Tomas Gösta Tranströmer, född 15 april 1931 i Stockholm, död 26 mars 2015

tranströmer

Le poesie qui di seguito date in lingua originale e le loro traduzioni in italiano sono tratte dal libro:
Tomas Tranströmer, Sorgengondolen, 1996, LA LUGUBRE GONDOLA, traduzione e curatela di Gianna Chiesa Isnardi, BUR Classici Poesia, Milano, 2011.

APRIL OCH TYSTNAD

Våren ligger öde.

Det sammtesmörka diket

krälar vid min sida

utan spegelbilder.

Det enda som lyser

är gula blommor.

Jag bärs i min skugga

som en fiol

i sin svarta låda.

Det enda jag vill säga

glimmar utom räckhåll

som silvret

hos pantlånaren.

APRILE E SILENZIO

La primavera giace deserta.

Il fossato di velluto scuro

serpeggia al mio fianco

senza riflessi.

L’unica cosa che splende

sono fiori gialli.

Son trasportato dentro la mia ombra

come un violino

nella sua custodia nera.

L’unica cosa che voglio dire

scintilla irraggiungibile

come l’argento

al banco dei pegni.

NATTBOKSBLAD

Jag landsteg en majnatt

i ett kyligt månsken

där gräs och blommor var grå

men doften grön.

Jag gled uppför sluttningen

i den färgblinda natten

medan vita stenar

signalerade till månen.

En tidrymd

några minuter lång

femtioåtta år bred.

Och bakom mig

bortom de blyskimrande vattnen

fanns den andra kusten

och de som härskade.

Människor med framtid

i stället för ansikten.

PAGINA DI LIBRO NOTTURNO

Sono sbarcato in una notte di maggio

in un gelido chiarore lunare

in cui l’erba e i fiori erano grigi

ma la fragranza verde.

Son scivolato su per il pendio

nella notte ignara dei colori

mentre pietre bianche

segnalavano la luna.

Uno spazio di tempo

lungo alcuni minuti

largo cinquantott’anni.

E dietro di me

oltre le acque luccicanti come piombo

c’era l’altra riva

e quelli che dominavano.

Uomini con il futuro

al posto del viso.

FRÅN JULI 90

Det var en begravning

och jag kände att den döde

läste mina tankar

bättre än jag själv.

Orgeln teg, fåglarna sjöng.

Gropen ute i solgasset.

Min väns röst höll till

på minuternas baksida.

Jag körde hem genomskådad

av sommardagens glans

av regn och stillhet

genomskådad av månen.

DAL LUGLIO 90

C’era un funerale

e io sentivo che il morto

leggeva i miei pensieri

meglio di me.

L’organo tacque, gli uccelli cantavano.

La fossa fuori sotto i raggi del sole.

La voce del mio amico rimase

sul lato retrostante dei minuti.

Guidavo verso casa attraversato

dallo splendore del giorno d’estate

dalla pioggia e dalla quiete

attraversato dalla luna.

TVÅ STÄDER

På var sin sida om ett sund, två städer

den ena mörklagd, ockuperad av fienden.

I den andra brinner lamporna.

Den lysande stranden hypnotiserar den mörka.

Jag simmar ut i trance

på de glittrande mörka vattnen.

En dov tubastöt tränger in.

Det är en väns röst, tag din grav och gå.

DUE CITTÀ

Ciascuna sul suo lato di uno stretto, due città

l’una oscurata, occupata dal nemico.

Nell’altra brillano le luci.

La spiaggia luminosa ipnotizza quella scura.

Io nuoto verso il largo in trance

sulle acque scure luccicanti.

Un sordo suono di tromba irrompe.

È la voce di un amico, prendi la tua tomba e vai.

LJUSET STRÖMMAR IN

 

Utanför fönstret är vårens långa djur

den genomskinliga draken av solsken

rinner förbi som ett ändlöst

förortståg – vi hann aldrig se huvudet.

Strandvillorna flyttar sig i sidled

de är stolta som krabbor.

Solen får statyerna att blinka.

Det rasande eldhavet ute i rymden

transjorderas till en smekning.

Nedräkningen har börjat.

LA LUCE FLUISCE DENTRO

Fuori dalla finestra c’è il lungo animale della primavera

il drago trasparente dello splendore del sole

corre via come un treno locale

interminabile – non siamo mai riusciti a vederne la

testa.

Le ville sulla spiaggia si spostano di lato

sono disdegnose come granchi.

Il sole fa sbattere le palpebre alle statue.

Il furioso oceano di fuoco fuori nello spazio

si fa terra e diviene carezza.

Il conto alla rovescia è cominciato.

FRÅN ÖN 1860

 

I

En dag när hon sköljde tvätt från bryggan

steg fjärdens köld upp genom armarna

och in i livet.

Tårarna frös till glasögon.

Ön lyfte sig själv i gräset

och strömmings fanan vajade i djupet.

II

Och koppornas svärm hann upp honom

slog ner på hans ansikte.

Han ligger och stirrar i taket.

Hur det roddes uppför tystnaden.

Nuets, evigt rinnande fläck

nuets evigt blödande punkt.

DALL’ISOLA 1860

I

Un giorno mentre sciacquava la biancheria su pontile

il freddo della baia salì attraverso le braccia

fin dentro alla vita.

Occhiali di lacrime ghiacciate.

L’isola si innalzava nell’erba

e il vessillo dell’aringa sventolava nel profondo.

II

E lo sciame del vaiolo lo raggiunse

si abbatté sul suo volto.

È coricato e fissa il soffitto.

Come si saliva, remando, il silenzio.

La macchia del presente che scorre eternamente

il punto eternamente sanguinante del presente.

http://caponnetto-poesiaperta.blogspot.it/2013/08/tomas-transtromer-sju-dikter-utdrag.html

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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