sono passati tutti in odore di moralismo e del tipo più deleterio. Chi è stata Laura Antonelli? L’hanno resa la musa dell’erotismo italico grazie a un film che raccontava in salsa casereccia una storiella vecchia come il mondo. Non c’è bisogno di dire altro. Non sono certo la persona in grado di esprimere una valutazione sui meriti artistici dell’attrice, ma desidero spendere qualche parola sull’erotismo. Che cos’è? Per secoli era un termine legato al peccato. Poi la psicoanalisi e la rivoluzione sessuale gli ha dato un’altra valenza. Si scopre così che l’erotismo è una componente essenziale della vita di relazione di ognuno di noi. Però si è sentito il bisogno di imbrigliare l’erotismo in un insieme di stereotipi, in nuovi codici di comportamento. Attrici come Laura Antonelli hanno contribuito a questo bisogno di imbrigliare, inquadrare, rendere l’erotismo uno stereotipo, privandolo della sua dimensione intima e privata. LA è stata una dea dell’effimero.

   È stato penoso sentire la descrizione dell’esistenza di LA. Il messaggio è chiaro: ecco cosa succede a chi va oltre il bigottismo imperante oggi come allora nei lontani anni ’70. Ed in fondo al tunnel la reproba scopre Gesù… Ora, un cammino di incontro con Dio resta un mistero. È facile e scontata l’immagine della donna frivola che scopre il messaggio evangelico. LA è stata imprigionata in vari stereotipi da diva dell’erotismo a nuova Maddalena. Cos’altro dire? Silenzio, per favore è morta una donna che ha sofferto molto e pagato per il suo essere stata una dea dell’effimero.

   Vari anni fa è stato pubblicato un libro il cui titolo recitava Le brave ragazze vanno in paradiso e le cattive dappertutto [1]. Ho rimuginato molte volte su questa spassosa formuletta, soprattutto quando vedo l’ipocrisia bigotta riapparire. Si è voluto leggere la vicenda di LA in questa chiave di lettura: vedete cosa succede a chi si immerge in certi ruoli? però ha ritrovato Gesù che l’ha salvata! I valori cristiani sono conosciuti e noti da duemila anni… Possibile che Lui diventi l’ancora di salvataggio dopo il tunnel? Sempre la stessa operazione culturale. LA si è convertita, i motivi sono suoi. Non sta a noi stabilire il perché. Triste constatare che Gesù viene identificato come l’ultimo antidepressivo. 

Orrendo inoltre l’intervento di un’altra reproba redenta, Claudia Kohl. Le fa onore aver cercato di “aiutare” LA, edificante sapere che lei non ha avuto bisogno di precipitare dal podio per scoprire la religione. Avrei preferito un silenzio dignitoso perché la morte non è mai uno spettacolo.

Infine si è insistito molto sul fatto che LA era sola, abbandonata da tutti… ma da chi? Io credo che voleva soprattutto essere lasciata in pace. 

In sintesi: si sta tornando ad un moralismo e perbenismo da epoca vittoriana. Basti dire che in campo politico ha fatto più scalpore il fatto che Berlusconi si comporti come un califfo con un harem molto frequentato e non tutta la corruzione di cui è stato accusato. 

Dott.ssa Franca Colonna Crupi, psichiatra

[1] (N.d.R.) Ute Ehrhardt, Gute Mädchen kommen in den Himmel, böse überall hin. Warum Bravsein uns nicht weiterbringt. Fischer Taschenbuch, Frankfurt am Main 2000, tradotto in italiano e pubblicato da TEA nel 2007.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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