Lo sguardo di Brighella

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Furbo, opportunista, “brigante”, nel senso di colui che briga per ottenere qualcosa senza guardare in faccia a nessuno, ma fondamentalmente un cameriere, un subalterno che sogna di scalzare il padrone, senza riuscirci mai. Brighella, di origini bergamasche come Arlecchino, è un primo Zani, un intrigante, un faccendiere, un manutengolo, e anche per l’occasione un servo orobico della repubblica veneziana (Zani sta per Giovanni), ma, a differenza di Arlecchino, ci tiene a sottolineare che proviene da Berghem de Hura, da Bergamo Alta, la città vecchia. Brighella ha un motto: “mi son omo insigne ne le furberie e le più bele le ho inventate mi …”[1].

Lo sguardo di Brighella è lo sguardo dell’italiano medio, anche i colori del costume rispecchiano la bandiera nazionale: bianco, verde e il rosso della vergogna che non appare mai, ben nascosto dalla maschera di cuoio spesso. Brighella dovrebbe essere considerato l’emblema del nostro paese, popolato perlopiù da persone che, ovunque siano, in qualsiasi posizione si vengano a trovare (posizione geografica, sociale, politica ecc.), tendono a “brigare” pur di raggiungere uno scopo. I Brighella sono degli ego-distonici, perennemente in contrasto con il proprio Ego, e per questo sempre pronti a trovare delle giustificazioni per pararsi il culetto e scaricare su altri responsabilità proprie. Basta perlustrare la storia dell’Italia, assai prima dell’unità nazionale del 1861, ed ecco che il DNA dello Stivale ci viene illustrato: gli “italiani”, i mancati cittadini di cui, da Cavour in poi, si continua a sentire la mancanza, si sono formati nell’assenza di una centralità territoriale, di uno stile, di un’estetica, nonostante la presenza copiosa di opere d’arte disseminate in tutte le regioni e di una natura generosa dal punto di vista paesaggistico; gli “italiani” hanno sempre sbandierato un’etica, alla quale puntualmente sono venuti meno, l’etica dell’onestà intellettuale, del rispetto per sé e per gli altri, dell’empatia; gli “italiani” non credono al bene pubblico, non sono “comunisti” perché non si sono mai interessati alla comunanza, alla compartecipazione e alla distribuzione equa e paritaria delle risorse materiali e morali, hanno sviluppato in virtù della loro storia caotica e dissennata un senso precario di sopravvivenza quotidiana che rifugge dai progetti a lungo corso (Francia o Spagna basta che se magna…).

Brighella è la nostra maschera nazionale, un primo Zani senza speranze che si aggira invischiato nelle sue stesse trappole, un ausiliario inquieto desideroso di calcare la scena del potere e di rimanere in sella più a lungo possibile, un piantagrane subdolo, vigliacco buono solo a scaricare il barile (in famiglia, al lavoro, nei rapporti affettivi e sociali). Ma il Brighella peggiore è colui che finge di non esserlo e ostenta un altruismo di facciata (la classe politica italiana è inguaribilmente infettata da questi falsi filantropi, dagli assistenzialisti scaltri che regalano caramelle al cianuro, ma anche altri settori, incluso quello artistico e culturale, sono abitati da certa gente, all’inizio magari venuta al mondo con le migliori intenzioni, poi divenuta complice e reggente di questo penoso programma), è l’italiano che ce l’ha fatta e l’ha messo nel didietro a tutti illuso di aver ottenuto una posizione solida e inattaccabile…

Marco Vignolo Gargini


[1] http://www.facoetti.com/index.php/storie-di-personaggi/451-la-storia-di-brighella

Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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