Pietro Ingrao compie 100 anni

Ingrao

   Un secolo di vita attraverso la crisi postbellica del primo conflitto, il ventennio fascista, la seconda guerra mondiale, la resistenza partigiana, la nascita della repubblica italiana, la militanza nel Partito Comunista, l’ingresso in Parlamento, la Presidenza della Camera, gli anni di piombo, la caduta del Muro di Berlino, la svolta della Bolognina, l’adesione al PDS e poi l’indipendenza critica nei confronti della sinistra. Più o meno, in una sintesi estrema, questo è stato il percorso di Pietro Ingrao, nato a Lenola il 30 marzo 1915: un reduce, un sopravvissuto, uno tra gli ultimi testimoni eccellenti di un Novecento che ha partorito insieme agli orrori più atroci anche le speranze di un nuovo mondo non più macchiato dal sangue degli innocenti. Nel 2003, in Non ci sto! Appunti per un mondo migliore, un libro scritto con Alex Zanotelli, padre comboniano, Pietro Ingrao riassume esemplarmente quanto i suoi occhi hanno potuto vedere da Auschwitz in poi:

   «È stata una storia terribile. Ma non è tanto questo, perché forse è il passato che ho vissuto io e che a me sembra il male più grande che ci sia. La cosa che mi colpisce di più adesso, oltre alle tragedie dei popoli, è la normalizzazione della guerra. Noi siamo usciti da quelle catastrofi, che sembrava che non dovessero più ritornare. Invece la guerra è tornata senza grande scandalo: non solo non è finita ma continua ad essere praticata e sta diventando un mezzo normale. È rispuntata la guerra giusta e persino la guerra santa».

   Quest’uomo, apprezzato anche dagli avversari politici, che trova tuttora la forza per osservare e sostenere le proprie posizioni, ha deciso un anno fa di aprire un sito su Internet e regalarci i suoi punti di vista, i documenti della sua vita, politica e non, accogliendo il visitatore con queste parole:

«Cara lettrice, caro lettore,

internet non è un mezzo consueto, per chi è nato nel 1915; ma è il mezzo di comunicazione del presente, e ho pensato di usarlo. Sono un figlio dell’ultimo secolo dello scorso millennio: quel Novecento che ha prodotto gli orrori della bomba atomica e dello sterminio di massa, ma anche le speranze e le lotte di liberazione di milioni di esseri umani. Scriveva Bertolt Brecht:

“Nelle città venni al tempo del disordine,

quando la fame regnava.

Tra gli uomini venni al tempo delle rivolte,

e mi ribellai insieme a loro.”

   Il mondo è cambiato, ma il tempo delle rivolte non è sopito: rinasce ogni giorno sotto nuove forme. Decidi tu quanto lasciarti interrogare dalle rivolte e dalle passioni del mio tempo, quanto vorrai accantonare, quanto portare con te nel futuro.

Buona esplorazione».

   Posso solo ringraziare Pietro Ingrao per il suo impegno, per le sue decisioni sofferte e non sempre condivisibili, per l’entusiasmo, l’importanza e il valore della sua testimonianza secolare.

http://www.pietroingrao.it/

© Marco Vignolo Gargini

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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