Joseph Mwepu Ilunga

la figurina di mwepu

il fotogramma della punizione

https://www.youtube.com/watch?v=jvBXSwloKeg

Dessin coupe du monde 1974 MWEPU frappe l'arbitre DELGADO

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22 giugno 1974, ore 17.40 circa, sul terreno di gioco del Parkstadion di Gelsenkirchen i campioni del mondo in carica del Brasile, orfani di Pelè, affrontavano i campioni d’Africa dello Zaire, nome con la quale si chiamava all’epoca l’attuale Repubblica Democratica del Congo. Era l’ultima partita del gruppo 2 dei Mondiali organizzati dalla Germania Ovest, i brasiliani dovevano far goleada ed evitare di qualificarsi secondi per la differenza reti nel proprio girone dietro la Jugoslavia, già vincente per 9-0 il 18 giugno precedente contro gli stessi africani. Nel frattempo le notizie che provenivano dal Waldstadion di Frankfurt zur Mein misero in crisi la nazionale verdeoro: gli jugoslavi vincevano 1-0 con la Scozia e sarebbero stati primi nel girone a punteggio pieno.

A cinque minuti dalla fine del match di Gelsenkirchen il Brasile conduceva 3-0 (Jairzinho 12’, Rivelino 66’, Waldomiro 79’), l’arbitro rumeno Nicolae Rainea fischiò un fallo al limite dell’area di rigore contro lo Zaire e dispose la barriera degli africani in attesa che Rivelino, Francisco Marinho e Jairzinho decidessero come battere la punizione… dalla barriera si staccò fulmineo il numero 2, Mwepu Ilunga, che senza pensarci due volte dette un calcio al pallone rischiando di colpire Rivelino, visibilmente sorpreso da questo comportamento folle. Rainea, in mezzo all’ilarità degli spettatori, non seppe far altro che estrarre il cartellino giallo ed ammonire Mwepu Ilunga per aver fatto perdere tempo a tutti… Per la cronaca, il punteggio finale rimase invariato, la Scozia era riuscita a pareggiare con la Jugoslavia all’89’ grazie a un goal di Joe Jordan, futuro attaccante milanista, ma gli slavi mantennero il primo posto in classifica davanti al Brasile.

Anni dopo si è scoperto il perché di un gesto considerato all’epoca l’opera balzana di uno sprovveduto calciatore. La nazionale dello Zaire, qualificata per la prima volta a un’edizione dei mondiali di calcio, doveva assecondare la megalomania del dittatore Mobutu e mostrare a tutti la bravura degli atleti congolesi. Purtroppo la sconfitta con la Jugoslavia aveva compromesso tutto, inoltre da Kinshasa arrivavano brutte notizie circa l’ira funesta del tiranno. Lo stesso Mwepu dichiarò nel 2002: «Pensavamo che saremmo diventati ricchi, appena tornati in Africa, ma dopo la prima sconfitta venimmo a sapere che non saremmo mai stati pagati e quando perdemmo 9-0 con la Jugoslavia gli uomini di Mobutu ci vennero a minacciare. Se avessimo perso con più di tre gol di scarto col Brasile, ci dissero, nessuno di noi sarebbe tornato a casa» [1]. In un’altra più recente dichiarazione Mwepu svelò il motivo della sconfitta eclatante con la Jugoslavia: «In primo luogo c’era la paura contro la Scozia, con cui abbiamo perso 2-0. Poi contro la Jugoslavia la squadra aveva sabotato la partita a causa del dirottamento del denaro che il capo dello Stato Mobutu ci aveva destinato. L’allenatore Vidinic era innocente. Dopo una riunione guidata dal capitano Kidumu, abbiamo fatto pressione sulle autorità politiche perché fossimo pagati, ma, ahimè, il denaro prese un’altra destinazione … »[2]

Mwepu non fu autore di quell’unica “follia”, un’altra, durante l’incontro con la Jugoslavia, lo rese protagonista seppur senza conseguenze disciplinari: al 22’ del primo tempo, con lo Zaire già sotto di quattro goal, il terzino rifilò un calcio al sedere all’arbitro colombiano Omar Delgado, ormai di spalle, dopo aver avuto un’accesa discussione. Delgado, non avendo visto da chi era partita la pedata, espulse l’incolpevole Matambula N’Daye reo di essere solo nei paraggi. Mwepu ebbe fortuna, non fu squalificato e poté partecipare all’incontro successivo con il Brasile facendo il giro del mondo con la famosa fuga dalla barriera.

Pochi giorni fa Mwepu Ilunga è venuto a mancare dopo una lunga malattia, ma a distanza di 41 anni il suo nome è ancora iscritto negli annali del calcio per un gesto che è rimasto unico e inimitabile.

Marco Vignolo Gargini

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Mwepu_Ilunga#cite_note-4
[2] http://www.tpmazembe.com/fr/actualite/7259/deces-de-joseph-mwepu-ilunga-youda

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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