Il giorno prima degli esami

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https://www.youtube.com/watch?v=QEVGYSMu23Q

Domenica 16 giugno 1985 giunsi a Roma per sostenere il mio esame di maturità tanto sospirato, dopo anni di patimenti al Liceo Classico Nicolò Machiavelli di Lucca. Di fatto fui costretto a finire il mio corso liceale da privatista, non senza ingenti sacrifici, e la sede scelta per la mia prova finale era il Liceo Ginnasio “Dante Alighieri”, in Via Ennio Quirino Visconti. In quel fatidico giorno che precedeva la prima prova scritta di Italiano scesi alla Stazione Termini e trovai il mio amico Stefano, caro fraterno amico che mi accolse e mi ospitò a casa sua per tutto il tempo dell’esame. Fu un’esperienza che ancora oggi custodisco gelosamente nel mio cuore. Devo a Stefano, alla sua famiglia, la serenità che mi accompagnò per tutto quel periodo romano, splendido, irripetibile, e mi consentì di affrontare nel migliore dei modi una tappa cruciale della mia vita. A differenza di altri, ancora oggi insofferenti nel ricordare la Maturità liceale, io mi commuovo ripercorrendo quei lunghi giorni romani scanditi da molti avvenimenti (tra cui, il 24 giugno 1985, l’elezione del Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, l’ex Ministro dell’Interno nei giorni del rapimento di Aldo Moro che risiedeva in Via Ennio Quirino Visconti a due passi dal mio Liceo e che incontrai per ben due volte prima delle mie prove orali).

Lunedì 17 giugno 1985 più di 430.000 studenti italiani affrontarono la prima prova, il tema d’Italiano. La sera prima, sempre con Stefano, mi recai a Piazza della Rotonda, davanti al Pantheon, dove, secondo voci che correvano, un tipo conosceva in anticipo le tracce del tema… Non ne azzeccò una, me ne accorsi soltanto sentendolo parlare. Delle “sue” tracce non ho memoria, le ho rimosse. Dentro di me si fece largo invece un’idea, la certezza che quanto avvenuto il 29 maggio precedente, la strage dell’Heysel, non poteva non suggerire ai redattori ministeriali una traccia comune a tutti gli studenti… Così fu e così mi trovai preparato ad affrontare la prova. Ecco il titolo del tema che scelsi: «La violenza lacera quotidianamente la società, circonda la nostra vita, coinvolge la nostra coscienza, sollecita la nostra riflessione morale, culturale, politica. Nella tua esperienza giovanile non avrai mancato di interrogarti su questo aspetto drammatico del nostro tempo e di maturare personali considerazioni».

Martedì 18 giugno 1985 la versione di latino, un brano delle Epistole (4. 25) di Plinio presentato con il titolo Inconvenienti delle votazioni segrete:

«Scripseram tibi verendum esse, ne ex tacitis suffragiis vitium aliquod exsisteret. Factum est. Proximis comitiis in quibusdam tabellis multa iocularia atque etiam foeda dictu, in una vero pro candidatorum nominibus suffragatorum nomina inventa sunt. Excanduit senatus magnoque clamore ei qui scripsisset iratum principem est comprecatus. Ille tamen fefellit et latuit, fortasse etiam inter indignantes fuit. Quid hunc putamus domi facere, qui in tanta re tam serio tempore tam scurriliter ludat, qui denique omnino in senatu dicax et urbanus et bellus est? Tantum licentiae pravis ingeniis adicit illa fiducia: “Quis enim sciet?” Poposcit tabellas, stilum accepit, demisit caput, neminem veretur, se contemnit. Inde ista ludibria scaena et pulpito digna. Quo te vertas? Quae remedia conquiras? Ubique vitia remediis fortiora.»[1]

Le due prove scritte le superai brillantemente, non feci compagnia ai molti che inciamparono nella versione di latino, considerata piuttosto semplice. Essendo privatista, prima della prova orale, all’epoca limitata a due materie, avrei dovuto dare un precolloquio che comprendeva tutte le materie. Me la cavai egregiamente. Nel mio caso, oltre all’italiano, fu scelta filosofia come seconda materia orale… Ironia della sorte, in commissione un’insegnante di Tivoli mi sconsigliò di proseguire gli studi all’Università in filosofia, dato che le mie risposte non eccelse su Kant e Hegel l’avevano convinta che quella non poteva essere la mia strada. Sette anni dopo mi sarei laureato in filosofia…

Oggi, a trent’anni di distanza, ricordo quei momenti, soprattutto il giorno che precedette l’esame. Non sapevo che sarebbe stata la svolta della mia carriera da studente. Per me stava finendo un incubo.

mvg


[1] http://www.progettovidio.it/matura_classico/maturaview.asp?key=37

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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