Oscar Wilde – La Ballata del Carcere di Reading II

Wilde Ballata del Carcere di Reading

Oscar Wilde

La ballata del carcere di Reading

Traduzione in italiano

Dall’originale in inglese

The Ballad of Reading Gaol

Di Marco Vignolo Gargini

 

II

Sei settimane la guardia camminò in cortile

Nel suo vestito grigio malandato:

Il suo berretto da cricket sul suo capo,

E il suo passo sembrava lieve e gaio.

Ma mai io vidi un uomo guardare

Così malinconicamente il giorno.

 

Non vidi mai un uomo guardare

Con un occhio così malinconico

Quella piccola tenda di azzurro

Che i carcerati chiamano il cielo,

E ogni nube errante che trascinava

I sui velli sfilacciati dietro.

 

Non si torceva le mani come fanno

Quegli uomini stupidi che osano

Tentare di allevare la volubile speranza

Nell’antro della nera disperazione:

Egli guardava soltanto il sole

E beveva l’aria del mattino.

 

Non si torceva le mani né piangeva,

Non sbirciava né si struggeva,

Ma beveva l’aria quasi contenesse

Un qualche salutare calmante;

A bocca aperta beveva il sole

Quasi fosse stato vino!

 

E io e tutte le altre anime in pena

Che camminavano pesanti nell’altro cerchio,

Dimenticammo se noi stessi avevamo commesso

Un grande o piccolo reato,

E fissammo con sguardo di ottuso stupore

L’uomo che doveva essere impiccato.

 

Ed era strano vederlo passare

Con passo così lieve e gaio,

E strano era vederlo guardare

Così malinconicamente il giorno,

E strano era pensare che lui

Aveva un tal debito da pagare.

 

* * *

Poiché quercia e olmo hanno liete foglie

Che spuntano in tempo di primavera;

Ma terribile a vedersi è l’albero della forca,

Con la sua radice morsa dalla vipera,

E verde o secco, un uomo deve morire

Prima che dia il suo frutto!

 

Il luogo più alto è quel seggio di grazia

Cui aspirano tutti gli uomini di mondo:

Ma chi resisterebbe con un collare di canapa

Su di un alto patibolo,

E attraverso un capestro di assassino

Guardare il cielo per l’ultima volta?

 

È dolce ballare al suono di violini

Quando amore e vita sono favorevoli:

Ballare coi flauti, ballare coi liuti

È cosa delicata e rara:

Ma non è dolce con agili piedi

Ballare nell’aria!

 

Così con occhi curiosi e morbose congetture

Lo osservammo giorno dopo giorno,

Domandandoci se ciascuno di noi

Sarebbe finito nello stesso modo,

Poiché nessuno può dire in quale rosso inferno

La sua anima accecata possa smarrirsi.

 

* * *

Da ultimo il morto non camminò più

Fra gli uomini sotto processo,

E io seppi che allora stava in piedi

Nell’orribile recinto del banco degli imputati,

E che non avrei visto il suo volto,

Mai più nel dolce mondo di Dio.

 

Come due navi condannate attraverso una tempesta

Avevamo incrociato le nostre rotte:

Ma non facemmo segnali, non dicemmo parole,

Non avevamo parole da dire;

Poiché non ci incontrammo nella santa notte,

Ma nel giorno della vergogna.

 

Un muro di prigione ci circondava entrambi,

Noi eravamo due reietti:

Il mondo ci aveva espulsi dal suo cuore,

E Dio dalla Sua grazia:

E la tagliola ferrea che aspetta il Peccato

Ci aveva presi nel suo tranello.

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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