In quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore 4

delitti

Durante il fascismo la cronaca nera veniva severamente controllata e censurata, l’intenzione era di non turbare l’opinione pubblica con storie che inducessero a sospettare la presenza di anime omicide nella società italiana, illustrata come un luogo idilliaco dove tutto andava alla perfezione in virtù della “paterna” supervisione del Duce. La stessa letteratura di genere poliziesco non era ben vista dal regime fascista, nonostante fosse stata inaugurata nel 1929 una collana della Arnoldo Mondadori Editore denominata “I libri gialli”, curata da Lorenzo Montano e diretta poi da Alberto Tedeschi, con i famosi romanzi dalla inconfondibile copertina, da cui il termine “giallo” che in Italia indica le pubblicazioni che si occupano di delitti, indagini e analisi del mondo criminale. Il primo romanzo “giallo” pubblicato nella suddetta collana fu The Benson Murder Case dello scrittore americano S. S. Van Dine, tradotto in italiano La strana morte del signor Benson, che fece conoscere ai nostri lettori il personaggio di Philo Vance, il ricco detective dilettante con la passione dell’arte. Nel 1941 la collana fu chiusa per espressa volontà del regime, l’entrata in guerra contro Gran Bretagna, Francia prima e Stati Uniti poi fu decisiva per impedire la pubblicazione di opere di letterature “nemiche”. Caduto il Fascismo, finita la guerra, la nuova Italia riprese a editare i libri gialli, ma proseguì sotto certi aspetti a non voler calcare troppo la mano sulla cronaca nera, fatta eccezione per casi clamorosi, come quello che vide protagonista Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio, condannata nel 1946 per l’omicidio di tre donne, squartate, bollite con soda caustica e ridotte a saponette. La vera svolta avvenne il 9 aprile 1953, ossia il ritrovamento del cadavere della giovane ventunenne Wilma Montesi sulla spiaggia di Torvaianica, in provincia di Roma, e l’apertura di un’indagine che coinvolse nomi illustri, tra cui il figlio di un alto esponente della Democrazia Cristiana. Il caso Montesi riempì le cronache dei giornali, fu seguito dai mezzi di comunicazione dell’epoca con particolare attenzione, appassionò la gente. Gradualmente, da sessant’anni a questa parte in Italia lo spazio dedicato dai media di massa alla cronaca nera ha prevalso fino a diventare pressoché maggioritario, con la differenza che siamo passati da fasi in cui la politica e il crimine si mischiavano, inaugurate dalla stagione delle stragi e del terrorismo (dal 1969 fino a buona parte degli anni ’80), ad altre in cui il delitto tout court veniva preso in considerazione (dagli anni ’90 fino ad oggi). Con il nuovo secolo si è ingigantita quest’ultima tendenza, il Gran Guignol del sensazionalismo morboso, secondo la giusta definizione della mia amica Franca Colonna, ha invaso i media, ogni delitto, piccolo o grande che sia, occupa le prime pagine dei quotidiani, le trasmissioni televisive si moltiplicano per proporre al pubblico sempre le stesse storie di comune perversione, pescano nel torbido, intrattengono la massa con lo splatter verbale e visivo delle ricostruzioni degli omicidi, i presunti colpevoli sono passati al setaccio da specialisti e non, si gode di questo clima macabro, cruento, in definitiva la morte violenta è diventata uno spettacolo. La letteratura “gialla” in Italia s’è abbonata a questo clima, con le dovute eccezioni. Sembra che sguazzare nel sangue sia la prerogativa di certi autori italiani, piccoli o grandi che siano, l’assassinio è ormai protagonista di intere manifestazioni (festival, presentazioni di libri, cene con delitto ecc.). Sull’argomento ho già scritto in precedenza, non guasta ribadire e segnalare che ormai la nostra povera società italiana è malata “fracica”: dal vecchio fascismo, che vietava lo sfruttamento della cronaca nera, siamo giunti al nuovo fascismo, dove il delitto viene imposto dai media cavalcandolo per ottenere audience ovunque e distrarre la gente.

Continua…

mvg

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Informazioni su Marco Vignolo Gargini

Marco Vignolo Gargini, nato a Lucca il 4 luglio 1964, laureato in Filosofia (indirizzo estetico) presso l’Università degli Studi di Pisa. Lavora dal 1986 in qualità di attore e regista in rappresentazioni di vario genere: teatro, spettacoli multimediali, opere radiofoniche, letture in pubblico. Consulente filosofico e operatore culturale, ha scritto numerose opere di narrativa tra cui i romanzi "Bela Lugosi è morto", Fazi editore 2000 e "Il sorriso di Atlantide", Prospettiva editrice 2003, i saggi "Oscar Wilde – Il critico artista", Prospettiva editrice 2007 e "Calciodangolo", Prospettiva editrice 2013, nel 2014 ha pubblicato insieme ad Andrea Giannasi "La Guerra a Lucca. 8 settembre 1943 - 5 settembre 1944", per i tipi di Tra le righe libri, nel 2016 è uscito il suo "Paragrafo 175- La memoria corta del 27 gennaio", per i tipi di Tra le righe libri; è traduttore di oltre una trentina di testi da autori come Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. Nel 2005 il suo articolo "Le poète de sept ans" è stato incluso nel 2° numero interamente dedicato a Arthur Rimbaud sulla rivista Cahiers de littérature française, nata dalla collaborazione tra il Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle della Università della Sorbona di Parigi e l’Università di Bergamo. È stato Presidente dell’Associazione Culturale “Cesare Viviani” di Lucca. Molte sue opere sono presenti sul sito www.romanzieri.com. Il suo blog è https://marteau7927.wordpress.com/ ****************** Marco Vignolo Gargini, born in Lucca July 4, 1964, with a degree in Philosophy (Aesthetic) at the University of Pisa. He works since 1986 as an actor and director in representations of various kinds: theater, multimedia shows, radio plays, readings in public. Philosophical counselor and cultural worker, has written numerous works of fiction, including the novels "Bela Lugosi è morto", Fazi Editore 2000 and "Il sorriso di Atlantide," Prospettiva editrice 2003, essays "Oscar Wilde - Il critico artista," Prospettiva editrice in 2007 and "Calciodangolo" Prospettiva editrice in 2013, in 2014 he published together with Andrea Giannasi "La guerra a Lucca. September 8, 1943 - September 5, 1944," for the types of Tra le righe libri, in 2016 he published "Paragrafo 175 - La memoria corta del 27 gennaio", for the types of Tra le righe libri; He's translator of more than thirty texts by authors such as Poe, Rimbaud, Shakespeare, Wilde. In 2005 his article "The poète de sept ans" was included in the 2nd issue entirely dedicated to Arthur Rimbaud in the journal "Cahiers de littérature française II", a collaboration between the Centre de recherche sur la littérature français du XIX siècle the Sorbonne University Paris and the University of Bergamo. He was President of the Cultural Association "Cesare Viviani" of Lucca. Many of his works are on the site www.romanzieri.com. His blog is https://marteau7927.wordpress.com/
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